Google+ Badge

giovedì 25 maggio 2017

Città lenta

La città è lenta
stasera
non passa mai.
Il tempo sembra addormentato,
ma solo "sembra"
Non è come la città.
E' desto, silenzioso e finto,
respira

E' solo segno a vuoto 
tempo finito:
ricordo

Verso ... 
         ....il perduto
capitale di silenzi
                       
                         chiudo

La città è lenta 
stasera
dentro il mio cassetto chiuso,

stare al mondo



E' verosimile
che il mondo esista:
ci sto dentro!

I cardini del verosimile se la giocano a dadi
quando si tratta di significanti dal fascino conturbante
Un destino piccolo come il mio
lo terrò serrato al petto,
sarà dolore tutto ciò che non avrò detto
e non raccontatemi che esagero nel fotografare
uno sciame di bagliori in gita pentecostale
La lingua sulla mia testa
è poliglotta
























mercoledì 24 maggio 2017

25/5/2017


I tuoi occhi dipinti sul basalto
sei lo sguardo della strada
se la strada ha uno sguardo,
ho capito che i lamenti rossiverdiazzurri
ti evitano
spirito della Terra
l'Amato.
Giaci lì disteso a piombo sul mondo
incastrato in grinze di pelle gialla:
morbido come piuma
si fa per te il selciato
e non è freddo
Come abiti di seta
ti avvolgono i giornali
e la tua barba indomita
e selvaggia
mentre scende la sera
si aggira tra i tuoi molti nulla
da 10 centesimi nel bicchiere di carta
in cerca di te, in fuga da te
tre volte Santo.

Lì, dietro l'angolo
fumo fumo fumo
odor di bruciaticcio
urlante
mi imbatto in una pira
roteante

L'URLO

L' URLO

L' urlo mi prese alle spalle, come un brivido. Senza chiedermi permesso
infischiandosene di cose come assenso, volontà.
Come dire: senza alcun consenso informato.
Non vi ero avvezza prima. Mi era stato insegnato a contenermi.
Era questo l'abito di una donna educata, colta, civile. Di una signora insomma.
Le mani sui fianchi non le si addicevano. Sguardi glaciali se del caso,
piccoli movimenti del capo, cenni di disapprovazione. Ma solo cenni, appunto.
Un osservatore attento avrebbe potuto cogliere una impercettibile accelerazione della deglutizione,
un sollevarsi delle sopracciglia se qualcosa non mi garbava.
Dove la tolleranza era di casa non poteva esserci null'altro.
Quando si presentava e, purtroppo negli ultimi tempi accadeva assai sovente, sfogavo la mia contrarietà ascoltando musica. Oppure suonavo il piano con vecchi spartiti, miei fin dalla giovinezza e che maneggiavo con cura quasi maniacale. e più ero contrariata, più suonavo. Erano i tasti, poveretti, a sapere della mia ribellione interiore, della mia furia: i crescendo, i vivace, gli allegri con moto e poi finalmente, gli adagi.
La musica mi prendeva, mi donava il collo di una giraffa: la testa tumultuosa tra le nuvole.
Guardavo i miei spartiti e tolleravo! Avevo la mia valvola di sfogo. Lì ritornavo ad amare

A Giacomo piaceva il gioco di carte, gli piacevano i solitari.
Li faceva dappertutto. in bagno, in cucina, in salotto. Dove capitava. Un mazzo di carte oleoso e sudicio, appiccicoso. Quando non gli riuscivano, faceva saltare le carte in aria, dappertutto. Una sorta, come dire, di vomito metafisico incoercibile .E non le raccoglieva fino alla volta seguente.
Ero sicura che il mazzo non fosse completo da un bel pezzo. Mai ne abbiamo parlato, ma credo lo sapesse anche lui.
Non che questo gli importasse. In fondo le carte stavano a lui come a me gli spartiti.
Gli importava affidare a immagini qualcosa di sé, della sua storia. Era, ho sempre pensato, il modo di scrollarsi di dosso una responsabilità che doveva avvertire profonda e lacerante.
E andava sempre peggiorando.
Aveva perso il lavoro, non aveva più molto da fare e le carte erano le sue compagne. Aveva persino imparato a fare i solitari scoprendole con le dita dei piedi. Le metteva tra l'alluce e il più piccolino. Come ci riuscisse non so proprio. Ma diceva che questo lo aiutava a mettere le cose al loro giusto posto. A mettersele cioè sotto i piedi.
Celebrava in questo modo la vita. Menefreghismo totale.

Quella sera era stranamente allegro. Mi promise che mi avrebbe fatto un grande onore, avrebbe coniugato le nostre due passioni. La mia musica e i suoi solitari.
Gli dedicai un'occhiata in tralice.
Ma mai e poi mai....
Ohhhh, si mise a fare il solitario sui miei spartiti!
Fu allora che urlai, urlai con quanto fiato avevo in gola: Mettiiii giùuuu le tue sudicieeee zampeeee dal mio Mozart!




esiste

Perché esiste ciò che esiste?
Perché il dolore?
E che ne so!
Ma come mai ci si chiede ancora "perché"?
E' forse il titolo di un Convegno
tra addetti ai lavori di "sgombero
significanti e significati"
o una sorta di biglietto
di prima classe
per il treno che attraversa
velocissimo la regione
dell' Intelligenza
per arrivare alla stazione dell' Imbecillità?
E poi,
i filosofi non sono forse
morti tutti con Dio e Marx?

diario da gioco


Diario da gioco


Come me
continui a firmare le carte
del tuo diario:
ma se non le distribuisci
non si può più giocare,

Non più in giro le pagine del tuo volto,
scappano i lineamenti
nella stanza accanto.
annegano scompaginati in un altro divano
con lettere disidratate,
quasi senza corpo.

Perché in fuga?
Tutta me sta parlando con tutto te
o almeno ci prova:
cerca uno stare-insieme
poco probabile ormai da trovare
come le monete nel portafoglio,
come le carte da 5 euro

Stufi di solite cose
impauriti per cose diverse,
la città è chiusa in quest'ora,
non ha più nulla da offrire
non fa più rumore

La sveglia cattura ora l' insonnia
Si chiudono le labbra di ogni memoria
sulla sacca di effetti/affetti personali,
il modo d'essere che fu nostro
rotola sul tappeto
non avverte,
nessuno se ne accorge
La porta si apre,
poi si chiude,
non smette di cigolare
quando gli dei non si amano


















Rassegna internazionale letteraria BOOKCITY Miulano

Rassegna internazionale letteraria BookCity di Milano,
sono inserita e molto felice
BOOKCITY: RISULTATI FINALI DELLE SELEZIONI PER LA SERATA “FESTINA LENTE” del 19 NOVEMBRE 2017.
24
Wednesday
May 2017
Posted by Izabella Teresa Kostka in EVENTI, Gruppo Valchiria ≈ 1 Comment
Tagsarte, BookCity, cultura, Gruppo di lettura Libellula di Vigevano, Gruppo per la diffusione della cultura e dell'arte Valchiria, Poesie, reading, Verseggiando sotto gli astri
IL GRUPPO PER LA DIFFUSIONE DELLA CULTURA E DELL’ ARTE “VALCHIRIA” con la giuria composta da tre socie fondatrici (in ordine alfabetico):
– Mariateresa Bocca
– Izabella Teresa Kostka
– Lina Luraschi,
dopo aver esaminato accuratamente tutti gli elaborati pervenuti fino alle ore 24.00 del 22 maggio 2017 per le selezioni all’evento “FESTINA LENTE – NEL SILENZIO DEL TEMPO VELOCE” nell’ambito della prossima rassegna internazionale letteraria BookCity di Milano, dopo la precisa valutazione dei testi ha votato, firmato e stabilito il seguente elenco dei poeti partecipanti (in ordine casuale):
● ROBERTO MARZANO
● MARIA TERESA TEDDE
● GIANCARLO STOCCORO
● SALVATORE GUICCIARDO
● ANA VICENT
● LOREDANA BORGHETTO
● MARGHERITA BONFILIO
● EMIR SOKOLOVIĆ
● PIETRO PANCAMO
● MARIANGELA UNGARO
● LUCIA TRIOLO
● ANNA MOSCA
● GRAZIO PELLEGRINO
● EMMA GIULIANA GRILLO
● AGNESE COPPOLA
● ANGELICA COSTANTINI – HARTL
● WANDA ALLIEVI
● SERENA VESTENE
● LUIGI BALOCCHI
● GIUSEPPE LECCARDI