giovedì 31 marzo 2016

L'OMBRA

L'OMBRA
C'è qualcosa che mi somiglia!
La scopro di sfuggita
nell' andare
verso il mio
non-so-dove
incespicando
nella mia ingombrante ombra.
È il dissolversi del tempo,
il suo non-più-tornare:
guizzo impazzito
dentro i suoi ombrescenti spazi
sempre più lontani.
E tu ombra, fedele ombra
perché resti a guardare
l'ora che effimeramente
appare?
C'è qualcosa che mi somiglia:
è lei, la dissolvenza,
l'ombra
assurda, sfuggente, scolorita.
E la vorrei fermare,
e la vorrei annientare.
Con i coltelli affilati
del mio pensiero
la vorrei affettare
e la vorrei tradire!

mercoledì 30 marzo 2016

ROTTURA

Oggi ho poggiato la
a mia testa sul cuscino.
Il resto del corpo
l'ho mandato altrove.
Erano stanchi entrambi.
Non ne volevano più sapere
l'uno dell'altro.
-Mi sono rotta!
Qualcosa da obiettare?


-Si, si, certo,
così non si può stare,
non ci si può spiantare
come un ramo sradicato
in mezzo al mare.

martedì 29 marzo 2016

SOLE A COLAZIONE

con i rami spezzati,
l' albero cerca ancora la luce

Se tu fossi ancora
per un attimo...
ancora come allora:
ladro ridente ad acchiappare
per me, d'azzardo,
il sole appena nato!
All’alba era il sole,
quel vassoio non bastava
a contenerlo,
straripava liquido sul letto
e tu ladruncolo allegro
lasciavi che su di me si versasse
allagando la notte.
Promesse volanti
nel sole dell' alba,
da intingervi dentro
il dito e leccare
il piacere. 
E promessa dell' alba
ero anch’io:
inondavo di sole.
nascente il tuo sorriso...

Spezzato, il mio albero 
cerca ancora la luce
nel cielo di un sole qualunque

domenica 27 marzo 2016

SICIIIA


Tre desertiche punte infilzate
nel sole, nel sale del mare;
gagliarde calure, infinite,
brucianti.
Terge spossanti sudori 
una tela tra il collo e la fronte.
Sospesa sull’acqua, dal cielo sei attratta
e dagli inferi amari

Passa Goethe e Pirandello per Caos
si genera.
Rifugio di uccelli e di Dei,
colorata e forgiata
a colpi di maglio da venti.
Sicilia di passo,
tra Scilla e Cariddi
tra capperi e fichidindia di spine
tra zagare e stelle nel cielo
appena appuntate,
vaganti,
a cadere una notte d’estate
nel mare.

Le molte infinite ragioni
di Gorgia
vestite di nero
come le donne di ieri,
che in silenzio
indossano fiere e solenni,
con occhi di anima trasluccicanti,
bellezza e miseria.

Chi resta, scompare.

giovedì 24 marzo 2016

TRA DI NOI

Io tra di te,
mi perdevo e risorgevo
Saccheggiai la mia epoca
nei tuoi respiri,
e la inghiottii affamata.
Rubai le mie ore al tempo,
la mia voce ai mormorii del vento
La mia immagine al mare
I mie pensieri a un' aquila reale
E infine
trafugai i desideri degli dei
Poi li nascosi nel tuo caldo nido,
anima nuda e bella

Tu tra di me
Inanellasti l’ aria
dentro i miei capelli
Rubasti il rosso
al sangue
per tingermi le labbra,
e complice furtivo, le baciasti.
Sequestrasti le cose
di ogni giorno,
me ne facesti dono
aprendo il palmo,
le modulasti in note
sul mio ventre.
E poi giacesti
nel mio caldo nido,
anima nuda e bella





b

PAROLE IN PENOMBRA

Parole in penombra pronunci.
Ascolto dal masso ricoperto
di erica e muschio.
È alto quel masso,
arriva lontana la voce,
si perda nel nulla!
Non fermo più il suono:
non voglio parole
in penombra.

Un tempo
mischiammo le voci
argentine in una conca d’oro
intingendovi il viso.
Bevemmo all’ebbrezza frizzante
lasciando che liquidi suoni
vergassero i volti.
Parole nel sole:
stordiva quel suono
e il profumo inebriava
Ricordi quel tempo?
Poi scese in penombra la sera

svuotando la conca
E fu freddo!







LA FESTA

Il cravattino è pronto
per la festa
lì sul comodino,
fratello.

Non indugiar più oltre, 
indossa la giacca
muovi velocemente
verso 
nonsodove.

Non fermarti
ad aprir l’ombrello.