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giovedì 26 maggio 2016

LA SACCOCCIA DEL TEMPO

LA SACCOCCIA DEL TEMPO


La mia saccoccia del tempo
è quasi vuota.
La riempì generosamente,
senza badare a spese
quell' Ora quando nacqui.
Passava da lì quasi per caso
e me ne fece dono.
Da un personaggio strano
stralunato,
si comprò anche un cuore
per misurar le ore.
Senza tempo però era
quel cuore.
Aveva fretta sì, ma a modo suo,
non ci fu verso di farlo funzionare
in base a battiti da misurare.

E vennero le foglie:
prima verdi, poi gialle,
ancora verdi, poi sempre più gialle...
E caddero sul prato
La saccoccia del tempo adesso
è quasi vuota
E il cuore? Stupido illuso,
viaggia sempre contro orario.
E sta male.
Ma la garanzia è scaduta,
non si può più cambiare.
Pateticamente,
chiede perdono al tempo
che incurante,
gli volta le spalle e... lascia fare.








Da una coscienza nasce un'esistenza?
Pensavo fosse il contrario
e invece io viaggiavo contra orario:
abbarbicata al pensiero, esistevo



Era stracolma e straripante
Non si chiudeva, quasi.
Non sapevo dove metterlo.
Invadeva tutto
il mio giardino
Una scritta davanti:
"ATTENTA ALL'USO"