Google+ Badge

giovedì 17 agosto 2017

frugare

Le mani nervose dentro, frugavo
inconsciamente,
come sempre,
come tutti,
quasi sperassi di trovarvi
il biglietto vincente
della mia lotteria personale.
La carta suicida di una caramella
riempiva ora le dita.
Febbrilmente l'arrotolavo,
l'arrotolavo...
Che farne?
Era tutto ciò che avevo trovato
quella cartina, quasi gliene volevo,
un vuoto così stupido e vuoto
e disilluso
forse sarebbe stato difficile
accettarlo.
Ma come era bello sapere
che la tasca, almeno quella, 
non era bucata...






Lo sconosciuto

Qualcuno che conosco?
Certo che no!
Gli ho fatto visita
silenziosamente, al lume di candela.
Le sue follie gli ballavano attorno
profumate, seducenti
insieme alle bugie.
Non è stato facile
non voleva stare fermo
Era in fibrillazione
o era un'apparizione?
Pieno di lamiere contorte
come un veicolo dopo
un incidente, 
non era illuminato,
nemmeno al buio
in penombra direi,
ma già in agguato.
Gli andavo in braccio
con tenerezza e rabbia,
la rabbia delle piccole insolenze
con le punte spinose di carciofo
che solo io e lui sapevamo a chi
Tra le lamiere si formava di continuo qualche 
ombra spezzata: un' immagine, un volto,
una parola 
e lui lì soprattutto indugiava
dove ancora non si sa ciò che comincia
Quasi che l' inizio potesse già dare conto della fine
e anche di una non-fine
Ha un'amante, 
si girava di continuo a cercarla,
il suo sguardo gli arrivava
da un abisso in movimento
e in quell'abisso lui con gratitudine
precipitava
ma non so se poi i due si incontrano 
quando io sono senza rossetto
Val la pena essere l'amante di uno sconosciuto?
Mi ha detto soltanto: ecco sei venuta

mercoledì 16 agosto 2017

Entro nella mia storia

ENTRO NELLA MIA STORIA

Entro nella mia storia come da una porta chiusa
forse perché nelle stanze della mia casa,
-momenti di vita squinternati
bottiglie vuote di ogni convenzione-
non c'è più luce
di quanta ce ne fosse all'inizio
e quanti nomi ancora da pronunciare
tra il mio che è in rovina
e il tuo che si allontana
sempre più.
Ingabbiata baruffa:
presa di coscienza non è presa di distanza.

La mano di chi mi afferra ora il polso?





Mai

MAI

Sai tu quanto sia breve il mai?
Era come se mai il tuo volto ti fosse somigliato
veniva da un altro sussulto
da un'altro emergere
sull'uscio del cuore
parlava lingua di maschere
liquide e ventose
aveva scartavetrato
ogni desiderio acuto di sincerità
voleva solo voltare pagina.
Ascolta, un estraneo appoggia
ora al mio davanzale i tuoi lineamenti
a torso nudo mi guarda e tace,
scura ha la pelle e tace,
muove le tue gambe
mi scaraventa la calma
di una fine zoppa

domenica 13 agosto 2017

movimento

MOVIMENTO

Credo nasca da me
il tuo movimento,
quel dondolio lento
dinoccolato
con cui rapisci il mondo
e ne fai dono
ogni giorno alla nostra vita







sabato 12 agosto 2017

DIES NATALIS

DIES NATALIS

All' angolo, lì dove la strada quasi sbatte
contro di sè
quella sagoma,
indefiniti i contorni,
non vuol dir nulla.
È solo un mucchietto
senza sguardo
ne' voce,
non so da dove venga.

Il giorno che pensa a me
è solo una raccolta di telecomandi rotti
-con le batterie scariche
e una stirpe regale di chips-
eroi sconfitti di insondabili realtà virtuali
cui credere per fede
Una rivisitazione dell'al di là?
Qui non si dice ne' si ne' no
e la morte non lascia traccia.

Ma io muoio davvero

Quando la mia tenerezza
invaderà il mondo?
Quando lo accenderà
di fiamma e luce?
Ecco sarà compiuto
il tempo
mio
e il mio
insognabile sogno.
Ecco sarà il giorno
in cui nacqui
alla fine.


venerdì 11 agosto 2017

replica al seminatore

REPLICA AL SEMINATORE

Tu mi sei parola
senza età. 
Sulla porta aperta dell' uscio
passano folate di respiri
li rincorro, li indosso
sulla mia pelle cambiano colore
perché han molte voglie
Amici ampi mi vengono a trovare
ora che quasi è sera

Tu mi sei parola
su te ho gettato la mia sorte,
non cambio più discorso
non so se sia mai stata degna
di ciò che ho avuto
o avara di ciò che non ebbi mai
se ho un debito o un credito
col nullatutto
se ho afferrato il lampo di quegli occhi
e sono rimasta uguale

sbando, saltello, cado, mi rialzi
ho male
anche dove ho avuto bene
sulla porta aperta dell'uscio
piccola me
resta a guardare
in attesa di giudizio universale
che per fortuna non arriva ancora.
Ora il mio nome e il tuo si
rincorrono sul ponte


E' tenerezza e crepacuore

martedì 8 agosto 2017

parlami come se...


PARLAMI COME SE...

Parlami come se mi amassi,

il mio squilibrio spaventato
dall'incongruità del cammino
si volge e guarda: l'ora è come un velo
traspare, non appare 
ma tu, 

dammi tutti i consigli che non voglio

faccio girare il mio cerchio tra i vivi senza vita,
tra briciole di occhi che hanno perso di vista
l'uscita.
L'ala di una libellula implacabile mi pungola
per via
come un arcobaleno di desideri.

Scagliami ancora fuori dalla nebbia,

nel mio orologio gira la lancetta dei minuti
ma non quella delle ore,
le lancette non vanno d'accordo
e capisco che il tempo
ha problemi quando lo guardo
come se temesse di non esserci più
anzi, di non esserci mai stato.

Ho infilato la lingua alla cintura

dentro l'Arca di Noè tutti avevano fretta
perché il tempo era poco.
Tutti si sono affollati,
io non sono entrata
insieme a un testo che rimase fuori
ed ora mi è accanto
per parlar dell'inferno al paradiso.

Tienimi sveglia, spruzzami acqua in viso, 

se languo il mio orologio indossa
altre lancette
quella del sempre e quella del mai
la loro dimora legarono ad un elastico
teso tra la nascita e la morte 
si guardarono in faccia
così appresero
di assomigliarsi assai

evitami come una sciagura

non ascoltare se balbetto o canto,
nell'angolo della polvere
dell'Arca
ho spostato il baricentro
della voce lì dove
prima ha sete e poi ha ancora più sete
il dolore pazzo che c'è in me 
e non ha mete

Laggiù c'è un'ecclissi di luna,

ma io stringo tra le mani ciò che più non so
come se fosse un fiore bello e profumato.
E' la passione
che attende di portarmi via
lei sola può vincere il terrore.

Spiami come se mi amassi























domenica 6 agosto 2017

AMORE SBAGLIATO

AMORE SBAGLIATO
   canto d’amore

E poi ci sarà un giorno
come ci fu un momento in cui avrà senso
che sia rimasta qui
Chi ha inventato questo ventre
che mi si svuota dentro?
Parlavo una lingua sconosciuta
per non far finire mai il momento bello
Ma tu non sei il mio eroe
non erano per me quelle prodezze
che facevano sentire
nuda la carne e senza vesti
non erano carezze.
Dov'è ora il mio eroe?
Quanto è lunga la via che non c’è!
Hai fatto visita ai sogni degli amici
hai frugato la linea di ogni mano
Vieni a vederla, ora
affrettati
Basta un attimo a percorrerla,
una palmo ad acciuffarla.
questi avanzi di stupore 
nei miei panieri notturni 
pieni d’acqua basteranno
a saziare la fame dell’ eroe
Pende dal viso uno sguardo
che lascia il corpo
e corre lungo il mare

Lui nuota, conosce l’inchiostro

sabato 5 agosto 2017

recitare i ricordi


RECITARE I RICORDI 
-Forse erano ricordi,
quel mattino,
uscivano con me
dalla vasca da bagno,
tempie brucianti di rugiada invecchiata
in attesa di un ritorno al futuro
tempie ingioiellate di goccioline d'ombre mascherate
momenti mendicanti ore che già c'erano state
e bocche concitate
a ricrear respiri d'anima e sapori di occhi.
Ah, la prepotenza dei ricordi!
-Forse erano ricordi
nell' asciugar la pelle bagnata,
quei semi di limone
galleggianti nella vasca,
sperduti come
in una tempesta di schiuma saponata.
Ho fatto un cartoccio
per spilluccicarli lungo il percorso
li avevo confusi con il fondo della strada
era buio tutto intorno
Ah, come si dribblano i ricordi!
-Dite cosa vedete
col vostro sguardo spento
voi che penetrate oltre
ogni irridente visione.
Di me quei ricordi non sapevano nulla
noi non siamo (che) i nostri ricordi

Ricordiamo assai più di loro




venerdì 4 agosto 2017

INVETTIVA BUFFA: la bocca del poeta


INVETTIVA BUFFA


Non ho ancora chiuso la bocca
quale delle mie tante non so ma poco importa
ne ho tante da fare invidia a intere piazze di pettegole sfacciate e 
non rinuncio a nessuna, 
lancio letali bordate. 
Quando ne apro una devo cercare quale, 
quando le mostro tutte, interi battaglioni di/versi finiscono sull'attenti Generale. 
Spezzo parole ignote alla tempesta e al fuoco ma già inzuppate e bruciate, 
mastico sempre a destra. 
In fondo c'è Baldanza che mi aspetta. (a braccetto con lei che trastullanza)
Attendo alle mie gesta e rido e rido
guardandomi le spalle con occhi intelligenti
quelli dietro la testa e sguardi incensurati
Sui vostri calli gengivali getterò il morso
del mio cavallo e grande sarà baldoria 
Non ho ancora chiuso la bocca,
quale delle mie tante non so, ma poco importa
non bastano alla mia fame nemmeno se le riempio tutte,
allora ho imparato a moltiplicarle come fa un giocoliere con le carte.
Esagerata? No!!! Al limite della sopravvivenza.
Parole incestuose inneggiano a parentali amplessi e
godono a entrar dentro e venir fuori.
Voi siete pusillanimi ombre di pulci morte, cavilli insensati e inoperosi,
piagnistei sillabati e candeggiati eppure ancora e sempre più incrostati,
invettive alla vita e alla poesia
impudenti nel continuare
a vivere e incapaci di morire.
Vi lascio a brodeggiare sulla vostra mancanza di coraggio e fantasia
























mercoledì 2 agosto 2017

Compieanno

Vorrei, 
vorrei abitare 
nei luoghi che ho amati.
Li ho messi tutti insieme
nel pullman che va al mio
compleanno

Non è mai per caso
che una suola si logora
nel camminare l'amore:
tu vedi che la scarpa rimane sempre nuova.
Dove sono stata e non ci sono più,
lì tutto è fermo e provvisorio insieme 
lì sono e 
mi sono lasciata per ritrovarmi ancora


Conosco i bar con il caffè fumante
i panifici col pane fragrante
i giardini fangosi dopo la pioggia,
la persiana che non chiude bene,
i modi del mio vento
il metrò su cui viaggia 
ora lenta ora veloce la memoria
e ti dice insieme
"io scendo qui" e "possiamo andare".

E' una strana sensazione 
di pienezza e di insoddisfazione.
vivere nel ritorno e continuare ad andare,
perché
ogni volta è la prima e l'unica
all'amore.

















lunedì 31 luglio 2017

ASSENZA

Se dovessi dire chi mi ha amata
di chi oggi parlerei?
Ecco non so!
Ma chi sa davvero che cos'è l'amore
io stessa, credo, tremerei.

Eri per me geniale

È inutile tergiversare
la tua assenza mi naviga,
mi nutre e mi divora,
schiaffeggia anche le ossa,
le conta ad una ad una
quasi compendiasse in sè
tutto il venir meno di una vita vuota
Vivere nell'assenza, vivere l'assenza,
lasciarsene assomigliare
e modellare
come una maschera sbilenca da indossare.
E soffocare
nel caldo, nel fredddo, nel tepore
dei giorni inventariati da
una vanitosa immortalità del cuore.
Mangiarla, berla, sorseggiarla a tratti,
tossirla a volte, digerirla mai.

Eri per me geniale

Ho sperato nel tempo
che asciugasse la lacrima e il ricordo
precipitoso.
Ma era inospitale:
il tempo non sa nulla di certe ore,
incapace com' è dei nomi del dolore.
Si, mi assomiglia ora la tua assenza.
Inutilmente il giorno brandirà il suo inizio
Anche cambiare discorso
e' come prendere a pugni l'aria 
Sempre leverà il suo canto perverso
questo me ritratto in un ignoto altrove

Eri per me geniale

Ciò di cui ho bisogno
adesso è solo
un bagno impudico
d'innocenza.



mercoledì 26 luglio 2017

questioni di metafisica strapazzata



QUESTIONI DI METAFISICA STRAPAZZATA

Ho rinunciato alla mia terra, a te, a tutto
non sapevo se ero come gli altri
oppure diversa. Un po', almeno,
o tanto.
Seminavo segnali cantando alla luna come i lupi mannari
e poi li cercavo nelle autostrade della solitudine.
Mi si è messa sotto la lingua "ogni" differenza
voleva che l'assaporassi, che la sciogliessi
in bocca.
Voleva anche che la digerissi?
Non so, non ne abbiamo parlato.
Sono andata in un' isola deserta
tanto deserta che non c'ero nemmeno io
anzi tanto deserta che non c'era nemmeno lei
E adesso che si fa?
All' alba di ogni domanda non so più dove sono
al tramonto di ogni risposta non so più se ci sono,
il mio ritratto m' ingoia

ma ciò che importa è il resto.
Che la verità non s'infuri
per carità!
Non è di lei che parlo

martedì 25 luglio 2017

e anche il ricordo mente

Ciò che ti piace ha chiuso oggi la sua casa,
un po' di luce filtra ancora,
non acceca e non illumina,
filtra e giace lì sul fondo delle coltri,
dove il lenzuolo ora si fa tardo ricordo
e anche il ricordo mente
Dove vanno a finire i momenti felici?
Hai scordato
chicche di melograno rosso fuoco
sparse tra inaccessibili granai.
Non c'è più nulla ormai
e il vuoto rabbrividisce
dove è stato amore
Li rivedo ancora quei momenti attraversare
il cielo del tuo inguine,
balzare nelle strofe del tuo corpo.
Non sempre chiacchieravano tra loro.
Talvolta beatamente chiusi in sé stessi,
soli con i tuoi occhi sui trampoli
a imbastire sogni 
quasi a non voler essere disturbati,
talaltra invece, chiassosi, ciucciavano tra loro
in cerca di compagnia
carezzandoti le guance 
come vento di vampa e di piacere. 
Tutti si rifiutavano al tempo 
eppure era lì che erano nati,
ma chi lo seppe mai?
E sul mio selciato caddero le ombre 
-ero io la salute mentale della tua felicità-
preda dei bracconieri di passaggio:
l'orizzonte fratto fu quello il loro esilio

Ma ora non ho voglia di andare via né di restare,
non ci ho mai pensato,
non ho voglia di pensare
non è per loro che rischio la pazzia






domenica 23 luglio 2017

Silenzio

SILENZIO

C'è una strana immobilità oggi nello spazio
non la capisco e un po' la temo
come se volesse cadermi 
improvvisamente addosso.
Ricorda quella della belva
pronta a spiccare il salto sulla preda

Se qualcosa m'accarezza
oggi o ancora 
non è il giunco che si piega al mio passaggio
né l'uscio di una porta aperta
su invisibili occhi che sai che ci sono
ma non sai se son dolci o indagatori
né il tuo ricordo 
sempre coronato di spine e
sanguinante

C'è una strana immobilità oggi sul foglio dell'anima
come se fosse cresciuto poco e
niente ci si potesse scrivere sopra
Ricorda la profonda stanchezza
di ciò che deve sempre cominciare e mai ha inizio 

Se qualcosa m' accarezza 
oggi o ancora
è il silenzio,
io non sono che una sua voce.

sabato 22 luglio 2017

il respiro della stanza


                                                      a Elisa

mi è piombato addosso il respiro della stanza
vi era entrato col gelo di cancelli chiusi 
in notti abbracciate e perdute
non nutriva certezze, cercava emozioni
e ha trovato me, sprazzo di umanità allusiva
desiderante 
sempre a caccia di mura disilluse tra cui nascondere
peccati e vergogna, 
e la speranza dove alberga sempre un cane
che cerca a mani nude
di affogare il buio nelle lacrime
per essere diversamente uomo

giovedì 20 luglio 2017

il tempo allo specchio

C' è stato un tempo,
una brusca emozione nella vita allo specchio che ho sempre vissuta.
Come su un trapezio volante
balzavo da una cima all'altra dei miei desideri:
due balzi nel poco, il doppio nell'eccesso, 
l'infingardaggine negli uni, la sfrontatezza negli altri
e io, nel vuoto, a guardare lo specchio piegarsi, strizzarsi, distendersi, allargarsi, sorridere alle mie mani con le unghie dipinte, aggiustarmi il cappello sul volto, offrire una rosa alla ruga dei miei compleanni, lì, sotto l'occhio sinistro.
C'è stato un tempo che lo specchio m'interrogava: 
"tu, dei miei desideri che sai,
sei ancora una memoria elegante e slanciata?"
E' passata insieme una vita come fosse un attimo,
uno sguardo profondo e insieme di sfuggita 
dentro noi
nella contrazione dei giorni, delle ore, dei minuti
in un attimo insomma che, come una bella, si guarda allo specchio 
ed è invece una vita.  
E lì sa tutto di sé.
"Sapessi cosa riflettono gli attimi -diceva lo specchio-
Una vita? Ah, come è poco una vita!"

C'è stato un tempo, 
un singhiozzo del tempo
e c'è ancora, quel tempo
ieri, domani 
o forse non c'è mai più.


martedì 18 luglio 2017

non amarti

No, no, non ti amavo, non ti amavo affatto
guai a me!
Ma ooh! in non amarti
quanto ti amavo.

E' questo essere nuovi? 
Un grido che non si stanca.

lunedì 17 luglio 2017

il tempo dell'attesa

Amici,
ecco “Il tempo dell’attesa”, la mia seconda raccolta di poesie edita da “il Fiorino” quale premio per la IX edizione del Concorso “Parole e Poesia”. Sono grata particolarmente alla giuria e all’organizzazione del premio in quanto hanno decretato la vittoria della mia prima raccolta “L’oltre me” edita da G.A. Ed. Quindi non di un testo particolare ma del modo di scrivere nel suo complesso. E questo, ovviamente ha un suo peso.
Dedico a tutti voi “briciole di Roccia” una delle poesie inserite nella nuova raccolta

Briciole di roccia,
il mio lascito di felicità:
nel mio specchio non vidi
che il fiore del Nulla.
Mi accecò il sole
senza illuminarmi.
Che sia ora il vento
a giudicarmi,
lui cambia direzione
ed ho speranza.

La mia vita
è stata solo
il rossetto lucido
sulle labbra della luna
quella sera che tu eri con me
e lei per noi si fece bella.

domenica 16 luglio 2017

una canzone per casa

Ora vengo, ora vengo!
Ho promesso.
Ma da dove?
Vengo da una nota
vicina e lontana
nello spartito,
quella che non fu mai suonata
forse neanche scritta o nemmeno pensata
Non è un tornare,
è un sopraggiungere quasi d'un balzo
trascinata dal vento, controvento
ed ho sfidato ed è sfidare il tempo
ed ho saputo ed è sapere l'oltre
allungando una mano, ché qualcuno metta qualcosa
ché qualcuno prenda qualcosa
ché qualcuno faccia qualcosa
e io ci sono come per non esserci
Così mi hanno detto della canzone senza parole e senza note
e allora l'ho suonata
con una mazza da baseball
dimenticata nel sottoscala di una storia che
parlava di altri come me, che eravamo tanti
L' ho sentita cantare ai muti
l'ho vista ballare ai sordi
E' servita a sbattermi in faccia
l'audacia del mio sogno
sempre incerto sul da farsi.

Sentirsi a casa adesso
non è bello?











danza tra le stelle

Il mio corpo s'intrecciava di rosso
e di scompigliate certezze.
La danza lassù tra le stelle
era iniziata con un po' di ritardo 
quella sera
e trascinava il passato
senza al di là
in un vortice di suoni
e di colori.
Il valzer dei sentimenti
morti
appartiene alle ombre,
come campanelli squillano ancora 
e non le lasciano,
nello spazio vuoto non c'è più spazio.
Le loro larve cantano nel coro
degli echi delle stelle

Succede ancora
tra i morti la rivoluzione.




venerdì 14 luglio 2017

vigilla

VIGILIA


Alla fine avevo contato anch'io:
numerose quante avevi detto
le direzioni del cuore dalla presa audace
+ 1 però
ma quella non avresti ancora potuto
vederla,
eri alla vigilia del tuo tuffo
nella mia immaginazione

giovedì 13 luglio 2017

L'occhio dell'istante

"Dove dormi?
E' con te che resterei",
disse
voltato solo in parte verso di me
sguardo a bucare il vuoto.
Sorseggiai saliva amara,
non ero ancora pronta,
tacevo.
Mi girò premendomi le spalle,
"hai perso la lingua"? chiese
"no -risposi- ma
cos'è mai la lingua se non un modo di articolare il silenzio?"
Mi guardò, lo guardai
avevo imparato da una vecchia squaw
lo sguardo di chi non vede nulla prima,
non vede nulla dopo
e improvvisamente è coinvolto.
L'occhio dell'istante trafigge sempre
come la sorpresa dell'assalto
dopo la noia sbadigliata sulla carovana
e la polvere sulle palpebre
Ecco, era quello.
"Dove dormi?
E' con te che resterei",
nessuna domanda: lo sguardo solo,
il silenzio tra noi ora non era altro che un modo di articolare la voce
non volevo più visitare sogni
non suoi.

A cullarmi era già quella
cosa che ancora
non poteva chiamarsi rimpianto






lucia

LUCIA

Volevo solo scriverti.
Quando?
Non so: ieri,
oggi,
domani,
sempre,
oppure solo qualche volta.

Volevo solo scriverti.
Di cosa?
Non so,
di nulla forse,
che importa.
Si, anche per non dirti nulla!

Per star con te nella parola.
Nella parola scritta,
comunicata,
letta,
stracciata,
cestinata,
dimenticata.

Per dirti t'amo
componendo parole.
Per dirti amore col solito sistema:
lettera dopo lettera,
fino a comporre la parola piena.

Pensare a te,
pensar di te,
pensar con te.
Perdonami.
Volevo solo scrivere Lucia

mercoledì 12 luglio 2017

la mia anima


La mia anima oggi non esiste
non ancora,
esisterà domani,
la scaraventerò in uno spazio simbolico
ove tutti ne parleranno
ma nessuno mai la vedrà
perché la mia anima oggi non esiste
non ancora
e mi odia per questo.

martedì 11 luglio 2017

l'accattone di sogni

Quando di notte il respiro della tua nudità
si fa più lieve
e trema il sangue
negli incubi del tuo sguardo
e lo squalo del dubbio morde
e ti inchioda sulle immagini di una storia a brandelli,
e scopri che è la tua,
ecco, l'accattone di sogni visita
il tuo desiderio.
È la sua ora, egli affiora
e tu lo vedi
Non venirgli a raccontare
che non vuoi, non sai più sognare
come un ladro
ti ruberà ciò che non sai di avere

è accattone
di sogni non necessari
scaraventaglieli  tutti contro





Non sembrava

non sembrava nemmeno bella
eppure si fece strada
tra gli sguardi
come una vibrazione di luce
che taglia l'ammutolita sera
e illumina anche
ciò che nel buio la terra
vuol celare.
In un non-luogo che tutti conosciamo
la chiamarono
vita
e non sapevano quel che dicevano.
Serve a chi non è
docile.  Oggi sono stanca e non andrò da nessuna parte
non cercatemi

lunedì 10 luglio 2017

facilità perduta

FACILITA' PERDUTA

Non è facile
per nessuno
eppure deve esserlo,
tutti lo vogliamo.
Fa male che non sia facile
e anche che non lo sia per nessuno
-nel corpo
una martellata continua dell'anima

Un tempo accadde, 
quel ragazzo sull'uscio portava i calzoni a righe
-dritte
e mi guardavano
fu facile dirgli: si
Cambiò i calzoni, ora erano a fantasia
-un po' confusi
e mi guardavano
fu ancora facile
Gli altri calzoni erano a tinta unita
-e accadde e non accadde e accade ancora,
ma lui, il suo sguardo a righe?


facilità perduta




domenica 9 luglio 2017

viaggio in sé stessi



VIAGGIO IN SE STESSI


Aspettavi
per non aspettare
muovendoti immobile
e come un doppio sospeso
ma su cosa?
Di cosa era fatta l'attesa dell'andare?
Il cappello calato su mezzo viso,
l'altro diffidente a inseguire racconti
tuoi, non tuoi, a permettere loro di appoggiarsi al tuo bastone
a custodirli in bolle di sapone pesanti, leggere,
inseguendo binari venuti a svernare come rondoni
Occhiata a stiletto
orecchio che sapeva piangere
e quella tua solita incapacità di salire sul tuo stesso treno
destinazione ignota
un pezzo di te che andava, andava andava
un pezzo che restava, restava, restava
Ma dove?
Restava forse a guardare/rincorrere il pezzo che andava?


Insaziabile fame













odio e felicità

Devo avere per te
un odio profondo
se mi permette di starti vicino
a ritroso

l'odio non è mai un ripiego
e dal dolore ci si medica
ma non si guarisce


Scampoli di felicità
si vendono nella bancarella
accanto, correte
acquistate
- nessuno cerca
nessuno trova
le persone
che non sono mai state felici

l' amore non è mai un ripiego
e dalla felicità non ci si medica
se non quando è solo un ricordo





venerdì 7 luglio 2017

Vorrei essere ricordata



Scappò il tempo per cent'anni
e non bastò a finire un giorno
non so se vorrei essere ricordata
per altro che per la mia attesa di te
ti attendo come un albero le foglie a primavera
in mezzo al tempo della tua eternità
in mezzo agli anni del tuo secolo
in mezzo ai mesi dei tuoi anni
in mezzo alle ore dei tuoi giorni
in mezzo ai minuti delle tue ore
Porrò l'attesa sui pattini del tempo
e del non tempo
ti correrà veloce incontro
e lenta
ti sorpasserà
ti doppierà
come la punta di un faro lunare
la mia navefantasia
Non so se vorrei essere ricordata
per altro che per il mio nome,
tu l'hai pronunciato
assaporando il mio sesso nello sguardo
della tua labirintica immaginazione
tra il fuggi fuggi di parole eunuche


Si, io oso
voglio essere ricordata per la mia superbia
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                 



debito poetico 3

Questa mia lirica è stata presentata con successo al contest "Il volo di Esterina: intorno ad un verso riuniamo gli affini"
Il contest proponeva ai partecipanti di agganciarsi ad un verso (a loro scelta) di un poeta italiano del 900 e di costruire in ideale continuità una propria lirica. Io ho scelto un verso di Davide Rondoni che a sua volta si agganciava ad un verso di Dante, portando in certo modo avanti una operazione analoga a quella suggerita da G. Cerbino. Ho celebrato così quello che ho chiamato "Debito Poetico": nessun poeta nasce dal nulla


DEBITO POETICO

"Io m'intuo come tu ti immii"
....
darti questa carezza è il segreto del mondo?
immiati, m'intuo e"
(D. Rondoni, Tu dici: intuarsi è segno)


Ecco l'orma desueta, la magia del dattilo straniero. 
L' impronta è di continuo, ma nel verso è discreta
Sono nella bellezza tua di contrabbando,
vado per fratte dentro il suo splendore
"Io m'intuo come tu ti immii"
quasi l' in-te dovesse a tua insaputa, essere in-me
E quell' ora-arrivo che mai mi concedesti
sgrano nei miei sensi in fuga.

Ogni giorno è altro eppure uguale
Raccoglie ciottoli di versi appena munti
Latitudini, longitudini di assenze
deste sempre quali inavvertite presenze
Sanno le une delle altre come il tempo sa di noi 
quando suona con l'armonica a bocca poesie.

A volo ho attraversato prati
che il mio stivale non osa calpestare.
Si è prodotto un qualche tramestio
qualche sussulto, forse solo un balenio.
Rovesciate allo specchio, righe intrecciate
come immagini dei nostri silenzi




mercoledì 5 luglio 2017

L' odore delle maschere


L'odore delle maschere

L'odore del mio corpo
è quello di tutte le maschere
che indosso
identità precarie sulle mie barricate
contro il vuoto
Ho provato a contarle
una sera che soffiava il vento
e il ritratto nel quadro mi guardava
in silenzio
Non c'è l'ho fatta,
diverse hanno solo un occhio
o solo la bocca
o solo il naso.
Una poi è la maschera di un' unghia spezzata e di un'impronta.
Insopportabile.
Anche l'odore è spezzato
spezzato anche il vuoto.
Il ritratto nel quadro è sudato,
indossa la maschera di un risveglio improvviso
senza odore.

Qualcuno arriva da una speranza dimenticata

martedì 4 luglio 2017

lo trovai

Lo trovai sotto la tua mano
la riempiva tutta 
addestravi le dita  
a divaricare emozioni indissociabili 
sulla pelle.
Non ricordo come ci finì
non ricordo nemmeno il momento 
in cui l'eternità fece il suo ingresso
come un'intermittenza d'amore
che non possedevo,
una prepotenza liquida 
sembrò avere risposte profonde
che non potevano attendere
e non ci fu domanda
Accaddero poi le tue labbra
fili invisibili di un destino in rosso
una rapsodia del corpo che non pensavo 
di avere

Ora io ti so intrecciato a me








sabato 1 luglio 2017

Solo una parte...

Forse vale ancora la pena
cercare nell'ostrica la perla?
Una felicità dentro un'urna senza custode
negli intervalli di una vita
cui non chiesi mai garanzie
ma solo di lasciarsi guardare
come una sgualdrina
mentre trescava mosaici di dolore.
Eppure nulla oggi mi turba
mentre coniugo all'indicativo sulla mia
polizza d'assicurazione mai stipulata e già scaduta 
una parte della storia.

Solo una parte....

LINGUA DI TERRA

"Tu fosti la mia morte
te riuscii a trattenere
mentre tutto mi sfuggiva" (P. Celan)

LINGUA DI TERRA 

Chi abita quella lingua di terra?
Chi la parla?

Oltre ogni umano passo,
oltre la parola
v'è una lingua di terra.
Non la copre lo sguardo, 
non la sfiora la mano
né la voce o la storia.
Non la tratteggia
alcuna memoria.

Proibito, proibito.

Nessuno la creò, 
con rabbia e passione,
soffiando sulla disperazione

Tu la vedevi
a cavalcioni sul muro dell'universo
la indicavi,
era ancora in fondo
ma la tenevi in braccio.

Era la lingua 
impastata di terra/parola dissepolta
dei Senza-Tabù-Senza-Io-Senza-Domani-Senza-Luogo 
di chi ha avuto
imperdonabile pietà di sé.

Nella Terra dei Suicidi
Nessuno sparì.

venerdì 30 giugno 2017

il bacio

Mi ha avvolta il sogno
di un bacio
disegnato con la rabbia dei morsi nella carne 
furioso 
come il no della rosa alla condanna delle spine
la sua forza avvinghiante
stava nella precarietà
non c'era alcuna bocca
solo qualche stilla di sangue
su un labbro inferiore.
Eri tu che andavi lontano
i calci del mulo sui tuoi giorni
e una vela di rifiuti come bussola
che sapevo
che non sapevo

il ronzio di un bacio, il ronzio di un bacio
non era il mio

Nessuno può trovare da solo
il proprio cammino
l' incisivo faceva sul serio
aveva lasciato il segno sulla bocca
desiderio in entrata
in uscita
i baci hanno bisogno di essere dati
anche se per arrivare si rivolgono
al sogno.
Sta in guardia: anche noi