venerdì 21 aprile 2017

Frutta e scarpe

FRUTTA E SCARPE

Le mie pause
corrono
dinnanzi a me
verso il luogo in cui l'anima si fa
polvere d'oro

Scarpe alate le loro

La mia frutta dolce
è lì dentro.
Felicità itinerante.
Non arrivo mai
ad addentare.

Le mie mani parlanti
gettano un acchiappo a molla
Il calpestio
disegna una bocca
nel luogomorso perduto
tra me e te

in cui con più fame
gridasti: non più

martedì 18 aprile 2017

la serpe






LA SERPE

Su vecchi campi di menzogne
ci incontriamo.
Siamo in tanti,
forse tutti.

Mente dal profondo
il dove,
il quando,
il perché.
Giorni bugiardi i nostri.

Annaspiamo al ronzio
di una verità che ci è estranea,
puerpera fallica
e patibolo per noi.

Su un campo di menzogne
da comari,
un nostalgico Adamo affrontò 
quel che restava di Dio

lunedì 17 aprile 2017

(VOGLIA DI BALLARE) Un passo indietro



UN PASSO INDIETRO

I ragazzi dell' ieri
eravamo noi
la nostra voglia di ballare

Giri
tra gli Arrabbiati cercando volti
e tutte le vite che hai puntellato
senza pensare al dopo,
parole e voci
imbevute
di fantasie accecate, d'immaginazione,
nessuna pianificazione.
Bevi Four Roses bourbon
dalla sigaretta
Cogli solo smacco
e sudore

So
i vostri nomi,
dici. Posso darvi del tu
come usa ora.
So
la Marilyn di Wahrol,
e le vostre mani alzate
a pugno contro il cielo
per dirottare altrove la storia,
aperte ora a ventaglio per le mosche.

So
le vostre mille immagini
eversive
figlie di un tempo che ci fu dentro
e forse non c'è mai stato fuori, 
mi guardano incuriosite
mentre passo: ricorda con rabbia
anche tu adesso, sempre ricorda!

Il vicino là,
un paparazzo un po' naif,
fa le foto
della gente canuta che
ha voglia di ballare
e invece piange.

rapido fa capolino
scatta
poi scompare,
voglia di canto, semina dietro sé
non voglia di pianto 

Ragazzi dell'ieri
dici
siamo rimasti noi,
la nostra inguaribile voglia
di ballare ancora.

Fu galantuomo il tempo
che ci inchiodò alla danza
e non ce la diede mai?

giovedì 13 aprile 2017

La tua voce

La tua voce è buona
Respira insieme alla mia
nella nostra stanza
La nostra stanza è
un mondo.

Vi accadono tante cose
Entrano ed escono
tante persone
Credono di essere di passaggio
e invece qui resta sempre
qualcosa di loro
un sorriso
una lacrima 
un perché 
un segno,

Ombre camminano
sulle pareti
Tu te ne accorgi,
le conosci per nome,
non lasciamole scappare
mi dici.

La tua voce è buona,
acchiappa gli aquiloni 
per i bambini che non ne hanno.
Acchiappa i desideri,
quelli li hanno tutti.

Ti ho messo tra le mie poesie
tra una riga e l'altra
tra un punto e una virgola,
tra un verso e una rima,
Tra il perche  e il suo accento.
Nessuno ti vedrà,
Ma no,
non sei un segnalibro,
tu non appari,
tu li scompari.
Io però, io so che ci sei.

Passo da un verso all'altro
correndo piano
come se la conquista
del centro della terra
non fossi che tu.
Sprofondo nella tua
superficie,
raccolgo le mollichine del tuo passaggio
come una piuma raccoglie il vento

Spunti fuori
dalle tasche della mia
presenza
Non potevi mancare lì
tu, proprio tu
non potevi mancare,
se non ci fossi
non ci sarei nemmeno  io
non ci sarebbe
poesia

Poi di notte...
La tua voce è buona

....

mercoledì 12 aprile 2017

Angolo giro

Pareti mobili a compasso,
angolo 30° convesso,
piombano addosso.
Su un cesso 
lì in fondo,
un uomo
aggrappa il bordo/parete
cerca di tirarsi su.
Intermittenza di luci,
Instabilità qui è asfissia
Azzardo una domanda

Pareti mobili a compasso
angolo 180° piatto.
Scomparso è il cesso.
Non c'è più il fondo
Rettifilo infinito nella corsa
squarciato è il tempo nello spazio urlante
Muro liscio a ventosa.
Ti ci spiaccichi contro
Linearità qui è angoscia
Butto lì una risposta

Pareti mobili a compasso variabile
scomposte, frammentate
aprono e chiudono angoli
40°, 63°, 82°...
schizofrenici
come me
Serpentina del mondo,
appaio e scompaio
dentro  fuori,
deenntrooo fuuuoooriii
Luci spente
Variabilità qui è buio
Non c'è domanda

Mi prendo in braccio per camminare. 
Tu danzi il Bolero, sempre, lo stesso
Per chi cambia tutto è eguale
Pareti mobili a compasso
angolo 360°.
Massima ampiezza
Ora il cerchio è chiuso.
Angolo giro
Non c'è mai stata risposta

sabato 8 aprile 2017

la ballata della stanza accanto



LA BALLATA DELLA STANZA ACCANTO

Siamo fra noi.
Uomini, donne, giovani, 
vecchi, bambini,
buoni e cattivi
abitiamo sgangherate baracche.

ci cadono addosso,
ci mandano via

ogni tanto vengo a trovarti,
quando il tempo gira all' indietro.
C'è una vecchia signora
nella stanza accanto. Fa tanto rumore.

La vecchia signora mi lancia sguardi.
Ha mille occhi.
Non che le importi dove arriva il suo sguardo.

L'importante è che parta.
È così che comunica.
È pettegola la vecchia signora
è una signora che mi somiglia

mi cade addosso, 
mi manda via.

Uomini, donne, bambini, anziani
buoni e cattivi,
siamo fra noi,
abitiamo sgangherate baracche.

Costruisce maschere, e ride.
È pettegola la vecchia signora
è una signora che mi somiglia.

Con la mente porta
la sua stanza nella tua
dice solenne: "è l'ora del the".

Uomini, donne, anziani, bambini,
buoni e cattivi,
avete un passato, ma non avete un volto.
Siete tutti invitati.

Restiamo tra noi
in sgangherate baracche
che ci cadono addosso, 
ci mandano via.

Ogni tanto vengo a trovarti
mentre il tempo gira all’indietro,
a cercare la vecchia signora
che mi somiglia,
è pettegola la vecchia signora
con la mente porta

la sua stanza nella tua….

giovedì 6 aprile 2017

fabri

miei carissimi amici ecco la bellissima poesia di oggi. Non è mia,
è di Fabrizio, 9 anni .
Avete letto bene 9 anni, bimbo molto sereno
Io gliela vorrei solo rubare!


PENSIERI
Penso al nulla
e lo vorrei riempire
Penso alle stelle
e vorrei con loro
brillare