sabato 4 febbraio 2017

ossessione

OSSESSIONE

Ho acquistato un'ossessione:
il tuo volto
è uno squarcio azzurro su di me.
Sapessi cosa fare ora!

Andare a zonzo per strade segnate
dalla mia pazzia?
Misurare distanze, vicinanze?
Incespicare su fiotti di speranze a macchia d'olio?

Sensi rabberciati vagano galleggiando
mentre in me il lupo, la notte,
impietoso morde.
Chiudere gabbie
ormai non posso più: è scappato.

Sfondare casseforti in quel tuo sguardo assente?
Roba da ladri, amore.
me lo lasci fare?
Che chiasso faranno le stelle
e le rane
quando ti accorgerai
del furto!


il signor X

Il signor X
non aveva problemi.
La sua identità era di spessore.
La prestava a tutti.
Non faceva discriminazione di razza,
lingua, età, sesso, religione.
E tutti ne approfittavano
Era comodo, in fondo,
Nell'al di là
qualunque nome avessero fatto
poteva rispondere senza menzogna:
Giovanni Bianchi, Maria Rossi....
Purché all' inferno
non avessero chiamato
"Pincoooo Pallinoooo"
Allora si, bastardi,
l' avrebbero fregato!

venerdì 3 febbraio 2017

VIA VAI

               
            Via vai
per strada,
pensieri e ombrelli
tra le mani della gente.
Poco fa pioveva
anche sui pensieri.
Il mio io lo vedo sparire
tra la folla e i pensieri bagnati.
E' dietro di te, 
come sempre, come non mai
Ecco agitarsi laggiù la punta 
del tuo ombrello rosso.
Credo mi cercasse,
ha acciuffato qualcosa:
il mio impermeabile
o un raggio di sole?
Arcobaleno ora lassù
il grande ventaglio
dei monti,
appassionato fantasma
che sparisce, sparisce a goccioline.
Nei tuoi occhi il bacio di goccioline colorate
di arcobaleno:
dolci da incendiare.
Brillano come un sorriso
                       e parlano d'altro.

ALLA VITA

Cessa! 
No, no per favore,
non cessare. 
Scherzavo!
Io sono cedente,
come assente
nel terrazzo del giorno
e tu è come se fossi uscita con un altro.

Quanto si deve cedere
per arrivare a credere?

Scarto i pensieri solo bisbigliati.
Fumo bianco innalzano
verso cieli desiderati
inventati.
Ecco lo tocca, rapace ne morde
ogni trasparenza,
la mia bocca audace
con una lieve, morbida, unica, cadenza

Quanto si deve cedere
per arrivare a credere?

Nell' oroscopo c'è ancora posto
e continuano le previsioni su di me,
ma sono finite le corse dei cavalli,
le estrazioni del lotto
e io non ho vinto nulla

Quanto ti devo cedere, vita
per arrivare a credere?

mercoledì 1 febbraio 2017

sbarcare il lunario

Sbarcare il lunario

Non posso dire che sia accaduto qualcosa,
qui non è ancora successo niente

e andiamo verso i nostri timori
rasentando pareti di vicende strane
mai fino in fondo capite, che
sferzarono,
aggredirono parti di noi sommerse

Non posso dire che sia accaduto qualcosa
qui non è ancora successo niente.

Le nervature dei fiori ci finirono
nelle mani: erano belle,
stringemmo la mano,
che ne fu di loro?
Nessuno apri il pugno per cercarle.

Ed era di ghiaccio il cuore,
di ghiaccio la mente,
di ghiaccio la parola.
Persino il respiro delle trappole che
sventammo per vivere
acconciandoci le vesti, come in scena.
Recitando.
una parte di cui fummo noi a
stendere il copione
Nessuno tradì.

Non posso dire che sia accaduto qualcosa,
qui non è ancora successo niente.

Ma ... la vita ebbe un prezzo

autobiografia di una formichina di passaggio



Autobiografia di una formichina di passaggio

Ecco, io donna.
tempie pulsanti:
ero pesce, ero aria, ero acqua,
terra, fuoco, vento, tempesta, fiore...
L'uccello del paradiso dimentico dell'inferno quaggiù
L'uccello dell'inferno dimentico del paradiso lassù.
Ero il gatto randagio
improvvisato di sottecchi dal tuo sguardo.
Ero il ragno e la sua tela
qui e là strappata.
Tutte le vite di Budda che mi meritai.

Ecco, io donna
sguardi interrotti:
ero rumore,
anche silenzio
Ero coordinazione,
ero subordinazione.
Ero io, ero tu, ero noi, ero voi.
Ma non fui mai egli, loro;
una distanza non fui mai.
Ero una creatura ed il suo Dio.
Ero la traccia umana di cui avevo desiderio.
Ero il peccato, ero l'amore.
E niente sale della terra
per una formichina di passaggio
Io irrinunciabile,
qui e ora.

IL FOGLIO BIANCO

IL foglio bianco

Rotto ho il sacco dei ricordi
come la partoriente rompe le acque.
Quando il sacco dei ricordi perde pezzi
allora è il momento
Salta, salta come un grillo,
non farti acchiappare, non farti ac ch chiap pppare....
Fuggi se ci riesci
brutte bestie i ricordi: non aver memoria,.
Fanne una crema bruna, un doposole da
spalmarti addosso,
sul viso, sulla schiena e le gambe
Altrimenti saranno loro a far di te una crema.
Da spalmare su una fetta di diario

Eppur fu riempito
in primavere invernali di tepore
in anni e anni,
guardando gli altri e te
burattini di vetro, dalle movenze. trasparenti
su una spiaggia di pini e sabbia fine.
I tempi per me dei ricordi in fiore,
quando erano dolci le memorie
quasi fanciulli ubriachi di stelle

Lo riempio e lo svuoto, lo riempio e...
lo svuoto con bramosia incosciente
Lo lancio in aria
rotola su se stesso: ricordi rotolanti.
Li appendo alla mia croce
vi sbircio dentro
indiscreta..
Quel lurido sacco mi afferra la testa,
fa come per acciuffarla
Vuole schiaffarla dentro.
Meglio no,
meglio non guardare:
potrei perdermi
e, ma è lo stesso,
ritrovarmi altrove.

Mentre tu, calmo indifferente
siedi alla scrivania,
inutilmente
cercando
di tracciare un promemoria
sul foglio bianco, iridescente
della vita
e, ma è lo stesso,
su quello trasparente
della morte.