domenica 26 agosto 2018

oblio

In un pezzo di carta straccia
ho raccolto l'oblio
-inappagato passeggiava 
col respiro affannato 
lì sotto la gonna a fiori 
di mia madre
poi l'ho infilato in gola
per non dimenticare 

mi si aggrappa addosso il finimondo
del dirimpettaio


lunedì 20 agosto 2018

la finestra



ho cambiato finestra una volta
due volte, tre,
e poi ancora e ancora

qualcuno seduto al tavolo
guardava
io sentivo le punte rotonde delle sue scarpe
calpestare il suolo
graffiare
lasciare strisce sorde come rumori
anche sulle caviglie
quasi a voler parlare

si impossessava dei miei occhi
andava in cerca dei perché 

perché in nessuna ricordassi ciò che
vedevo
come le finestre dessero sul
nulla
Eppure erano lì
e io volevo vedere un sacco di cose
invisibili

sguardi distolti da un testo
rapporti interrotti tra vista e mente

tu volevi fare case
con le carte
con finestre invisibili




malevolenza

MALEVOLENZA

ti hanno allungato la lingua
per farne il tuo cappio
ti uccisero
con te stesso

ora ti ronza attorno
la loro lingua
occhiuta

sabato 18 agosto 2018

è stato un piacere

il modo della felicità
è l’indicativo presente
o non è
       
 -i baci si accendono e si 
spengono

la fine dell'estate
lascia 
la casa al mare
ai gabbiani 
volanti tra capricci
e segni che non si suturano

-tracce senza 
destino come 
l'alba di una meringa-

Oggi qualcuno ha salutato 
dicendo soltanto: 
è stato un piacere





giovedì 16 agosto 2018

in-viso

voglia di afferrare
ad occhi chiusi
ciò che fugge
di non lasciarselo scappare
tutto è così essenziale
l'erotico
il perverso
il solito
il diverso

Inospitale è il sogno
di quella porta chiusa sulla mano
che apparve a un tratto
quando scomparve il viso dalla testa
e giacque lì ai tuoi piedi
sdraiato su un caso isolato

martedì 14 agosto 2018

don Chisciotte




LA NOTTE DI SAN LORENZO DON CHISCIOTTE PASSERA'
QUANDO CADRANNO LE COSE
Non ho mai conosciuto Don Chisciotte
anche se sono pala di mulino a vento

la notte di San Lorenzo quando
cadranno le stelle
passerà nel buio
lo sguardo
Il mondo ha occhi pieni di strade incroci inganni
saltano incontro oggetti
piovono addosso al passaggio
passa nell'ombra infuriata
lo sguardo
Non ho mai conosciuto don Chisciotte
Come viscere
stanno attorno le cose
abitano i luoghi parlano
dicono di un prode hidalgo errante
che barcolla tra sbagli e vie
anzi ne sono parte
sanno dello sguardo
azzurro nero
come cielo notturno e come mare
dell'uomo della lancia
cavaliere delle stelle
che mi aveva nel cuore e
in essi m'infarfuglio
Non ho mai conosciuto Don Chisciotte
uno spossessamento
antidirezionale
uno spaesamento da paese inospitale
cadono al posto mio
generosi faraglioni
sul pavimento
senza applausi dal cielo
e io vago e non m'incontro
"Terradinessuno"
ho un'orizzonte alle spalle
Non ho mai conosciuto don Chisciotte
ed è sciattezza in me oggettostella cadente
cielo-da-sempre-errante
la mia mano si infila nella tua
senza trovarla
un vortice rovina
in un bicchiere di nebulosa.
Non ho mai conosciuto Don Chisciotte
lui non è una metafora
ora è caduto anche il mio sguardo
forse sarà per morir savio
e viver matto.
























domenica 12 agosto 2018

Notte inclinata

Si è inclinata la notte

in queste stanze si aggira qualcuno
che stringe lacci
e poi li allarga
e poi li stringe e gioca e impazza
con chi sta dentro il laccio
e non lo guarda mai negli
occhi
mentre si aggira 
e lo sfida
a sciogliersi senza speranza

ma tu non reprimere
l'impulso scombinato a
respirare
vai ad incontrarlo
ovunque
il telefono squilli
anche 
nel passato
per liberare il passato. 

C'è una velocità che frantuma 
e una che ci riporta a casa


venerdì 10 agosto 2018

LO SGUARDO DELLA PAROLA

Dinnanzi è solo
lo sguardo della parola

Traccio un'attesa laggiù
sul confine 
fra l' albero di fico e gli oleandri
dove
ciò che di me è mortale 
si svela coprendosi
si scopre velandosi
ma tu 

solo una volta 
guarda
almeno una volta 
parla 
ancora

mercoledì 8 agosto 2018

Suonodore

SUONODORE

Indicazioni d'uso:
attaccare anche
l'ultimo bottone 
quello in alto sotto la gola
poi fare il nodo alla cravatta
che ho indossato 
tutta la notte
con te-per te 
e ritrovare l'odore del mio ventre
lì dove ha 
dimora la tua voce

-un tuffo nel
ritorno al mio odore

Non so se occorrerà anche
separare l'ultimo capoverso
delle parole che non mi
hai dette mai

Quasi il sobbalzo di un continuo pensiero

il postino* (*Cfr. I. Bachmann, Malina )

Ho raccolto l'oblio
in un pezzo di carta straccia
poi l'ho infilato in gola
per non dimenticare
che ancora sono
viva

il posto vuoto del letto
al mio fianco
si erge come un'alta torre
sotto la pioggia e sotto il sole
Il vento l'attraversa 
aguzza punta di freccia
lascia buchi sulla mia carne
e fugge spaventato:
chi vi è rinchiuso?
Chi?
Distrutto è il ponte levatoio
Il nome

gridatemi
quel nome che non sa
più volare

il posto vuoto del letto
ora è un quaderno 
scarabocchiato
li si incontrarono quando 
le indossai
speranza e pazzia
compirono tutti i
miei anni e rovistarono
tra cianfrusaglie inquiete
in attesa di messaggi
ma il postino Kranewitzer*
non consegnò la posta 

io quaggiù solo memoria
che sa tutto e 
non sa più
sognare



martedì 7 agosto 2018

unica domanda



stamani mi veniva difficile
vivere
come chi sta diventando troppo
anche a se stesso
il giorno mi sbatteva in faccia
la porta 
in risposta
all'unica domanda
ammorbata da sempre
di quotidiano
e mi lasciava fuori
trafitta da fiori secchi.
La carne mi entrava dentro come in una ferita
Eppure so che se avessi due o tre vite
le passerei così

Chi deve ancora imparare ad
inginocchiarsi?
















sabato 4 agosto 2018

l'indifferenza del cielo

L'indifferenza del cielo

I

L'indifferenza del cielo
non era come il suo
essere scansafatiche
quando seduta a tavola
lasciava aperta la porta

Qualcuno entrava nella sua vita
era il suo turno
non sapeva ancora se si sarebbe preso gioco di lei
e della tavola vuota
perché lei andava sempre
in cerca di pane
il cielo no

II

Il cielo possiede anche 
ciò che non ha
Lei no 
Emigrava ogni giorno e non sapeva più
da dove e
non sapeva mai per dove
poteva solo mettere il dito 
nelle piaghe e
confidare ad intimità provvisorie
quanto è pesante il tempo
che da un lato aveva lei
dall'altro il cielo

III

Qualcuno entra nella sua vita
È il suo turno
non sa ancora se si prenderà gioco di lei
perché lei scava buche vestita
per piantare alberi e semi
per cercare acqua e patate:
la sua tavola non ha
pane e non ha frutta
la sua tavola è vuota
Nel cielo non si scava e
non si pianta
il cielo è nudo 
non ha bisogno di parole e
i morti vi saltano la corda

Entrambi mi piace pensarlo
abbiamo paura buio



giovedì 2 agosto 2018

mi dicevo



Mi dicevo: l'ucciderò
seppellirò l'andare sotto l'erba
sarò solo un ritornare
ritornare a casa
da ogni altrove
essere felice quasi per caso di
incontrare chi sta dentro:
polvere, zanzare e tanti tu
Devo esserlo,
questo mi dicevo
io che avevo le gambe della fuga
Un colofon ripeteva a dritta e a manca:
essere felice
felice di esserlo
momento per momento
in te e
in tutti i paesi confinanti
senza rifletterci
e il pianto penserà al sorriso 
ruberà miele dorato
giù nel prato
Si scuciva i calzini
il pagliaccio