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domenica 21 maggio 2017

rimpianti al piano


Rimpianti al piano



A sera
sedevi al pianoforte,
un Bluthner da concerto
a coda intera.
Bella come l'aurora

A sera
mille luci dorate nel salone
Lo aprivi con l'eleganza del pianista
-sono sempre eleganti i pianisti-
e le tue mani
scorrevano veloci la tastiera.
Voli di rondini alzavano
le dita in un gioco di crome e semicrome.

A sera
sdraiata sul divano
ti ascoltavo.
Suono come sospeso.
Solo per me suonavi
e lo sapevo.
Lo sapevamo entrambe
era il nostro appuntamento quotidiano.

La tua musica entrava dappertutto
non lasciava alcuno spazio vuoto
e la tua voce
-contralto drammatico-
iniziava.
"Rispondi alla mia tenerezza
versami ebbrezza"
Era Dalila di Saint Saens
o eri tu?
Si, tu eri lì: ...tenerezza
...ebbrezza
Non ti facevi sconti
o analgesie
Rimpianto ad ogni nota
tra le dita e la gola
passione gorgogliante
vivace e dolorosa

A sera
passavano le ore come lampi,
lampi di te a quel piano
solo per me suonavi
il tuo rimpianto
ero tuo palcoscenico vivente
ero teatro

Poi una sera l'inchino.
E indietreggiasti fiera
allargando in alto
braccia e sguardo.
Applausi di rose
Ti girasti
verso il fondo
della scena.
Lo imboccasti solenne
come ventre accogliente
Scomparisti al di là...
quasi... in te stessa

A sera
suono come sospeso,
sipario non calato
è il ricordo di te
voglia di tenerezza,
voglia  di ebbrezza.
Le tue dita continuano a suonare,
rimpianti
che troppo tardi ho appreso a intercettare