L’alloggio
di certi luoghi
dove stai
sai poco o nulla.
sono refusi di quell'alloggio così e così
che chiamiamo "oggi"
L’alloggio
di certi luoghi
dove stai
sai poco o nulla.
sono refusi di quell'alloggio così e così
che chiamiamo "oggi"
l’avventura di una solitudine
senza colore
guarda di sottecchi
pensieri inseguiti
da una trama vorace
che sbrana
senza spezzare il filo e
mai si sazia
e il quando non ha dove
e il dove non ha quando
e la parola non vuol farsi vita
e non dà tregua
mentre la vita parla
e non ha pace
L’alveare
suggestione:
la parola è “alveare”
appaiono celle
che non appartengono
al sogno
o forse si
(non cambia nulla)
lampade da pesca in mari invasi
da pirati
l’alveare è una rete
uno sfinimento in questo corpo
pulviscoli di io, come api
in discariche
d’anima
a succhiarne il
miele
a formare un altro in me
il cui nome non sai
non so leggere
in me
mi è cascato sul nome
un percorso,
cambia
quando la luna
cede il posto al sole
e il non senso, il pellegrino
ha fragranza di pane
sfilano per strada le insegne
che seccano di caldo
e tutte le mie finte
messe sotto vuoto
il tuo fraintendimento
profuma di domanda:
mi fa inventare questo
io di oggi
certo, mangerà da solo
in ritardo com'è sull' io di ieri
perché quella bestia
è un altarino già stipato
non si incontreranno
Scena sospettosa
inquadra
uno spiraglio
lucida la propria ombra
poi
si dilegua
nella vasca da bagno
ha lasciato
l’accappatoio
umido
e i piedi
all'ombra tutto
accade,
il passato il presente il futuro…..
un fuori luogo
di spalle, di profilo
altrove fa capolino talvolta
fra oscure titubanze
il fremito di un volto
...desiderio,
...passione.
poi nulla
Scena sospettosa
inquadra
qualcuno
vaga
tra i propri stracci