mercoledì 5 aprile 2023

fin dove


"Per quanto sia cauto il tuo passo"

G. Caproni: "la vipera" e "la vita" da Il libretto


Ascolta,  

qualcosa che nacque

disparve

poi si lasciò scorgere davanti

al fuoco, 

eri tu il camino e

fu raggio per raccolte e per deserti


il passo dinoccolato ora

non dorme più


arrivare fin dove l’amore

può portare

poi finisce la strada



domenica 2 aprile 2023

brioche calda


pazzesco

quattro bufere fa
uno che aveva preso impegni seri
col suo silenzio
aveva osato gettarla
come osso al cane, 
...e  impazziva
il vento
in un giro di abbandoni
tra le foglie 

nessun indirizzo sulla busta
nessun destinatario ne' mittente
e dentro
forse 
a non scalfire i silenzi 
nessuna parola

l' ultimo 

quattro stelle cadenti fa
la carcassa di un pensiero 
galleggiava in uno spruzzo 
d’acqua:
accendeva un ultimo rigagnolo                       
d'idea

la ragazza guardava
la gonna incuneata tra 
le cosce
ma chi può dire
vedesse?
teneva la carcassa tra le mani 
insieme alla lettera 
ma chi può dirne le mani?
 
gesto
 
non si tengono carcasse di pensieri
tra le mani
ne’ lettere che 
non scalfiscono silenzi
la ragazza
aveva qualcosa che somigliava
ai miei tratti
quelli essenziali che non ricordo 
mai

... e penzolava                                                        
il tempo
e la vecchia della 
porta accanto
che non aveva voluto
salutarla
la braccava inquietante dal
girello

offrile la brioche calda!

venerdì 31 marzo 2023

perdono e innocenza




"Contro di te, contro te solo ho peccato"
dal salmo 50


lascia che il suo odore venga meno
sul materasso e
sul cuscino intatto!
il perdono risana
o strizza l' innocenza?

E tu, che te ne fai?
Infischiatene!

lascia che accada 
l’assenza
e in me ne muoia
inquadrala nell'ultima danza
non soccorrerla,
nell’inquadratura la bestia
morde e ride
dita di fumo intride

la stanza insensata non ruota 
intorno a noi e
nell'armadio la tuta si rifiuta
alla gruccia
scivola per terra ostinata
come una
vecchia abitudine
deformata dal tempo e dagli dei

il perdono, mestiere di notte,
non dà senso
a un'invasione di spazi vuoti
non è una bambola

è uno scoiattolo
murato vivo








mercoledì 29 marzo 2023

c'era una volta

"La fauna si muove, mentre la flora si spiega davanti all'occhio
...
Essi non sono...Non sono...
Per loro l'inferno è d'altro genere"
Francis Ponge, Fauna e Flora, da "Il partito preso delle cose" p. 89

da bambina leggevi alle bambole:
"c'era una volta" 
vedevi i fagiani passare,
il loro colore finire nel capanno
sulla mano

Un vaccino cercavi
contro l'imperfetta tenerezza
di quella 
volta che polvere di gioia
guardò di striscio nel capanno 
e volse 
gli occhi a un fiore

"piazza pulita di inferno e paradiso"
diceva la tenerezza timida 
a un fagiano
/un odio vivo
la sorreggeva/

da grande
a ogni stazione
i guanti
si rompevano
alle unghie 
il purgatorio in treno
ti prendeva la mano

/avevi perso l’odio
succede quando s’invecchia (citaz)/

antichi misteri

"Non sospirare quando ti fai il letto
ai tuoi sogni potrebbe mescolarsi/
il sudore dei morti", N. Sachs, "A voi che costruite la nuova casa" da "Nelle dimore della morte", ora in "Poesie", Einaudi 2022

una donna, di antichi misteri 
incappucciata,
intona nenie 
senza trama
e scende cantilene
dondolando
mentre fugge
il sudore dei morti,

la fata Attraverso
l’accompagna
lungo un muro che il mondo 
respira,
sbirciando ogni tanto tra 
i chiavistelli
nel fondo del baule
il suo sudario

sopravvive a se stesso 
l'amore?



mercoledì 22 marzo 2023

in fuga da Pathmos

"a volte la tenerezza che ti viene offerta sembra
solo la conferma
che sei stato rovinato"
Ocean Vuong, "Brevemente risplendiamo sulla terra"

tremenda cripta
te accadde di far vera
a te rassomigliarono i piedi
che sul fango avvertisti
rimpatriati

e la lingua vide
dileggiati
nell'imboscata tesa da un arcipelago di
"accadrà presto":

zattere di tronchi
trascinate sul fiume
come anguille
di intimo orrore;

fuggitiva
ansia di plasmare
l'apocalisse con
i doni che le abbiamo
presentato

pestando il frastuono della fine



melaba








"Morirò nel vecchio stile preoccupandomi ancora per l'avvenire"
A. Rosselli, A me stessa, Palermo 63

…………


scendi da questa gloria vana
di te!
scontroso
il distacco attraversa ora 
come lampo
un'antico asfalto
sospeso come una sorpresa
si imprime
lì dove si sfracella
l'invettiva
mi attraversa laggiù:
sull'ultimo guado
una mela marcia

nata
su una caduta di stile
orgogliosa
batte le braccia
sciolta dentro il cuore

è la mia stampella
un'aristocrazia