venerdì 8 dicembre 2017

caravanserraglio

mi esplode tra le mani la giornata 
come un pensiero molesto
Si fa del proprio vuoto
un caravanserraglio 
un esilio di minuti in carovana,
ore viandanti stanche
di girarsi i pollici da secoli
Venne a trovarci senza volto
una figura antica,
solo segmento del ritorno
a mia madre.

l’angoscia è plurale
ma si declina al singolare

mercoledì 6 dicembre 2017

in punta di dolore

ogni tanto è 
più acuta
quella punta di dolore
che porta
il tuo nome
un cambio di voce
nel mio desiderio di te.

martedì 5 dicembre 2017

il canto del tacchino

Curioso!
Non so ancora chi sarò lì dove
i tacchini a Natale sono tutti
pelle e ossa,
ma ormai non riesco più a
pensarmi altrove.
E allora dò
appuntamento a tutti

sapere il nome, sapere ...
...il nome
canta il mio tacchino
Forse mi prende in giro!

Attraverso

Scendo di gradino in gradino
in un lento precipizio.
Non mi succedono più
vette d’infinito, né  sedie vuote
a gironzolare attorno
ai miei punti deboli.

Ci fu per me
il tempo
delle vette infinite dalle sedie vuote
a pensare il non osar pensare,
l’ a chi...
che mi sgangherava
ogni appartenenza
e mi attraeva a sé e
mi strangolava e
piazze affollate e vuote
di me, solo di me col mal di pancia
e...un po’ di quell’ignoto te che quindi è me
Incertezza tra lui, tu...mio dolce assassino.
un po’ marionetta e un po’ manichino.

Adesso
una donna, di antichi misteri
incappucciata,
intona nenie e
scende, scende cantilene
dondolando,
la fata Attraverso
l’accompagna
sbirciando ogni tanto tra i chiavistelli
nel fondo del baule

Una maschera,
datemi una maschera
che non mi somigli
perché io somiglio a tutte le maschere
e non so più inventare
alcun mio nome.

lunedì 4 dicembre 2017

femminile

Ho messo un colore su ogni polpastrello
per accanirmi
su tutto ciò che tocco
Ha la colpa di esserci
e io
ho invece voglia
di stravolgere
La mia irrequietezza non si placa
l’ho sorpresa a remare
in un bicchiere
con un palo a tre punte.
e incarognirsi di più
cercando di
restarvi infilzata
È sempre sbigottita
per la mia nascita
nel piombo fuso
con un corpo che esige
e fianchi di donna che mai
perdoneranno
le smagliature alle calze di seta.

SENZA MASCHERA SENZA PAROLA





Un masch-io
apparentemente senza masch-era,
attraversa di continuo
la scena
senza dire nulla
Talvolta apre la bocca
come per parlare
Ma sarà il caso?
Non c’è attesa
Tutto è già accaduto
in piccole dosi

Devo capire ancora
che effetto mi fa la musica



domenica 3 dicembre 2017

mi travesto

Mi travesto e mi attraverso.
Lì in fondo c'è una nicchia
che invecchia
una figura d’ombra
vi cammina dentro.

Mi ricordo di Dio
al giallo del semaforo