martedì 8 ottobre 2019

zia Concettina

Contro le date,

andava per abitudine contro le date

indossando ciò che 

non si ha 


e non cresceva mai

e non rimpiccioliva:

pioggia, sole, poche 

amiche 


era uno stop

uno stop vivente

come un’illusione:

toglieva i giorni pari

al calendario

e li appallottolava in bocca

riempiendoli di saliva


poi li sputava per strada

cioè su se stessa

era lei la sua strada

che conosceva:

lasciava che la sua strada la percorresse


niente problemi di identità

-era nata di dispari-

nuda le bastava sentire il calore

del suo corpo


tutta la sua fiducia nell'artificio

di riempire i giorni pari di saliva

senza sbagliare

la commuoveva a sera rientrando a casa


era una commozione diligente

scarabocchio

ora mi rimpicciolisco
e mi sogno
un sogno piccolo
                     piccolo
estremo
come uno scarabocchio
                     di me
come un'introduzione
                    postuma:

-quelle... dita che
mi(!?) amavano...-

tu la trovasti

una figura
trovasti
tracciata col lapis
su una roccia
tu raccogliesti il lapis
e scrivesti

la figura sorrise
un sorriso lungo
             sette giorni
                      sette anni

...il sogno...

Vaff


VAFF...
...
non ci sono allegati da scaricare
-mi sento le... tempie...-
vorrei mi regalassi un po' di "comunque"
è quel che serve
era previsto tutto
Ora c'è solo da fare giustizia
dell'"andò-così":
che sprofondi!
che si spari!
-ci temono questi spari: sì sì
hanno paura di noi!-
alza il tono della voce
alza il... tono... della voce...
in un ... pianissimo
Guarda cosa t' è rimasto nel pugno
-una piccola luce?-

Il vento non soffia all'indietro
non c'è un "all'indietro" per il soffio
del vento

Non torna sui suoi passi

domenica 6 ottobre 2019

Uffahh

uffa e arciuffa
(con la U aspirata
ecco così: hhhhuuuffaaaa!!!)
un volume di huuffahh!
salta in aria:
non lasciare quel luogo
il luogo 
della rabbia
e della meraviglia

Che c'è?
sembrano scarne spoglie 
di te
di me

E non più 
a un tratto il desiderio
e io ero sola
È tutta così in-logica
l'assenza

ma tu
non cedere di amare 

mi sono allontanata 

solo per un momento

chissà

La stretta era
            di gelo

e dentro l'interstizio
la domanda:
quella che non vuoi fare
quella per qualcuno
quella che sai come va a finire
quella che sbagli apposta il numero
per non farla

poi si distese quel
gesto di gelo
e quanto ne restò:
segno del "chissà"

Chissà se alla fine
finisce realmente

c’è un mondo dentro
la domanda è un mondo
un mondo che domanda

giovedì 26 settembre 2019

leggenda

c'è una leggenda sul mio letto che ne parlava
uno sconosciuto che si dava e che guardava
-occhi sbarrati-
c'è ancora una leggenda sul mio letto che ne parlava
del suo primo desiderio di morte -dico-
ci saltellava torno torno
non voleva cascarci dentro
era da vidimare quel suo peregrinare
per questo è andato nell'altra stanza
-stava lì l'apparecchio-
c'è andato con la disperazione
dentro il salterio

Non posso cercare un nuovo me
forse un giorno sarò umana
sarò come un fluido per tutti

lunedì 23 settembre 2019

gabbia

la scimmia
faceva toletta
in gabbia

una gabbia andava in cerca di un uccello*

dava lieve il suo belletto
di saliva 
al pappagallo
quasi un'insidia quel gesto 
alla parola:

"più forte urla più forte
la parola è GABBIA!"



* Fran Kafka , aforismi