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giovedì 17 agosto 2017

frugare

Le mani nervose dentro, frugavo
inconsciamente,
come sempre,
come tutti,
quasi sperassi di trovarvi
il biglietto vincente
della mia lotteria personale.
La carta suicida di una caramella
riempiva ora le dita.
Febbrilmente l'arrotolavo,
l'arrotolavo...
Che farne?
Era tutto ciò che avevo trovato
quella cartina, quasi gliene volevo,
un vuoto così stupido e vuoto
e disilluso
forse sarebbe stato difficile
accettarlo.
Ma come era bello sapere
che la tasca, almeno quella, 
non era bucata...






Lo sconosciuto

Qualcuno che conosco?
Certo che no!
Gli ho fatto visita
silenziosamente, al lume di candela.
Le sue follie gli ballavano attorno
profumate, seducenti
insieme alle bugie.
Non è stato facile
non voleva stare fermo
Era in fibrillazione
o era un'apparizione?
Pieno di lamiere contorte
come un veicolo dopo
un incidente, 
non era illuminato,
nemmeno al buio
in penombra direi,
ma già in agguato.
Gli andavo in braccio
con tenerezza e rabbia,
la rabbia delle piccole insolenze
con le punte spinose di carciofo
che solo io e lui sapevamo a chi
Tra le lamiere si formava di continuo qualche 
ombra spezzata: un' immagine, un volto,
una parola 
e lui lì soprattutto indugiava
dove ancora non si sa ciò che comincia
Quasi che l' inizio potesse già dare conto della fine
e anche di una non-fine
Ha un'amante, 
si girava di continuo a cercarla,
il suo sguardo gli arrivava
da un abisso in movimento
e in quell'abisso lui con gratitudine
precipitava
ma non so se poi i due si incontrano 
quando io sono senza rossetto
Val la pena essere l'amante di uno sconosciuto?
Mi ha detto soltanto: ecco sei venuta

mercoledì 16 agosto 2017

Entro nella mia storia

ENTRO NELLA MIA STORIA

Entro nella mia storia come da una porta chiusa
forse perché nelle stanze della mia casa,
-momenti di vita squinternati
bottiglie vuote di ogni convenzione-
non c'è più luce
di quanta ce ne fosse all'inizio
e quanti nomi ancora da pronunciare
tra il mio che è in rovina
e il tuo che si allontana
sempre più.
Ingabbiata baruffa:
presa di coscienza non è presa di distanza.

La mano di chi mi afferra ora il polso?





Mai

MAI

Sai tu quanto sia breve il mai?
Era come se mai il tuo volto ti fosse somigliato
veniva da un altro sussulto
da un'altro emergere
sull'uscio del cuore
parlava lingua di maschere
liquide e ventose
aveva scartavetrato
ogni desiderio acuto di sincerità
voleva solo voltare pagina.
Ascolta, un estraneo appoggia
ora al mio davanzale i tuoi lineamenti
a torso nudo mi guarda e tace,
scura ha la pelle e tace,
muove le tue gambe
mi scaraventa la calma
di una fine zoppa

domenica 13 agosto 2017

movimento

MOVIMENTO

Credo nasca da me
il tuo movimento,
quel dondolio lento
dinoccolato
con cui rapisci il mondo
e ne fai dono
ogni giorno alla nostra vita







sabato 12 agosto 2017

DIES NATALIS

DIES NATALIS

All' angolo, lì dove la strada quasi sbatte
contro di sè
quella sagoma,
indefiniti i contorni,
non vuol dir nulla.
È solo un mucchietto
senza sguardo
ne' voce,
non so da dove venga.

Il giorno che pensa a me
è solo una raccolta di telecomandi rotti
-con le batterie scariche
e una stirpe regale di chips-
eroi sconfitti di insondabili realtà virtuali
cui credere per fede
Una rivisitazione dell'al di là?
Qui non si dice ne' si ne' no
e la morte non lascia traccia.

Ma io muoio davvero

Quando la mia tenerezza
invaderà il mondo?
Quando lo accenderà
di fiamma e luce?
Ecco sarà compiuto
il tempo
mio
e il mio
insognabile sogno.
Ecco sarà il giorno
in cui nacqui
alla fine.


venerdì 11 agosto 2017

replica al seminatore

REPLICA AL SEMINATORE

Tu mi sei parola
senza età. 
Sulla porta aperta dell' uscio
passano folate di respiri
li rincorro, li indosso
sulla mia pelle cambiano colore
perché han molte voglie
Amici ampi mi vengono a trovare
ora che quasi è sera

Tu mi sei parola
su te ho gettato la mia sorte,
non cambio più discorso
non so se sia mai stata degna
di ciò che ho avuto
o avara di ciò che non ebbi mai
se ho un debito o un credito
col nullatutto
se ho afferrato il lampo di quegli occhi
e sono rimasta uguale

sbando, saltello, cado, mi rialzi
ho male
anche dove ho avuto bene
sulla porta aperta dell'uscio
piccola me
resta a guardare
in attesa di giudizio universale
che per fortuna non arriva ancora.
Ora il mio nome e il tuo si
rincorrono sul ponte


E' tenerezza e crepacuore