sei solo?
verrai da solo?
avevo chiesto al vento
le avevo in bocca
provenivo
da un discorso
su un desiderio di gioia
futura
le gote affogate in una
sei solo?
verrai da solo?
avevo chiesto al vento
uomini con il passato
al posto di un viso
voltato al muro
nelle sere del tempo
storie che non hanno
trattenuto
la parola data
senza mai scaldare la cena
come reggere
poca verità?
basta una menzogna innamorata
dentro
e tu poggi il tuo piede
i fiori di rabbia
odorano
di assoluto
chi mi ha generato?
un algoritmo.
un calcolo fatto non si sa
dove?
un amore in cammino
senza colore
transito su binari di probabilità
meteore di sembianze umane
frammenti genitoriali
vi divampano
momenti di corpi, di vissuti
che deflagrano:
fantocci, ceneri
non ricordo
il pavimento luccica liscio
sotto il mio piede
mi sento a mio agio solo
in quest'ora
della sera
quando nella bruma
scocca
Il guizzo che m’avvampa