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sabato 21 ottobre 2017

Senza voglia

Non aveva voglia di stare lì con lui
quella sera, né  altre.
I soliti rituali,
al solito tavolo, nella solita stanza,
la solita malinconia interna...
cene senza storia e senza lacrime
con qualcosa da inghiottire
senza nulla da gustare:
cena di teste mozze
e frappè di cenere
E loro, commensali assenti,
nel silenzio di brevi frasi
che quasi chiedono scusa:
“passa l’acqua, dammi il sale”
e quella solitudine aggrappata ferocemente
al suo sterno
che le impedisce persino il respiro
e ancora il grido a voce muta:
“voglio in prestito un amoreeee”.
Così ora dopo ora,
giorno dopo giorno
accompagnano alla tomba
una vita di coppia
senza guardarsi mai negli occhi
perché quelli ormai
non li hanno più.

Su quei giorni nessuno
getta un fiore
non c’è
richiesta di perdono

venerdì 20 ottobre 2017

il custode assente






Il CUSTODE ASSENTE
I

Sono fatta di carne
di carne e luce.
Sono fatta di carne, luce e acqua
di luce spenta.
Chi ha lasciato spegnere la mia luce?
Chi non ha custodito la fiammella?

Dentro una storia
gocciolano i miei versi.

ho commesso un fratricidio di cui non so.
come Caino,
non ero io
il custode di mio fratello
e lui non diceva nulla,
era buono -e io no-.
e non c'è un perché

Non ero solo,
eravamo in tanti
tutti contro uno
e lui non diceva nulla
era buono -e io no-.
e non c'è un perché.

Ora ho sempre un piede nella fossa
e l'altro....
Chi custodisce mio fratello
l'ucciso? Chi è?
Dov’è?

II

C’è stata forse una rivolta
Abele non ha visto,
i suoi occhi vagavano tra il gregge,
era senza custode
qualcuno lo ha abbandonato,
è come se non ci fosse,
non ci fosse mai stato-

Sono forse io il custode? Nooo
Il suo nomevolto mi
manca in modo esagerato
Sapessi che estraneità alle squame della mia pelle
ha la sua reticente presenza
come quella luminosa e insolente della luna
in un cielo di stelle.
Come soffre la luna quando cala.

Che lo guardi in faccia
il custode,
io ho perduto mio fratello,
(lasciate che lo abbracci)
ma il suo custode
ha perduto me.
E ora, chi custodirà il custode
luna
calante, calante
luna?

III

Amo la terra i suoi frutti,
le sue sagome, le sue voci, i suoi Dei
i suoi tutto, i suoi nulla
il probabile, l’impensabile, l’impossibile
il soffio del genio, il rutto dello sciocco
il paesaggio del tempo laggiù nell’Eden
e la carne e la luce,
e l’anima e il vuoto e ciò che è scrostato
e incustodito
amo ciò che non so dove mi porta
amo l’inganno

Chi ama ha sempre tanto da fare:
da nascondere e da difendere,
da perdere e da salvare,
da volere e da rifiutare
da uccidere e sacrificare
da far nascere e rinascere
senza alcuna assicurazione:
non sono io l'assicurazione di mio fratello

"Ecco l'uomo è
diventato
come uno di noi
quanto alla conoscenza del bene e del male"
Io invoco Abele

La parola chiamata "Dio"
è soltanto una bastarda assicurazione sul dolore:
COSTA il custode
e infinito è il rinnovo della polizza
chi può permettersela?
ma io
ho commesso un fratricidio di cui non so

forse ho ucciso il custode
e il custode del custode…. non ha custode:
un’infinito ingarbugliato in un’ assenza,
le mie parole non hanno più nomi,
chi è Abele mio?
Ora, morto, lo custodirò.


















ecco



Ecco viene la terra
sei tu a portarla nel tuo sguardo
l'hai scalpellata all'acqua
e al fuoco
ed è nuda bellezza
e verità

ecco
lu tue parole ti hanno lasciato ora
abitatore
tra le mie lenzuola

giovedì 19 ottobre 2017

la forma del desiderio


Sono io che mi avvicino?
Sei come la forma del desiderio
se il desiderio ha una forma
Vorrei suscitare
in te
ciò che mi accade
quando impasto i tuoi sguardi
nei miei scismi
e balza fuori improvvisa
quella riga che io non scrissi mai
dentro quella che non scrivesti tu
Una punta di dolore nel petto
appena percettibile
quasi di soppiatto
e i miei battiti rischiano l’infarto
Faccio fatica a cercarla,
ma l'avverto.
lievito fresco nella mia farina
come un intimo bisogno
di non nascondersi più

Mi basterebbe
una parola dopo l'altra
per non dire nulla
sciocche parole
non vogliono ammettere
quanto è capace di star
fermo il cuore

martedì 17 ottobre 2017

Felicità

La mia felicità è ansiosa
striscia sui muri e
raschia.
E rischia,
scrive qualcosa
poi cancella
riscrive
cancella,
riscrive ancora.
Non rilegge mai
ad alta voce
annoda fili e tesse
Confonde "accaduto" e "accadrà"
e "Oggi?"
si chiede,
la risposta non sa.
Sferza l' "È-te-che-devi-attraversare",
con un "Tu-sei la sintesi-dei-tuoi-tempi"
Non dà briciole ai cani
Sulla sua veste
gioco a dadi.
La mia kenosi sghignazza:
è lontana,
due passi e mezzo

lunedì 16 ottobre 2017

il vestito degli altri

Ho indossato il vestito
di un altro
e mi sono fatto i complimenti
ma
non so se mi stesse a pennello
forse no o forse si.
Questo fu Venerdì
Volevo mostrarmi a qualcuno
e a qualcuno
e a qualcuno
perché finalmente qualcuno
mi
vedesse,
finito il weekend non gliel'ho
restituito
con la scusa che era già macchiato.
Che divertente, ho indossato disinvolto
le macchie di quell'altro,
una decina è dir poco?
Qualcuno mi ha detto però che erano grandi!
Io le adoro, sempre così misteriose
vengono da qualche parte, ma quasi mai sai da dove.
Altri, lo vedo
vorrebbero ora indossare il mio,
non sanno che non ne ho
sono nudo
come quel re: non ho
nemmeno il grandioso conforto delle macchie.
Certo che indosso vestiti che non mi appartengono:
come dire ad altri
che sono solo uno specchio?

La strada è in salita
solo di rado qualche cenno di vita

domenica 15 ottobre 2017

Un vestito

Un vestito fatto per non essere indossato
il tuo
cucito su un corpo che non era mai
appartenuto a nessuno.
affacciato al saccheggio
di fili e aghi di una vita.
Drammatico, 
lo strappo ancora aperto
aspetta di sotto
figlia
la fodera della tua dolce voce.
C’ è un’assenza verticale/orizzontale
misura due o tre infiniti
aggrappata agli orli slabbrati,
parole che non riescono a sciogliere
la polvere,
pianto in esilio

E tu
solo occhi di cerbiatto