Ci siamo dimenticati di noi
molte volte
tante per quante siamo da stanare
dentro
passi rallentati e stanchi
e i nostri passi si trascinano
come litanie sgomente
dalla chiesa alla piazza
alla casa
rivestili per prepararli
a sconosciute strade
falli sudare dentro
nuove calze
poi invece fermali:
stop, stop a quei passi!
la loro chiassata
mai troveranno casa
una lingua sotterranea
come
quella delle zucche e dei cocomeri
di Agosto
asciuga ogni solitudine
bagnata
la casa è lontana
e ci scorniamo
contro il contingente
ma esigente è il domani
di soprassalto
ascolto
la lingua dei morti