sabato 16 gennaio 2016

EROTISMO E AMORE

EROTISMO E AMORE

Dammi il tuo erotismo, 
io ti darò il mio amore
ti darò il mio erotismo, 
tu mi darai il tuo amore

Non temere se di erotismo parlerà il mio canto
Io lo voglio gustare con gemiti di ardore
Non resterà celato dentro il mio rosso manto

Trasparirà, precipitando dentro il tuo respiro.
Quando alla fine mi parlerai d’amore 
La tua anima ardente avvolgerà il mio seno

Lo sfiorerà con asfodeli in fiore
Sarà per me il mistero che svelerai
Riversando nel mio calice liquore  

In quel mistero la mia passione annega
Il desiderio di te che non si piega
Viva mi rende, l’anima mi prende

Mentre nel mio corpo s' inabissa
quella tua carezza che inestricabile 
avvince erotismo e tenerezza
  
Perché questo avvenga certo non so dire
Per quanto cerchi invano di capire
Tu mi sovrasti e tutto il mio stupore
Sciogli dentro l’ondata di calore

Ora ci conosciamo nel profondo
Abbiamo inventato tutto il mondo
E il mondo nuovo vincerà il dolore
Perché la nostra conoscenza è dall’amore

Dammi il tuo erotismo, 
io ti darò il mio amore
ti darò il mio erotismo, 
tu mi darai il tuo amore















giovedì 14 gennaio 2016

ATTIMO BIRBANTE

Le nostre ore duravano un’istante
Solo un’occhiata e poi, attimo birbante,
Ti divertivi ad imbrogliare il tempo
A fare sentire eterno ogni suo momento

Il tempo eterno lo sai non si può dare
Nessuna poesia lo potrebbe inventare
Ma tu gettavi il guanto della sfida
E lo chiamavi Amore per vincer la partita

Giocavamo a rincorrerci sul prato
Chi raggiungeva l’altro era obbligato 
a farlo andare giù per terra
Saltargli addosso trascinarlo nella serra

Ciò che accadeva lì non è da dire
Potrebbe turbare forse, non stupire
Il desiderio solo era sovrano
Era inebriante resistergli invano

Il resto del mondo era lontano
Vaghi contorni di ambigua parvenza
La realtà era solo nell’ appartenenza
Dei nostri corpi in te attimo avvinti
senza timore alcuno d'essere disciolti

Attimo birbante cosa vuoi sapere:
Quanto valgono i secoli al tuo apparire?
Ah! Nascondici nelle pieghe del tuo manto,
Ascolta quale meraviglia è nel mio canto

Tutta la durata della storia, 
Tutta la sua ingombrante memoria
Tu puoi dissolvere in quel divino, eterno istante
Che di due amati fa un solo amante

Amor ch'a nullo amato amar perdona
Coglieva noi dentro quella serra
Le nostre ore duravano un’istante
Quello in cui ero amata,
Quello in cui ero anche amante







mercoledì 13 gennaio 2016

PICCOLA SILFIDE

PICCOLA SILFIDE 

Poggiami lieve sul palmo della mano.
Con un soffio leggero 
acconciami i capelli
ed io, piccola silfide, 
da lì dominerò il mondo.
Sento sfiorarmi il calore 
del tuo fiato.
La mia veste 
è solo il tuo respiro 
mentre mi lasci nuda sotto il tuo sguardo chiaro.
Dal tuo palmo mi appari come un’onda,
mi travolgi; anelante mi lasci 
di velate armonie, 
di appassionati canti.
Di labbra aperte al bacio 
e ad altri incanti.
No! Non chiudere la mano, 
mio signore,
lasciala lì sospesa 
sul tuo cuore.
E in mille e in mille e in mille 
faran festa
sol che tu dal mio sonno 
non mi desta.
Custodiscilo anzi, non violarlo
e il mio dominio profumerà ogni istante.
Su tutto il mondo brillerà 
come diamante.
Farà nuove tutte le cose 
perché sul tuo palmo 
io sono animamante







martedì 12 gennaio 2016

IL MARCIAPIEDE



"Kein Ding sei wo das Wort gebricht."
("Nessuna cosa sia dove la parola manca")
Stefan George




Mi attardo, ferma sul marciapiede del mio spirito:
Cerco tra l’immensa folla dei pensieri, delle sensazioni
Che lo attraversano impazziti.
Scruto il loro profilo evanescente
Offuscato nella oscura nebbia della mia mente.
Vorrei ritrovare almeno una … parola


Cammino adagio sul marciapiede del mio spirito
Mi faccio largo a fatica tra quella moltitudine
Bestiale, non addomesticata che mi urta da ogni parte,
Che mi vuol graffiare, che mi spinge in una direzione
In cui non voglio andare: lì ci sono soltanto
Grida assurde: le mie. Basta! Non le voglio più ascoltare.


Corro sul marciapiede del mio spirito
Suoni inarticolati mi accompagnano mentre
Fendo la massa incandescente di tutto
Quello che non dice niente
Io corro e quella cerca di atterrarmi
Vorrebbe farmi fuori, vorrebbe annientarmi


Allora volo sul marciapiede del mio spirito
Chi mi ha messo le ali non so dire
Me le ritrovo improvvisamente addosso
Le muovo e attorno a me si crea un fosso
Ci finiscono dentro le corbellerie,
Suoni inarticolati, tutte le ciancerie


Mi libro e il marciapiede si allontana
Un bisbiglio mi viene incontro
Ne percepisco il suono in modo
Già distinto. Si compone di una
espressione sola: “finalmente sei
capace ... di parola”








lunedì 11 gennaio 2016

RICORDO D'AMORE

Ogni tanto mi ricordo dei tuoi baci
Erano caldi, vogliosi, appassionati
Quella sera ai margini del tempo

Le tue mani forsennate sui miei seni
Quasi a strapparli e poi subito sulle reni
Baci impazienti quella notte al vento

Sapevano di gioventù ma anche di tormento
Potevamo contarli ad uno ad uno
Non volevamo perderne nessuno

Che quell’ora non sarebbe più tornata
Lo sapevamo entrambi: era un’ora rubata
Ogni bacio era un’ ebbrezza di dolcezza

Di tenerezza violenta, di bellezza
Ardente e misteriosa insieme
Come è sempre l’ amore quando viene

Le tue labbra impresse sulle mie
A catturar sospiri, 
davano e ricevevano ricordi

Per una memoria di noi senza confini:
Si erano brevemente incontrati
Sfiorandosi in un tempo, i nostri due destini

La tua lingua avvinghiata alla mia
Quasi volesse per sempre farla sua
Mi inondava le viscere di ardore

Mi regalava tutto il tuo sapore.
Poi ci lasciammo senza una parola
Solo uno sguardo dentro l’anima, nel cuore

Ogni tanto mi ricordo di quei baci
Di quella notte, ai margini del tempo
A segnare il compimento dell’ amore





CERCO IL MIO OGGI

Cerco il mio oggi
E’ scomparso nella nebbia dei miei sogni?
L’hai rubato tu ladro di passaggio?
Non so!


Lo cerco, lo aspetto come un dono
Come una promessa
Che un giorno mi fu fatta da…
Non so!


Cerco il mio oggi, insoddisfatta
Lo cerco in me, negli altri, in te
Senza di esso anche la mia ombra è nulla
Non so!


Cerco il mio oggi, Quando verrà?
È da tanto che l’attendo
Pulviscoli di esso talvolta distinguo a fatica
A vestirmi l’anima
Non so!


Scompaiono subito, nel vento
Rapiti dalla brezza del futuro
O dissolti nel ricordo del passato
Non so!


Cerco il mio oggi
...e spero.






sabato 9 gennaio 2016

MORIRE LA VITA: a Primo Levi, a Paul Celan e a tutti gli altri come loro con immensa riconoscenza


MORIRE LA VITA:
a Primo Levi, a Paul Celan e a tutti gli altri come loro con immensa riconoscenza






Errare può essere un modo per non
restare fermi, o per sbagliare.
Ma se non vuoi star fermo e non vuoi sbagliare
smettila di cantare il tuo dolore pazzo

e poi guardarti allo specchio
per vedere l’ombra che di te ha lasciato
il fiato del tuo cuore
assurdamente intriso di lacrime e sospiri

La vita si vive e non si muore
Morire la vita ha senso solo per
lasciare spazio ad un doppio sentire

per capire chi non sa o non può più vivere 
chi non sa o non può più ridere e gioire
Lasciami il tempo e lo spazio per afferrare
il mio e l’altrui soffrire

e l’errare non sarà più l’errabondo errore
del dolore, né sarà la frenesia assordante
del fuggire, ma sarà la ricerca della Speranza,
Sarà il sommesso canto di resistenza dell’Amore