Ci sono tarli dappertutto
tarli all'attacco!
una parola è finita
in un pozzo
in fondo in fondo
non è trasalita
non è rimbalzata
è quella
che il mio orecchio
attende?
quando il mio seno veste
l'intollerabile calore
del tuo seme
domenica 14 ottobre 2018
giovedì 11 ottobre 2018
piccolo amore
Fra le pieghe dei corpi
una sciarpa
a squarciagola
lasciava dietro
parole oscene
Lo aveva pensato
me lo aveva anche detto:
"piccolo amore intonami
indossami
senza guardarmi"
Aveva sete
me lo aveva anche detto
prima di immergersi a singhiozzi
nella mia gola:
"piccolo amore ti berrò"
e mi aprì l'anima e le gambe
poi il trasporto fu memoria
Era legge marziale tra noi
avvolta di rabbia e di
magia
una sciarpa
a squarciagola
lasciava dietro
parole oscene
Lo aveva pensato
me lo aveva anche detto:
"piccolo amore intonami
indossami
senza guardarmi"
Aveva sete
me lo aveva anche detto
prima di immergersi a singhiozzi
nella mia gola:
"piccolo amore ti berrò"
e mi aprì l'anima e le gambe
poi il trasporto fu memoria
Era legge marziale tra noi
avvolta di rabbia e di
magia
stavano lì
Una dopo l'altra
le suole si erano aggrappate
alla terra
le distanze si erano accasciate
sui piedi
ora
stavano lì
nello spiazzo
vicino alla fontana
-non questa
ma quella-
"ho il mio orizzonte alle spalle"
disse una
Poi ringhiosa aggiunse
"inutile girarsi girerebbe anche quello.
È buffo mi fa da ombra
Avere per ombra l'orizzonte è tanto!
È come avere tutto su una linea
O forse è solo il mio dito indice
che punta sui posti vuoti
di un'anima chiamata
pelle".
Poi ti affidi: "È pur sempre qualcosa"
Poi ti affidi: "È pur sempre qualcosa"
"Stiamo fuggiti
senza noi stessi
-fece a valanga un altro-
lasciandoci dietro
le nostre domande
e l'indifferenza degli dei
come bicchieri
tintinnanti di vuoto e mozziconi.
Abbiamo finito di tingerci addosso
-non eravamo mai troppo belli?-
L'ultimo spray di tintura
ha paralizzato
una mano di rosso
e nel pugno chiuso a pietra
ci ha lasciato
l'unica mosca catturata
Ma -tu dici- è pur sempre qualcoosaaa!"
Il tempo della fede è un posteggio
che non si nega a nessuno
poi resti solomercoledì 10 ottobre 2018
A BANKSY
A BANKSY
primavera-estate-autunno-inverno
fermala prima che scappi,
prima che ti scappi
e ti lasci a....
non guardare
smettila di guardare il nulla
Non si vede
oppure si?
non posso dartela più
la bambola
indietro non tornerà
primavera-estate-autunno-inverno
il colore
del suo vestito è rimasto
sui tuoi passi:
quel rosso violetto disperante
come
la stanza dei giochi
la bambola stringeva nel pugnetto
chiuso
un palloncino:
rosso violetto allegro allegro
appena una tregua e poi
primavera-estate-autunno-inverno
primavera-estate-autunno-inverno
fermala prima che scappi,
prima che ti scappi
e ti lasci a....
non guardare
smettila di guardare il nulla
Non si vede
oppure si?
non posso dartela più
la bambola
indietro non tornerà
primavera-estate-autunno-inverno
il colore
del suo vestito è rimasto
sui tuoi passi:
quel rosso violetto disperante
come
la stanza dei giochi
la bambola stringeva nel pugnetto
chiuso
un palloncino:
rosso violetto allegro allegro
appena una tregua e poi
primavera-estate-autunno-inverno
domenica 7 ottobre 2018
desiderio
Essere lì dove è il desiderio
e il desiderio non ha confine
essere lì dove non si ha confine
mai dove il confine non ha desiderio
-il confine:
uno sciocco verbale di
sbocchi morti-
Stava in silenzio da un pezzo
le ultime parole
non le aveva dette:
erano diventate invisibili
Forse erano sotto i piedi
forse ci stava camminando sopra
mercoledì 3 ottobre 2018
la solitudine delle parole
Solitudine di parole: a-patiche
la loro pronuncia: attesa fra silenzi
in mezzo: ritrovarsi
(indugiare tremare decidersi infine
ma a che prezzo!)
un solo evento: andare avanti
ma per ritorni
senza calpestare
il segreto del loro patto
Non so se queste rette si incontrano
altrove -sulla pelle certo
se si somigliano si chiamano
si avvinghiano
se barano o
disegnano un nodo scorsoio
per il futuro
di inquietudine
o cerchi
senza centro
Urlate -gridai
mettete giù la vostra
solitudine
Ricopritemi
Nessuno sa che parole
tace
il resto del mondo
lunedì 1 ottobre 2018
cenere 2
Tu vai ogni mozzicone di aurora
col bisogno
di strattonare la notte
di interrogarla
per paura che il tuo fuoco dentro
come vampata in mezzo alla legna secca
altro non sia che brace
poi subito
lapidabile
cenere
le ceneri si stavano ormai freddando
non si ricordavano più
delle mani
che avevano scaldato
e non avevano più tracce
di impronte
erano preparate a farsi disperdere
dal vento
non appartenevano più
a niente a nessuno
forse non le avrebbe disperse il vento
forse avevano le ali/ i pattini d'argento
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