"la morte assomiglia ad ogni uomo più ancora della vita"
C. Campo, da Lettere ad A. Pizarnik, 25 luglio 65)
"la morte assomiglia ad ogni uomo più ancora della vita"
C. Campo, da Lettere ad A. Pizarnik, 25 luglio 65)
Non sai, non so
É tutto il giorno che
parli
chiedi aiuto
e forse non lo sai
scalza sotto il vestito
barcolla la
tua canzone
ignari mendicanti di passione
i tuoi occhi inseguono
navi sospese tra
campanili e porti,
e tu non sai
e io non so
miliardi di suoni attendono
capisco che ti
ho perso
quando non trovo più
me stessa
“Nemmeno porto un viso
con me, già trapassato in altro viso”
C. Campo, Passo d’addio
come a persona che
cuce pelle in altri
le bambole mi regalavano
pennelli e un viso
non mio
e mi sbalzavano giù
dal quadro
tirandomi
per l'orlo crespo di una gonna
non mia
mi avvolgevano nel
loro sogno
a raccontare storie
vestita di nuvole
ogni giorno avevo un nome
diverso
il nome di una o di un'altra
e ancora...
non superai mai l'esame
di ammissione
al disordine insoddisfatto del
loro letto
mi lasciarono
inutile
sul cuscino insonne
rubandomi le scarpe
per fuggire