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sabato 6 agosto 2016

MARCHESANA

MARCHESANA

Andar tra cespugli di basilico
e selvaggia nepitella
a ritrovar
gli odori e la campagna,
notturni stellati
e vaga inebriante essenza
come di gioventù, come esultanza.
Il mio respiro ti beveva
e mai lo sguardo si saziava.
Tutto era gioia e ritrovato noi.

Poi fu la notte,
le stelle la inghiottirono e divennero scure.
Marchesana:
non più nostra, non più mia.
Ottusa mano ti toccò nel cuore
mischiando fiele al miele
e noi impotenti, lì a guardare,
lì a morire dentro.

A chi appartieni adesso?
Chi ti vive e ti assapora
Chi appare ancora
tra i tuoi gelsi immensi,
dove gelosi abitano
gli spiriti degli avi e dei tuoi amanti?
Ora timida e fiera ti celi
a ogni carezza del mio malinconico
sorriso,
e cadi a pezzi
nel tuo andar per sonno
Per chi sono adesso
i tuoi tramonti,
i tuoi fremiti d'amore
che solo accontentava il mio languore?
Chi si scalda
innanzi alle isole divine sospese
sul tuo mare e galleggianti
sulle onde del mio cuore?

Di nuovo e sempre torno a te,
carica d'anni adesso
e di fatica.
Senza sorrisi veri
e senza gioia.
Ma il tuo magico fascino
m'attrae nella memoria,
e lì lieve m'inchioda.
Il nostro Principe Azzurro
appartiene a un'altra età
e in te, in me, la Bella Addormentata
di promesse piena
e di sfolgorante audacia,
sogna Angelina, il forno, il pane caldo
e...
dorme ancora.