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sabato 6 maggio 2017

STUPIDITA'

Come vento ignorante
mi gonfiavi la giubba.
Ti sentivo in me furiosamente
e ti ho dato una possibilità:
scontro tra biglie.
Nessuno menò vanto.

Ti ho localizzata in uno splash, 

come pioggia ninfomane
a rotolarti nuda nel sole, offrendoti a tutti.
Ecco amare gocce,
le ho moltiplicate
Buchi scendevano copiosi dalla nuca.

L'indecisione delle tue fiammate

l'ho prolungata
a  braccia alzate,
tra loro e il mio mistero
lingue di fuoco
sulla punta delle dita.

Mi hai portato

a banchetto in piazze pubbliche 
come manicomi,
sintomi in crinolina, 
ombre di nei pseudoreticenti
complicità col ventaglio
e poi
a danza nei postriboli
tagli di sguardi pettegoli, 
voci sformate,
a ballare avanti e indietro
senza orologi come la morte, 

Era tua la recita, Stupidità.

Il luogo del cuore

sa il fatto suo ora,
il gioco a moscacieca
può cominciare