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mercoledì 7 settembre 2016

E TU VENISTI

E TU VENISTI

E tu venisti a me senz'anima,
L'avevi lasciata indietro, nel tempo
degli arcobaleni
dove labbra mendaci
baciano i fiori aguzzi
delle rocce.
Una smorfia era il tuo sorriso.
La tua ferita sanguinava ancora,
non aveva finito la sua corsa.
Seguii la scia del tuo sangue,
e mi stesi con te
sul letto del dolore.
Ti volevo tenere compagnia
mentre lontano, nel tempo
degli arcobaleni,
la festa continuava ancora.
Ma anche lì ora era notte.