venerdì 6 maggio 2016
BAMBOLA DI PAGLIA
BAMBOLA DI PAGLIA
Amore che si rompe,
amore che si incolla
amor che si trastulla
e poi che invecchia
Tu sai: adesso non è più come allora
Voltati indietro
guarda:
sei sdraiata nel prato,
gonfia la gonna al vento
e le sue mani dentro.
Bambola di paglia:
lui accende un fiammifero
e ti infiamma.
Prendi fuoco al suo tocco
e non ti spegne.
Lascia che ti consumi
lentamente.
La cenere d'amore
disperderà in campagna
E l'orologio gira
e gira
mentre la notte avanza
Amore ch'è finito
eppur continua:
che nulla sia perduto
di quell'ora.
Il prato ormai invecchiato
segna la tua sagoma ancora.
Amore che si rompe,
amore che si incolla
amor che si trastulla
amore che s'immola
UNA SERA
UNA SERA
Volevo una sera per amarti
ed il vento per parlarti.
del mio amore
Volevo le parole della pioggia
quando scendeva
sul tuo impermeabile chiuso
e i miei capelli
grondavano
tra le tue braccia
e le tue labbra.
E la tua mano cercava,
cercava, cercava...
Avrai di me il tuo sguardo,
su di me.
Avrò la tua pelle profumata
sul mio viso,
sotto la pioggia
di quella sera.
Avrò di te
il ricordo che hai di me;
mi inseguirà,
lo inseguirò.
E questo basta.
L' intera vita
non sarebbe bastata.
Che ci avrei fatto
di una vita intera?
Volevo una sera per amarti
ed il vento per parlarti.
del mio amore
Volevo le parole della pioggia
quando scendeva
sul tuo impermeabile chiuso
e i miei capelli
grondavano
tra le tue braccia
e le tue labbra.
E la tua mano cercava,
cercava, cercava...
Avrai di me il tuo sguardo,
su di me.
Avrò la tua pelle profumata
sul mio viso,
sotto la pioggia
di quella sera.
Avrò di te
il ricordo che hai di me;
mi inseguirà,
lo inseguirò.
E questo basta.
L' intera vita
non sarebbe bastata.
Che ci avrei fatto
di una vita intera?
giovedì 5 maggio 2016
MALAUGURATAMENTE OGGI (dedicata a Giulio Regeni)
Esiste un uomo?
Ditemi, amici, vi supplico,
esiste ancora un uomo?
Chi sono io? Chi siete voi?
Abbiamo ancora qualcosa di umano
in noi?
Tagliamo teste, torturiamo,
finanziamo armi, uccidiamo,
raccogliamo odio,
lo confezioniamo per offrirlo
in pillole o lo liofilizziamo.
Io non vi voglio, io non mi voglio.
Ma arrivo sempre dopo di me,
quando, già venduta,
per i miei complici,
indifferenti silenzi,
qualcuno mi ha comprato
e, mio malgrado, non mi ha cestinato.
Pazzo, inutile, maledetto cuore,
sopravvissuto all'orrore,
cosa attendi per non scoppiare,
cosa attendi per non maledire?
Ditemi, amici, vi supplico,
esiste ancora un uomo?
Chi sono io? Chi siete voi?
Abbiamo ancora qualcosa di umano
in noi?
Tagliamo teste, torturiamo,
finanziamo armi, uccidiamo,
raccogliamo odio,
lo confezioniamo per offrirlo
in pillole o lo liofilizziamo.
Io non vi voglio, io non mi voglio.
Ma arrivo sempre dopo di me,
quando, già venduta,
per i miei complici,
indifferenti silenzi,
qualcuno mi ha comprato
e, mio malgrado, non mi ha cestinato.
Pazzo, inutile, maledetto cuore,
sopravvissuto all'orrore,
cosa attendi per non scoppiare,
cosa attendi per non maledire?
PERCHE'
PERCHE'
Perché?
Timida e lancinante,
ricorrente,
urgente,
affonda la domanda
improrogabilmente
negli abissi del Non-so.
Lì si dimena
come prigioniera
che catturata, soffocata,
torturata, e infine messa a morte,
evade
verso me, verso te,
verso chi vita pretende
come me e come te.
La sentiamo a pelle,
ci corrode a sangue,
si annoda malcelata
nelle nostre movenze,
nelle parole inutilmente spese,
in tutte le sofferenze.
E lì, nel dolore sordo
precipita irruente
e annaspa dentro il suo tragico
Non-so.
mercoledì 4 maggio 2016
(NON) SENSO: Una suggestione surrealista
(NON) SENSO
una suggestione surrealista
una suggestione surrealista
Ho sognato che un mio vecchio ombrello
quello azzurro, rotto, e poverello
sbucciava piangendo mezza cipolla
in una stanza con pareti a molla
quello azzurro, rotto, e poverello
sbucciava piangendo mezza cipolla
in una stanza con pareti a molla
Il mio occhio destro girava per la testa
era allegro e pronto a far gran festa
Quello sinistro era nel forno
e non finiva di guardarsi attorno
era allegro e pronto a far gran festa
Quello sinistro era nel forno
e non finiva di guardarsi attorno
Un braccio stava al posto di una gamba
stava storto, a ballare la samba
L’altro pietoso lo rifocillava
tra le mani mettendogli una clava
stava storto, a ballare la samba
L’altro pietoso lo rifocillava
tra le mani mettendogli una clava
Le lunghe gambe poi non ne parliamo
avevano saltato il corrimano
facevan da lancette a un orologio
puntando verso Ambrogio, il cane mogio
avevano saltato il corrimano
facevan da lancette a un orologio
puntando verso Ambrogio, il cane mogio
Sulla bocca c’era il solito orecchio
beveva il suon prima che fosse vecchio
L’ altro non sapeva dove andare
Cercava un pianoforte da suonare
beveva il suon prima che fosse vecchio
L’ altro non sapeva dove andare
Cercava un pianoforte da suonare
Di nasi non ne avevo più uno solo
erano tre, pronti a spiccare il volo
per... non sapevano bene quale meta
volevano odorare della feta
erano tre, pronti a spiccare il volo
per... non sapevano bene quale meta
volevano odorare della feta
C’era qualcosa da riordinare
In questo tutto un po’ particolare?
Oppure se era tutto già al suo posto
non c’era nulla da mandare arrosto?
In questo tutto un po’ particolare?
Oppure se era tutto già al suo posto
non c’era nulla da mandare arrosto?
LE TUE MANI FANNO IL NIDO
LE TUE MANI FANNO IL NIDO
Le tue mani fanno il nido
sui miei seni.
Guarda è tepore: viene a me la notte
e tu vieni con lei.
Da sperduti orizzonti,
dal tremulo vagare dei tuoi passi
su e giù per il tempo,
da sofferti pensieri,
da malcelati affanni,
le tue speranze porti e i desideri.
E' l'ora tua. E' la mia.
Le tue mani fanno il nido
sui miei seni.
Ti hanno abbarbicato altrove
lungo aspri sentieri
nel sudore
ed ora a sera, accoccolate
preparano l'amore.
Vi poggi dentro il viso
mentre taci, dentro vi raccogli
tutto: sudore e baci.
Le tue mani fanno il nido
sui miei seni,
Li accostano l' un l' altro
dolcemente e poi via via
sempre più intensamente.
Le tue mani fanno il nido
sui miei seni.
Guarda è tepore: viene a me la notte
e tu vieni con lei.
Da sperduti orizzonti,
dal tremulo vagare dei tuoi passi
su e giù per il tempo,
da sofferti pensieri,
da malcelati affanni,
le tue speranze porti e i desideri.
E' l'ora tua. E' la mia.
Le tue mani fanno il nido
sui miei seni.
Ti hanno abbarbicato altrove
lungo aspri sentieri
nel sudore
ed ora a sera, accoccolate
preparano l'amore.
Vi poggi dentro il viso
mentre taci, dentro vi raccogli
tutto: sudore e baci.
Le tue mani fanno il nido
sui miei seni,
Li accostano l' un l' altro
dolcemente e poi via via
sempre più intensamente.
Depongono calore
covano l'alba del nuovo giorno:
sorgerà nell'anima
dentro un altro sole!
covano l'alba del nuovo giorno:
sorgerà nell'anima
dentro un altro sole!
martedì 3 maggio 2016
CONTROVENTO
CONTROVENTO
Ti ho voluto mio
contro tutto e tutti,
contro me stessa,
quasi lo potessi:
sfogliavo i tuoi pensieri
a scegliere i più belli
come lamine d'oro
da intrecciare ai capelli.
Il vento scompigliava
il nostro amore:
invidioso,
ne faceva tempesta,
lo atterriva
lo sbatteva sui tronchi
di una vita dura
tra rovi e sassi,
lo esponeva ad ogni arsura.
La sua immaginazione
non gli dava pace,
esacerbato,
attraversava il tempo
ma io ero più audace.
E ti volevo mio
contro la sua rabbia
e il mio dolore.
Il vento lo sapeva
che ti volevo sposo
e reagiva violento:
era geloso.
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