venerdì 9 dicembre 2016

l'isola deserta

Voglio un'isola deserta
che mi usi misericordia,
ma non ho il coraggio
di prendervi dimora.
Non so più porre domande
né trovare risposte.
Rischio di arrivare dopo di me
partendo prima di me,
perché il pulviscolo
dei miei pensieri
si posa ovunque
ed io mi sono persa
in quell'ovunque.

Vecchie catene stringono
giovani carni
che osano ancora sognare
un futuro da abitare.
Ma l'occhio dell'aquila
che guarda
è conficcato nel presente
di paura
e anche per loro
l'isola deserta è
soltanto misericordia

giovedì 8 dicembre 2016

la coscienza in fiera


Ho imposto al mio sesto senso
di vivere come gli altri.
Di non lasciarsi deviare da me.
Di considerare come meschine debolezze,
come malattie,
i miei punti di forza.
Vado a caccia dovunque
dei cespugli clandestini di verità
che ancora mi si nascondono dentro.
Quelli che si sono formati
mio malgrado,
da improvvisi, fastidiosi
impulsi di vita
e che girano in incognito
per i miei cinque sensi.
Ho bandito e maledetto
ogni autenticità
ribelle,
ogni desiderio proibito.
Azzannato ogni istinto
di sovversione:
potrebbe essere contagioso,
diseducativo
per tutti gli altri sensi.
Infine ho pavimentato
la mia anima di luoghi comuni.
e di quella strisciante forma
di ipocrisia umana, chiamata
modestia.
Ora ho grigia la pelle
e spento l'occhio.
Ma il mio cane non ha più
problemi psicanalitici
quando incontra i cani altrui
e la mia coscienza è lucida
come l'argento.
Adesso  brilla
e va in giro in tutte le fiere
infiocchettata,
vanagloriosa




e turpe.

mercoledì 7 dicembre 2016

solo io


Ho aspettato tanto
a rivolgermi a una come me:
che si sprigionasse 
una scintilla.
Ora, come sagoma oscura
incredula alla vista
mi vedo
comparire da ogni parte:
io io io io.
Soltanto, sempre io.
Ogni equilibrio
cede
e la parola tace
coprendo bruscamente
ogni voce.
Una sola paura:
tutto
è ombra.
Possibile che attorno a me
non ci sia più nessuno?

martedì 6 dicembre 2016

tra realtà e sogno

Ho messo alla mia destra
la realtà.
mi guarda in cagnesco oggi.
Credo sia arrabbiata perché,
a suo dire,
non la prendo mai troppo sul serio.
Ho un bel tranquillizzarla
assicurandole che ha
il posto più importante
nella mia vita,
che di lei non posso proprio fare a meno,
altrimenti ...
Sembra quasi voglia farmela pagare.

Alla mia  sinistra ho messo
il sogno.
È sempre stato lì,
dalla parte del cuore.
Da lui sbarco non appena posso,
quando cioè la realtà
si distrae
e mi lascia un attimo di pace.
È il mio amante e lo sa!
Talvolta se ne compiace,
talvolta no.
Oggi è uno di quei giorni-no.
Sembra un immenso lago
nero e senza luce.
Sono andata a trovarlo
come sempre,
Ma nulla in lui si è mosso:
nessun suono,
nessuna immagine,
nessun saluto.
Proprio come se io non ci fossi.


Dopo qualche istante capisco:
sta parlando di me
con la mia realtà.

Questo è al di fuori di ogni mia portata.
È più di quanto io possa sopportare!


lunedì 5 dicembre 2016

poesia in amore P

POESIA IN AMORE

Ho accompagnato la mia poesia al balcone
Aveva bisogno di una boccata d’aria
Dentro ormai tutto era irrespirabile
Volevo raccontasse il desiderio,
un momento
in cui fummo autentici.
Ci prese di sorpresa quel momento,
non sapevamo di averlo
Il suo arrivo ci  lasciò senza parole
Per questo
le avevo chieste in prestito alla poesia.
Che le rubasse a quel momento.
Solo lei avrebbe potuto.
"Non più, non più,
-protestò lei-
come raccontare un’assenza
a chi chiede invece una presenza.
Come raccontare normalità
a chi ricorda autenticità?"
Non feci in tempo a fermarla
s' era gettata di sotto.
Ora era solo
un bla bla bla...



domenica 4 dicembre 2016

LA MIA STRADA




LA MIA STRADA

"Per andare dove devo andare
da dove devo prendere?"
"Guardi, è semplice
qualunquizzi il suo percorso
girando sia a destra che a sinistra.
Poi vada dritto per la sua
strada senza svoltare più.
A piazza "te stesso" si fermi.
Ma vedrà, anche volendo,
non riuscirà ad andare oltre."
"Ah ecco!
Ma se vado al Tourist Information
mi daranno una mappa?"
"Oh no, per questo basta solo
che prima di uscire da casa
si guardi un attimo allo specchio."
"Bene, grazie
e quanto impiegherò per arrivare?"
"Se procede spedita, un' eternità.
Ma non è necessario correre.
Vada pure tranquilla!"


DISERZIONE

Il Massimo
sfavillava come sempre.
Ma Carmen stasera
come non ci fosse.
Conduzione opaca,
Nero lo sguardo
ammaliatore,
le movenze seducenti
che ballano
tra i lunghi capelli corvini
a ghermire fiori incarcerati
ormai senza profumo.
Carmen senza Jose
e senza Escamillo.
Jose senza caserma
e senza Micaela.
Escamillo senza il toro
e senza la spada.
Qualcuno ha disertato, grido.
Senza profumo sono anch'io.
"Pour tous les deux la mort"