E ANCOR NON BASTA
Il discorso non si chiude qui!
Qui certo s'apre.
Amai, strappandomi
i capelli tra le mani
per non calmare nulla.
Ero tutta vagina e desiderio.
Preda dominatrice di pensiero
audace.
Di attraversamenti gloriosi
mistica fornace.
E ancor non basta!
venerdì 13 maggio 2016
giovedì 12 maggio 2016
TORTURA
Tira, afferra, acchiappa
allaccia, stringi, avvolgi,
strappa.
Queste le corde a me:
ch'io mi taccia.
A pali conficcati
dentro i seni
sono avvinte.
Bavaglio sulla bocca
con cerotti avvilenti
a togliere il respiro:
ch'io mi taccia.
E mi sovviene d' un tempo,
d'un sorriso, di un tu
del suo viso: balenio ingannatore
d' improvviso.
Poi più nulla.
Radicati quei pali
dentro me, nel mio ancestrale
pozzo di incespicanti memorie.
Ahhhh quelle corde,
è una tortura
senza misericordia.
Ora è lei, la tortura
che di sé ha paura.
Da me solo un sibilo
esausto, paradossale.
Attraversa il mio inquieto,
limitato, infinito.
Prima del mio silenzio:
si, ch'io mi taccia!
allaccia, stringi, avvolgi,
strappa.
Queste le corde a me:
ch'io mi taccia.
A pali conficcati
dentro i seni
sono avvinte.
Bavaglio sulla bocca
con cerotti avvilenti
a togliere il respiro:
ch'io mi taccia.
E mi sovviene d' un tempo,
d'un sorriso, di un tu
del suo viso: balenio ingannatore
d' improvviso.
Poi più nulla.
Radicati quei pali
dentro me, nel mio ancestrale
pozzo di incespicanti memorie.
Ahhhh quelle corde,
è una tortura
senza misericordia.
Ora è lei, la tortura
che di sé ha paura.
Da me solo un sibilo
esausto, paradossale.
Attraversa il mio inquieto,
limitato, infinito.
Prima del mio silenzio:
si, ch'io mi taccia!
LA MASCHERA
LA MASCHERA
Viaggio a ritroso
in un tempo
che non mi appartiene .
Di chi sia non so.
Cerco una vita
che non mi fu data,
ma che doveva essere
la mia.
Chi ha preso la mia vita?
Che ne ha fatto?
Chi ha sofferto
il mio dolore?
Chi ha gioito
col mio cuore?
E tu chi hai amato
quando amavi me?
E chi ti ha amato
quando ho amato te?
Eppur fu vero!
Trovo solo una maschera
sudata di cartapesta,
una maschera usata.
Qualcuno l'ha indossata
e ha lasciato la traccia
di una lacrima spezzata,
di un sorriso affaticato
come da gran tormento
e uno strappo sul viso.
Che strano simulacro
ormai non potrà più essere adattato:
anche l'elastico nero dietro la testa
s' è spezzato.
in un tempo
che non mi appartiene .
Di chi sia non so.
Cerco una vita
che non mi fu data,
ma che doveva essere
la mia.
Chi ha preso la mia vita?
Che ne ha fatto?
Chi ha sofferto
il mio dolore?
Chi ha gioito
col mio cuore?
E tu chi hai amato
quando amavi me?
E chi ti ha amato
quando ho amato te?
Eppur fu vero!
Trovo solo una maschera
sudata di cartapesta,
una maschera usata.
Qualcuno l'ha indossata
e ha lasciato la traccia
di una lacrima spezzata,
di un sorriso affaticato
come da gran tormento
e uno strappo sul viso.
Che strano simulacro
ormai non potrà più essere adattato:
anche l'elastico nero dietro la testa
s' è spezzato.
ALLEGRIA
ALLEGRIA
Prima ancora che nascessi
il nulla mi adottò testardo
Se m'avesse conosciuta
forse non l'avrebbe fatto!
Prima ancora che nascessi
il nulla mi adottò testardo
Se m'avesse conosciuta
forse non l'avrebbe fatto!
martedì 10 maggio 2016
Il MIO ALTRO
IL MIO ALTRO
Giorno e parole
notte e silenzi
sole e colore
luna e chiarore
quel che resta di me
senza voltarsi
vi lascia andare.
Intravidi un altro di me signore,
d'un balzo saltai quegli steccati
per raggiungerlo.
Ma lui corse più di me
mi sfuggì
e io piansi.
Però ora so che c'è.
Gioia e calore
freddo e dolore
sangue e paura
abbandono e cura
quel che resta di me
senza voltarsi
vi lascia andare.
Il mio altro mi cerca
mi fruga dentro
urgente,
devo farmi trovare.
In lui è il mio perdono
e poi ancora, finalmente,
come stella che cade
dal suo sorriso,
mi lascerò incenerire
Giorno e parole
notte e silenzi
sole e colore
luna e chiarore
quel che resta di me
senza voltarsi
vi lascia andare.
Intravidi un altro di me signore,
d'un balzo saltai quegli steccati
per raggiungerlo.
Ma lui corse più di me
mi sfuggì
e io piansi.
Però ora so che c'è.
Gioia e calore
freddo e dolore
sangue e paura
abbandono e cura
quel che resta di me
senza voltarsi
vi lascia andare.
Il mio altro mi cerca
mi fruga dentro
urgente,
devo farmi trovare.
In lui è il mio perdono
e poi ancora, finalmente,
come stella che cade
dal suo sorriso,
mi lascerò incenerire
L'ANIMA DI CERA
L'ANIMA DI CERA
Cerco un'anima
e sorda pena m'assale
C'è forse chi può prestarmene una?
La mia si è sciolta al sole caldo
di un antico Agosto,
Era un'anima di cera,
aveva la forma
della mia gioventù,
di ridenti carezze, di freschezze.
Sedevamo insieme
sul pozzo dove si posano
effimere impressioni,
dove, come colombe,
volano passeggere
e dolci le illusioni.
Era sulla mia pelle
e il sole del tempo,
l'ha liquefatta con il suo calore.
Creditrice d'amore,
senz'anima ora vago e senza cuore
Resta un singhiozzo
ad abitarmi in gola:
gracida come rana.
E' freddo intorno,
ulula il vento:
sono sola.
sabato 7 maggio 2016
MATERNITA'
MATERNITA'
Ho invitato le foglie del bosco
ad una festa
passavo da lì quel mattino
per la sera attendevo
il mio bambino.
per la sera attendevo
il mio bambino.
E lui nacque.
Vagiva tutto rosso, allarmato
non capiva cosa gli fosse capitato
Lo chiamai "Nessuno" come suo padre
e il nonno.
Poi lo lasciai,
avevo altro da fare.
E vennero le foglie,
le invitate.
Lo presero con sè.
Sui castelli degli alberi
lo fecero crescere felice.
Non seppe mai
che ero io sua madre.
Di questo mi ringraziò
sempre.
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