lunedì 7 novembre 2016

QUELLA SERA TI AMAI


QUELLA SERA TI AMAI


Le tue foglie
mi coprirono di insensatezza:
era dolcissima.
Quella sera ti amai.
Parlammo con ingordigia
delle cose di noi.
Si accendevano
pianeti sconosciuti
nei nostri corpi
e fuochi non ancora arsi.
e noi davamo loro nomi
in cambio di carezze.
Quella sera ti amai.
Umidi richiami
i tuoi capelli asciugavano
e i miei.
Cercai in te e trovai
flessuosi inizi
ad ingannare il senno,
a straripare i sensi.
Non fu possibile contarli
Inondazioni e incendi.
Poi tu sparisti.
....Quella sera ti amai,
vuota di me domandai di te.

domenica 6 novembre 2016

UN POSTO PER GLI DEI

UN POSTO PER GLI DEI

Ore disabitate
dal tempo,
spazi disabitati
persino dalle ombre
ed il vestito
sospeso nel vuoto,
a ciondolare piano
su se stesso.
Avrei dovuto indossarlo.
Ma lui attendeva me nuda.
e io di nudo ormai
non avevo più nulla.
M' imbacuccai nella memoria
e misi ai piedi
i miei dei falsi e bugiardi.
Con loro sarei andata veloce.



venerdì 4 novembre 2016

LA MIA SOLITUDINE

LA MIA SOLITUDINE

Con la leggerezza di una freccia,
ho sfiorato la tua immagine
disegnando un arco
nella mia solitudine.
Non era una solitudine
qualunque.
C'ero nata dentro,
era la mia verità.
Mi aveva attraversato la pelle
sciogliendosi nella carne
dondolandosi nel sangue.
Aveva accarezzato i sorrisi,
gli sguardi prolungati,
i desideri, le domande.
Aveva intercettato anche i timori.
Aveva la trama ariosa
della curiosità.
Ora si rivolgeva a te.
Era una solitudine elegante




QUESTO LO SANNO TUTTI



QUESTO LO SANNO TUTTI

L' essere si dice in molti nomi
e parla del corpo,
anche il mio essere si dice in molti nomi
ed il mio corpo.
Ma chi lo dice?
Chi parla del mio essere?
Qualcuno una volta ne parlò
quando attraversai la porta
del silenzio
e tesi la mano.
Si, fosti tu a prenderla,
la girasti
e la baciasti dolcemente
all' interno del polso,
su quella sottile linea
azzurra dove più caldo e veloce
scorre il mio sangue.
Vidi i miei nomi precipitarsi
dentro quel bacio,
balzare, sobbalzare, rimbalzare,
verso le labbra
che li avevano pronunciati:
verso le tue labbra
Condividemmo l'intensità
dei nostri corpi
nel desiderio dei nostri nomi.
Fu bello.


Ma questo lo sanno tutti.

giovedì 3 novembre 2016

...NONDATO

...NONDATO


E io mi perdetti lì
in quel bacio nondato,
assaporato fino alla feccia di me stessa
e del mio sogno .
Quello era stato il bacio:
reale, vero,
che ti marchia le fibre
delle vuote speranze d'amore.
Il bacio che sapeva tutto di me.

Dopo non mi fu più possibile
nascondermi

mercoledì 2 novembre 2016

INCREDULITA'

INCREDULITÀ
(omaggio a J. Keats)

Avevo visto quel viso
alla luce della mente
bellissima era la mente,
bellissimo il viso.
Me ne innamorai:
la bellezza è verità!

Guardo ancora:
quel che ora si vede
è la mente
alla luce del viso.
Non è un bel-vedere.

La bruttezza cosa sia non so,
ma non è verità
Forse
è solo attimo attorcigliato
che sa d' incredulità.





martedì 1 novembre 2016

IL RITARDATARIO

IL RITARDATARIO

Per quanti sforzi facesse,
arrivava sempre
dopo di sè.
Ormai ci era abituato.
Dopotutto non credo
gli importasse molto.
Cosa mandasse avanti
non so.
Il Gatto con gli stivali
ad annunciarlo,
forse.
O un ideale palloncino
con su scritto
"non bucarmi
che sgonfio".
Arrivò in ritardo,
trafelato,
a tutti gli appuntamenti
con se stesso.
Ma non credo sapesse
con chi li aveva.