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lunedì 19 febbraio 2018

una donna


L'orgoglio del cuore
aveva conservato un petalo
di ogni colore che aveva odorato
-ciò importava-.

L' età -i suoi giorni- le si era fermata sull'unghia
pronta ormai definitivamente
per essere tagliata

il carattere
pruriginoso -sempre così-
un carattere in salita
ma a quel tipo di scala
manca la ringhiera
lancia schegge che si configgono nei
piedi scalzi.
E sanguinavano.

Il prurito: i tra-vestimenti che aveva indossato
erano stati quelli la causa
non riusciva più a distinguerli dalla pelle
li toccava
quei suoi chiodi di risate

Che almeno
le prestassero un paio di scarpe
-pensava-
Finiva ancora col chiedere aiuto 
ai suoi fallimenti


Tecniche di dislocazione appresta 
il sistema

viviamo un tempo

Viviamo un tempo che ci corre innanzi
accendiamo falò lungo il cammino
la notte è gravida di noi
si ode solo il fruscio del cuore
e non abbiamo mai saputo
di quanti cuori altrui abbiamo bisogno
perché il nostro batta.

Il tempo ci attende.

No, non fuggo più
dovevo sapere 
adesso so:
il corpo disegna un' orbita eterna  


domenica 18 febbraio 2018

il primo momento

Come è primo il momento di uno sguardo!
È così quando
ti soffoca il ricordo
e ti ripercorre sotto pelle.
È così che un momento non muore


questo giorno

Questo giorno come gli altri e la sua fine
un'unica avventura.
Vi ricamiamo storie calde 
nell'attesa di sapere
quale piccola grande sorpresa passa oggi
da una mano all'altra
e non avverte

La ruota

C'è come una rotaia assassina
su cui giro
a vuoto o a pieno
se ri-penso.
Oggi come domani
la memoria è solo un riassunto
che ti colpisce in viso, che t'insulta
per l'eternità: quell'eterna debitrice di sé
ad una più grande assassina memoria
a quell' altro folle insulto
che lungo la strada
crede di essere la
nostra storia.

Non voglio storia,
non voglio una memoria.
Mi basta l'eternità degli altri,
lasciatemi il mio oggi
e quel domani
che forse è una pazzia

sabato 17 febbraio 2018

ondulazione

La borsa della spesa è come un deserto 
senza cose.
Oggi si cena
a base di parole
-solo esse a lasciare impronte-
sorseggiando 
dalla tua bocca
l'infinito del suono
-ondulazione
non alito amaro 
lì dove ogni parola è carne viva-.

Come è primo questo

ascolto e
come violenta beato il suo inizio
quando nulla è dimenticato. 











giovedì 15 febbraio 2018

si racconta






Si racconta di una dolcezza
su gambe da trampoliere.
Prese in ostaggio un desiderio
inestinguibile
e parlava tutte le lingue
come gli alberi nel bosco
parlano il vento
Soverchiante epifania,
chi mai avrebbe potuto
sopportarla?
Per questo il tempo
è stato diviso
in anni,
gli anni in mesi,
i mesi in giorni
e poi
io e te