giovedì 23 maggio 2019

E l' 'Ospite

formavo gli anni alle parole
quando ti ricevetti in una casa non mia
poi le mandavo nel nulla.
e tu mi facevi salire sul tram di
indulgenti complotti
che sapevo/che ignoravo
-ci stavo così bene!
e si andava e si andava...

e l' Ospite in me guardava
Aveva urgenza
di cosa?
Ecco non so
di tutto/niente:
di me!
Aveva urgenza di segare
gli anni alle parole
di farmi bianca con la loro
polvere

e l' Ospite si slanciava
sulla porta della mia urgenza
e la mia voglia di passato
e la passione
e si frangeva 
e m' insegnava
a suonare a cantare
a battere sul tamburo di
di un fosforescente dolore
di una magrezza

    Vieni
sulla mia pelle di carta
        schizzami di poesia
Vieni presto 
              per noi
                  sequestra la sera!





mercoledì 22 maggio 2019

pescispada

Sono ancora muti i pescispada?
permanenze abusive
e la smania lancinante
di ascoltarne 
un'ultima volta sulla pelle
il silenzio
nel chiasso sgargiante
della danza di 
plastica tatuata
in mare

Vieni
sulla mia pelle di carta
tuffati 
a scrivere una poesia
Vieni presto 
              per noi
              sequestra la sera

martedì 21 maggio 2019

la lancetta dei secondi

in quella stanza   
                la lancetta dei secondi
girava all’indietro.
Non faceva tic tac, faceva tac tic
        ogni tanto si fermava
quasi stanca di instupidire
          il tempo 

e tu ridevi ridevi
scioccato e sciocco
entravi a gonfie vele nella
sua stupidità.
Distante una passione felice
la forza villana della tua ragione.

fate largo 
fatemi largo:
chi insieme a me vuole tornare
a nascere:
tutti?

Tutti.
Si tutti.
come un orologio rotto

domenica 19 maggio 2019

Zzz

Chi digerisce una vita evasiva
scritta su muri
che non hanno preso appunti?
dall’altra parte
solo il vento acuminato di un' iride
gli occhi a fissare agganci
che non ci sono:
lo sguardo in avanti
non è meno all'indietro

lastrico di bava i marciapiedi
trascino il mio cranio
lucidato con i capelli
ho messo quell’iride sul cuscino
ci ho dormito sopra
puntellata su una smorfia

per un cieco d’anima
frutta sbucciata
di odorosa follia
questi tumulti torrenziali
a fare largo e stretto

ho chiamato a raccolta
calze bucate
per separare le visioni dagli equivoci
l'intesa dalla resa
i pezzetti di sussurri dai vicini rumorosi
dimenticanze incalzanti da frettolose irrequietezze
incongruenze e peccati da incoscienze
Zzz...

guardavo te e la mia vita
seduti a un tavolo
                  vicino alla toilette
                                     all'uscita
si paga lo stesso salato

oggi è arrivato
un telegramma antico:
“non c’è risposta”











giovedì 16 maggio 2019

andremo via

Andremo via
ci lasceremo in disuso
lasceremo anche i baci
accordati
a statue
che abbiamo abbracciato
nei giorni di fuoco
a ore di pietra che credemmo
di seta
ai gesti accaldati per anni
Tolgo dai mobili quel che vi resta:
polvere di voci senza
inflessione

quando il percorso fa 
un passo avanti al ritmo del vuoto
                  
La carne la carne
niente più è un rimanere
è partita adesso
era fuggita prima.
Non rimbalza più tra
le dita stracciate

È in stato di grazia
un delirio di
assenze

domenica 12 maggio 2019

desiderio

è una Maledizione 
quel folle desiderio di tenerezza
che mal si addice
a tutti gli abiti
che sopporto
strappo gli abiti
li faccio a brandelli
insieme alle maschere
ai loro sproloqui beffardi 
li aggroviglio
sotto i piedi
da quanto te ne ho parlato?

è una Maledizione 
quel folle desiderio di tenerezza
che esploda 
che mi lasci accondiscendente
nuda: 
nuda nuda
carne: 
carne carne
pelle amara!
può terminare solo
con un'imprecazione
o con un bombardamento aereo
di preghiere
e tu che m' hai risposto?

vado in fretta senza voltarmi
che distanza ha il mondo?
si è identificato con il mio
becchino?
chi ricorda i peccati?
No non voglio il loro
sudario anzi...
Voglio un anticipo sui loro diritti!

E tu...
chi tu?
dove tu?
perché tu?
Ah già: tu!
giaciglio di una cantilena inamidata
anche la mia scodella ha il mal di pancia
E' una Maledizione...
                       quel folle...
                              

domenica 5 maggio 2019

gironzolavo

gironzolavo  
        attorno a un desiderio
seduto su un tempo d'altri amanti
        a un chiodo bucato i miei peccati
troppo simili a speranze
           e noi assenti

mai così vicini

sguinzagliata la voglia di toccare
la tua gola 
        profonda
ho messo a turno
il mio sesso:
      precipizio o cuscino
gioco di circostanze
          troppo in pronta consegna

quale peripezia fa da sfondo
vivace
allo sguardo?
il mio nome il tuo
non detti 
giocano a pestapiedi

fu a te che mi chiesi
amico della mia pazzia

non gridi ancora a me 
l'orario 
in cui sarai ritmo che incanta
cadrai nel luogo della mia parola
e io di riflesso a te
verità di un errore:
lo so
sì lo so.
Ma tu

non abortirmi amore