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venerdì 16 giugno 2017

com'è fatto un uomo





Mi appendo a un chiodo morendo un poco ogni domani
e ogni oggi chiedo al bar
il solito bicchiere di sangue fresco
perché la mia ipocrisia è anemica.
Le bocche dell' anima si aprono in soliloqui avvelenati dalla tua assenza.
Ho negli occhi il tuo silenzio pieno di richieste,
la tua innocenza ancora non scalfita, la tua calda meraviglia per le mie parole prima e per le mie righe tra le tue mani poi; la tua attesa, forse, spero, la tua attesa di me...
E io, io che pensavo di potermela cavare con una poesia: no, non è bastata, non poteva bastare.
Vuoi sapere chi sono?
Vuoi sapere quante volte ho pianto dietro una porta?
Quante volte ho sorriso a qualcuno
e il mio sorriso non é arrivato a segno?
Quante volte ho invidiato il...nulla, i crampi allo stomaco per la paura?
Vuoi sapere quante volte ho messo in moto e ...non sapevo dove andare?
Quante volte sono lì a scrivere, a capire,
ad attendere che qualcosa mi raggiunga.
Voglioso di momenti senza pensare, momenti passionali,
dove ad esporsi è l' anima e il resto sta a guardare?
Vuoi sapere quante volte ho invocato Dio
con forti grida e lacrime e Lui non ha risposto?
Quante volte il mio cervello si tormentava nell'attesa
il mio sangue fremeva di desiderio,
I miei muscoli ridevano nella speranza,
Il mio lui si ergeva in tua presenza?
Vuoi sapere com'è fatto un uomo?
Perché é così certo che avrà quel che ha chiesto all'universo?
Ecco...io non lo so!!!
Ma se avessi il tuo numero, ti telefonerei