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martedì 19 settembre 2017

rumori freddi

Corea del Nord 18/9/2017
"vicina alla fase finale"


Rumori freddi
davanti alla nostra vita.
Per scaldarsi la trave di legno
ricorda il vecchio albero.
Il timore di oggi
è già in pentola a bollire.
Qualcuno dice
-non vedo più nulla
un altro
-andiamo via
e mi prende il braccio.
Tu afferri l'altro
per acchiappare un aquilone
che vuole fuggire
senza di te.
Si creano strane parentele
fuori dalla luce.
Ma come faccio a cacciare
le mosche
solo con le gambe?

lunedì 18 settembre 2017

18/9/2017

La vita si accumula 
con la stessa velocità della polvere.
Bello accorgersene
con lo sguardo gioioso
del bambino
su un giocattolo
ritrovato 
e il grido:
ti ho cercato!

giovedì 14 settembre 2017

...

E infine si scardinò esplodendo

-"Non ne voglio sapere
di maestri,
non ho mai amato le lezioni..."

-"cosa vuoi che importi
a me o ad altri,
tutti rimandiamo
al mittente
le lezioni senza luce"

-"...ma pretendo molto dalla luce del silenzio"

ATLETI DEL NULLA

Ma a quali generazioni
di buio affaticato a morire
dettiamo esercizi di sopravvivenza
noi atleti del nulla,
illuminati solo da un'inutile insistenza
a guardare le stelle a denti stretti?

I nostri figli altrove,
come il futuro 

mercoledì 13 settembre 2017

La maschera di ferro

C'è una parte di me
invisibile

chi non mi trattiene non ha torto.
Ho lo sguardo spento
della menzogna s/fi/lacciata,
non so bene cosa sia
accaduto,
cosa e quando s'è perduto 
o s'è trovato,
Sono caduta in un nome sbagliato.
dove non mi sono vista più.
Ho tracciato una storia
o forse no,
forse l'ho solo imprigionata
nel ferro
perché somigliava
alla mia
e ho sempre avuto paura che lo fosse

C'è una parte di me
invisibile

perché ha paura
di una storia che non c'è
mai stata, ma solo desiderata con forza 
impotenza e rabbia
come se non si addestrasse al suo nome.
Ma non ne ha a disposizione altri.
Chiamatemi, chiamatemi
con un altro nome
inventiamolo insieme
a capofitto. 
Precipitatemi in un diverso nome!
Il mio è solo uno spettro
impaurito
ormai stanco di portare
la maschera di ferro

C'è una parte di me
invisibile,
non fatemi domande
dovrei risponderne

domenica 10 settembre 2017

Paure

PAURE

Respingo ogni provocazione.
La tensione interna
l’ho ceduta,
viene ogni tanto a farmi visita
in sogno
per sbeffeggiarmi
con violenta ironia
perché adesso conto le pecore
che mi sono rimaste con i pidocchi
tra i capelli
e pascolano sul mio cuscino.
La porta di casa non la apro più
agli estranei.
Non posso,
l'ho vista, sbatacchiandosi, uscir fuori di sé.
Ho rinunciato alle vette,
tranne che al Monte dei Pegni.
Faccio collezione di paure.
Ne ho di tutti i generi
in mostra
e sono orgoglioso quando qualcuno
le osserva invidioso.
La più piccola
risale a quando…
non ricordo…
ha a che fare
con una caramella
andata di traverso,
la più grande invece
a stamani
quasi non mi entrava tra le dita,
l’ho staccata a poco a poco
dal mio spirito
quando mi sono guardato allo specchio:
mi sono accorto che Dio
non esiste.
Che paura!
ero ancora e sempre io.
Anche la differenza tra me e Lui
mi ha ormai abbandonato.

giovedì 7 settembre 2017

forse

Forse avrei potuto dirti
altre cose,
dirti dell'acqua che
scorre tra le tue dita
del cielo a scacchi
di un desiderio traditore
e io ti vedo
come un uomo inginocchiato
sul mio ventre
che sceglie il suo calore.
Avrei potuto parlarti
della mia carne scritta
su righe di pioggia,
oppure dei nostri temporali
che afferravi tra le mie vesti
bagnate delle tue parole e strizzavi divertito
con la forza del tuo sorriso d'ombra,
della tua mano che mi frugava
come la nebbia,
di come erano belli i
nostri raffreddori baciati e
le frasi a sorpresa con voci nasali e
le mie caviglie saltellanti
come grilli innamorati

Forse....
Ma non esisti e io esito sempre a dirtelo,
non voglio morire dissanguata.







ALI

Ho disegnato a matita la felicità
aveva la forma di un abbraccio
e le scarpe grandi,
robuste per durare a lungo
quanto un errore.
Ma non aveva ali,
girava per la casa,
toglieva la polvere,
affondava nei cuscini
e tu eri lì con lei.
L'ammalarsi della vita era lontano
e il disegno non ne portava traccia.

Insomma fa qualcosa,
respira profondo, concediti.
Dov'è la gomma?
Cancella, cancella
cancella

oppure falle le ali.
Lascia che ci lasci.

mercoledì 6 settembre 2017

il mio confine

IL MIO CONFINE 
Il mio confine affonda nella sabbia delle mie parole.
mi circondano innumerevoli,
mi piovono addosso
ineludibili come i loro suoni
e del mio nome fanno un programma,
un progetto, una storia.
Io dove sono?
E' un confine scivoloso
ubriaco di desideri,
di promesse seducenti, ammaliatrici
di interviste al mio ritratto
per scardinare i suoi chiavistelli
analfabeti.
Io dove sono?
E' un confine di sopravvivenza,
la sua cantina è piena di affettuosi saluti,
laceranti addii, palpiti d'amore/non amore
piogge di vanità,
talvolta anche di sincerità.
Conti non chiusi, cedimenti.
Io dove sono?
Il mio confine viene a trovarmi
quando sono buio.
Lì incontro
la sua parola nuda come sabbia e provvisoria.
Mi guarda stranita.
chi l' ha pronunciata?
Una notte ci sono caduta distrattamente dentro,
risucchiata col naso all'insù
dalla luna crescente di Settembre
che litigava con quella calante di Agosto.
Alla fine dell'estate
aveva un profilo amaro,
come sempre quando le parole diventano termini
Io dove sono?
"I termini hanno torto
oppure hanno ragione",
mi chiedeva.
Voleva sapere di sé!
E io che non ho mai alcuna risposta pronta
Il mio confine s'è infuriato,
per entrarvi dentro ora
si paga anticipato

lunedì 4 settembre 2017

Così bello




E' così bello che
toglie il respiro.
Non parla mai.

Forse è scemo!

l' oleandro rosso

L'oleandro rosso
Lo guardo e taccio.
Mi guarda e tace
l’oleandro rosso.
Non ha minuti nel suo orologio.
La sua forma ricama
il cavo della mia mano.
Non ha altro suono
che il mio respiro
inesorabile.
Silenzio. Immobile.
Geometrie discrete,
continue io e lui.
Solo frazioni di secondi.
Piccolo infinito.
E’ furioso con me stamane,
sa che devo partire
non potrò più vederlo
né  all’alba
né al tramonto.
Non vuol lasciarmi andare,
ha bisogno del mio sguardo
in tralice.
Ma forse non è poi
così importante la sua opinione.
Lascerò detto che lo cambino di vaso
quando me ne sarò andata.
Lo cambino.
Un cambio,
qualcosa cambia…
me
Domani deponetelo
su di me.

giovedì 31 agosto 2017

Prossimità



PROSSIMITA'

Laggiù oltre quella linea,
a un passo da me
così lontana,
lo sguardo immagina.
Ciò che parlava in me
vinse un tempo la Gran Tempesta
nel silenzio deserto.
Forse ora 
non ho più altro da dire,
ma nulla andrà perduto.
Voglio donare
la piuma che scalfì la mia roccia impaurita
con suono lieve e denso.
Il viandante distratto non la vede:
fu lei che
non rimproverò l'amore e dissolse la paura
del silenzio
prima che finisse il giorno.
Laggiù oltre quella linea,
dove corre il fiume nella valle
immagino uno sguardo
a un passo da me
così lontana.

E ho tanta cura di ciò che di me ha cura!

mercoledì 30 agosto 2017

disillusione

DISILLUSIONE 

C’è disillusione appena dissimulata
in un sorriso
oggi sulla mia tavola.
Sta lì arrogante a farla da padrone
insieme alle stoviglie
ed alle bibite.
Galoppa tra le portate 
con la sua polverina velenosa.
La porge premurosa
a chi chiede sale
e fa foto-ricordo
ad ogni commensale.
Guai a darle conto,
ha un’aria da giudizio universale.

Vorrei offrire a tutti il mio latte,
vorrei almeno un figlio
-o forse no!

martedì 29 agosto 2017

l'anima di un'ombra

L'anima di un'ombra 

Ho mandato la mia anima
in Cassa Integrazione
L'ho fatta assumere
dalla mia ombra.
Non sapevo più dove metterla
né come mantenerla
né con precisione che farne:
un lusso insomma
Serviva per l'al di là?
Per la verità mi dava fastidio 
l'idea che me lo fregasse
Insomma ho alterato la circolazione
Adesso è l'anima di un'ombra,
era ora che anche le ombre avessero anima!
Così però a me non serve nemmeno più
un al di là

lunedì 28 agosto 2017

contorni


CONTORNI

Cerco l'altro gruppo
quello cui appartenni 
fino allo spegnersi della fantasmagoria dei corpi.
Si dileguò, ma dove?
Nessuno lì era stato sconfitto e io
avevo lo scontrino col mio nome.

L'edicola espone i giornali del mattino,
i grossi titoli in neretto: 
FURTO SENSAZIONALE
Uomo senz'ombra 
ruba i contorni delle cose.
Si nascondeva in un cono d'ombra.
Preso.
Fucilata la sua non-ombra.
Centro al primo colpo.

Ho fatto collezione di gruppi

anemici, non mi interessavano i loro re
ma il loro disinteresse per me.
Ho sempre ridacchiato
si prestavano l'un l'altro i lineamenti
e bisbigliavano di cose fungibili

Adesso basta. 

Ho spaventato tutti i bisbigli
sono fuggiti.
Voglio dormire
nuda e con un volto.
Non importa di chi sia
I suoi contorni li ho io.

domenica 27 agosto 2017

Communis opinio


COMMUNIS OPINIO


Rifletto ciò che
in me si riflette,
in un gioco infinito
e maldestro
di specchi spezzati.
Un muro di giornali impazziti
accorcia distanze
tra notizie infinitamente lontane,
malate assonanze,
divorando letture, lettori
Ridda intrigante, obesa di voci allucinate
dall'essere scritte,
dall'essere dette,
dall'essere udite,
dall'essere lette
Cavalli al galoppo:
indosso alchimie perforanti
di voci, visi, attese, respiri
come calze di seta sul volto
a mummificare espressioni
gonfiate,
sudari sudati
mentre Satana legge il giornale.
Esplosione!

giovedì 24 agosto 2017

una casa

UNA CASA 

Ti incontrai
quasi per caso
sulla battigia
come s'incontra il proprio
smarrimento ambulante,
Mi vennero incontro i tuoi sassi.
Ti rotolavano dietro e davanti,
eri tu a rotolare.

Dovevi aver fame come me
pensai, e poi l'avresti avuta ancora
e ancora, uguale a me,
con intensità. 
Non si abdica facilmente
a certi doni di natura.

Da chi venne la domanda:
“chi sei?”
forse la pronunciammo insieme.
Nessuno di noi però rispose.
A che sarebbe servito un nome:
possibilità, impossibilità 
tutto poteva venirci addosso.

Per un attimo fummo ospiti
dei nostri sguardi,
del nostro ventre anche.
Una casa è così 
che si mette su:
con lo sguardo e col ventre 

Ma una cosa come questa
non l’ho detta mai.

mercoledì 23 agosto 2017

bambola bambina

BAMBOLA BAMBINA

Doccia adesso alla bambola bambina
ha sporcato il suo vestito.
Di chi è la colpa?
di chi

Cosa cercare in me, cosa trovare?
L'uscio di casa è aperto
m'intrufolo
anche le porte sono aperte al vento
ma la casa violenta è vuota,
lattine per terra abbandonate,
residui di cibi.
Sparso è per terra
anche il sale del mio furore,
chi se n'è voluto disfare?

Nelle latrine
il diario-del-per-sempre
dove mi bombardavano i messaggi
del mio io selvaggio
Quant'era caldo allora e rosso
il mio bel sangue!
Il diario adesso ha tutti i fogli bianchi
come se mi fossi ingoiata giorno-per-giorno,
la mia immortalità da pagina
scritta


Doccia adesso alla bambola bambina
ha sporcato il suo vestito.
Di chi è la colpa?
di chi


Ho aperto l'ombrello sperando ricordasse,
almeno lui,
quando la pioggia piangeva
e ogni goccia era l'ultima maschera del sole
che mi guardava e io lo ricambiavo
Ho aperto anche l'ombrello che
m'inventava al vento
e gli diceva che io qui ero
più furiosa di lui
ero furiosa

Il mio ragazzo (i suoi baci), la mamma, le sorelle
gli amici di un tempo amico,
quei personaggi vivi
ora sono lisci, intonacati
morti,
quasi fossero vissuti solo
nella rabbia mia
Ora sollevo polvere di calma
e mentre sfoglio la mia rassegnazione
nelle mie vene scorre freddo
un sangue bianco


Doccia adesso alla bambola bambina
ha sporcato il suo vestito.
Di chi è la colpa?
di chi



E' sua la colpa:
ha rinunciato a
rubare 
nei tubi dove scaricano i miracoli



giovedì 17 agosto 2017

frugare

Le mani nervose dentro, frugavo
inconsciamente,
come sempre,
come tutti,
quasi sperassi di trovarvi
il biglietto vincente
della mia lotteria personale.
La carta suicida di una caramella
riempiva ora le dita.
Febbrilmente l'arrotolavo,
l'arrotolavo...
Che farne?
Era tutto ciò che avevo trovato
quella cartina, quasi gliene volevo,
un vuoto così stupido e vuoto
e disilluso
forse sarebbe stato difficile
accettarlo.
Ma come era bello sapere
che la tasca, almeno quella, 
non era bucata...






Lo sconosciuto

Qualcuno che conosco?
Certo che no!
Gli ho fatto visita
silenziosamente, al lume di candela.
Le sue follie gli ballavano attorno
profumate, seducenti
insieme alle bugie.
Non è stato facile
non voleva stare fermo
Era in fibrillazione
o era un'apparizione?
Pieno di lamiere contorte
come un veicolo dopo
un incidente, 
non era illuminato,
nemmeno al buio
in penombra direi,
ma già in agguato.
Gli andavo in braccio
con tenerezza e rabbia,
la rabbia delle piccole insolenze
con le punte spinose di carciofo
che solo io e lui sapevamo a chi
Tra le lamiere si formava di continuo qualche 
ombra spezzata: un' immagine, un volto,
una parola 
e lui lì soprattutto indugiava
dove ancora non si sa ciò che comincia
Quasi che l' inizio potesse già dare conto della fine
e anche di una non-fine
Ha un'amante, 
si girava di continuo a cercarla,
il suo sguardo gli arrivava
da un abisso in movimento
e in quell'abisso lui con gratitudine
precipitava
ma non so se poi i due si incontrano 
quando io sono senza rossetto
Val la pena essere l'amante di uno sconosciuto?
Mi ha detto soltanto: ecco sei venuta

mercoledì 16 agosto 2017

Entro nella mia storia

ENTRO NELLA MIA STORIA

Entro nella mia storia come da una porta chiusa
forse perché nelle stanze della mia casa,
-momenti di vita squinternati
bottiglie vuote di ogni convenzione-
non c'è più luce
di quanta ce ne fosse all'inizio
e quanti nomi ancora da pronunciare
tra il mio che è in rovina
e il tuo che si allontana
sempre più.
Ingabbiata baruffa:
presa di coscienza non è presa di distanza.

La mano di chi?
 mi afferra ora il polso





Mai

MAI

Sai tu quanto sia breve il mai?
Era come se mai il tuo volto ti fosse somigliato
veniva da un altro sussulto
da un'altro emergere
sull'uscio del cuore
parlava lingua di maschere
liquide e ventose
aveva scartavetrato
ogni desiderio acuto di sincerità
voleva solo voltare pagina.
Ascolta, un estraneo appoggia
ora al mio davanzale i tuoi lineamenti
a torso nudo mi guarda e tace,
scura ha la pelle e tace,
muove le tue gambe
mi scaraventa la calma
di una fine zoppa

domenica 13 agosto 2017

movimento

MOVIMENTO

Credo nasca da me
il tuo movimento,
quel dondolio lento
dinoccolato
con cui rapisci il mondo
e ne fai dono
ogni giorno alla nostra vita







sabato 12 agosto 2017

DIES NATALIS

DIES NATALIS

All' angolo, lì dove la strada quasi sbatte
contro di sè
quella sagoma,
indefiniti i contorni,
non vuol dir nulla.
È solo un mucchietto
senza sguardo
ne' voce,
non so da dove venga.

Il giorno che pensa a me
è solo una raccolta di telecomandi rotti
-con le batterie scariche
e una stirpe regale di chips-
eroi sconfitti di insondabili realtà virtuali
cui credere per fede
Una rivisitazione dell'al di là?
Qui non si dice ne' si ne' no
e la morte non lascia traccia.

Ma io muoio davvero

Quando la mia tenerezza
invaderà il mondo?
Quando lo accenderà
di fiamma e luce?
Ecco sarà compiuto
il tempo
mio
e il mio
insognabile sogno.
Ecco sarà il giorno
in cui nacqui
alla fine.


venerdì 11 agosto 2017

replica al seminatore

REPLICA AL SEMINATORE

Tu mi sei parola
senza età. 
Sulla porta aperta dell' uscio
passano folate di respiri
li rincorro, li indosso
sulla mia pelle cambiano colore
perché han molte voglie
Amici ampi mi vengono a trovare
ora che quasi è sera

Tu mi sei parola
su te ho gettato la mia sorte,
non cambio più discorso
non so se sia mai stata degna
di ciò che ho avuto
o avara di ciò che non ebbi mai
se ho un debito o un credito
col nullatutto
se ho afferrato il lampo di quegli occhi
e sono rimasta uguale

sbando, saltello, cado, mi rialzi
ho male
anche dove ho avuto bene
sulla porta aperta dell'uscio
piccola me
resta a guardare
in attesa di giudizio universale
che per fortuna non arriva ancora.
Ora il mio nome e il tuo si
rincorrono sul ponte


E' tenerezza e crepacuore

martedì 8 agosto 2017

parlami come se...


PARLAMI COME SE...

Parlami come se mi amassi,

il mio squilibrio spaventato
dall'incongruità del cammino
si volge e guarda: l'ora è come un velo
traspare, non appare 
ma tu, 

dammi tutti i consigli che non voglio

faccio girare il mio cerchio tra i vivi senza vita,
tra briciole di occhi che hanno perso di vista
l'uscita.
L'ala di una libellula implacabile mi pungola
per via
come un arcobaleno di desideri.

Scagliami ancora fuori dalla nebbia,

nel mio orologio gira la lancetta dei minuti
ma non quella delle ore,
le lancette non vanno d'accordo
e capisco che il tempo
ha problemi quando lo guardo
come se temesse di non esserci più
anzi, di non esserci mai stato.

Ho infilato la lingua alla cintura

dentro l'Arca di Noè tutti avevano fretta
perché il tempo era poco.
Tutti si sono affollati,
io non sono entrata
insieme a un testo che rimase fuori
ed ora mi è accanto
per parlar dell'inferno al paradiso.

Tienimi sveglia, spruzzami acqua in viso, 

se languo il mio orologio indossa
altre lancette
quella del sempre e quella del mai
la loro dimora legarono ad un elastico
teso tra la nascita e la morte 
si guardarono in faccia
così appresero
di assomigliarsi assai

evitami come una sciagura

non ascoltare se balbetto o canto,
nell'angolo della polvere
dell'Arca
ho spostato il baricentro
della voce lì dove
prima ha sete e poi ha ancora più sete
il dolore pazzo che c'è in me 
e non ha mete

Laggiù c'è un'ecclissi di luna,

ma io stringo tra le mani ciò che più non so
come se fosse un fiore bello e profumato.
E' la passione
che attende di portarmi via
lei sola può vincere il terrore.

Spiami come se mi amassi























domenica 6 agosto 2017

AMORE SBAGLIATO

AMORE SBAGLIATO
   canto d’amore

E poi ci sarà un giorno
come ci fu un momento in cui avrà senso
che sia rimasta qui
Chi ha inventato questo ventre
che mi si svuota dentro?
Parlavo una lingua sconosciuta
per non far finire mai il momento bello

Ma tu non sei il mio eroe

non erano per me quelle prodezze
che facevano sentire
nuda la carne e senza vesti
non erano carezze.
Dov'è ora il mio eroe?
Quanto è lunga la via che non c’è!

Hai fatto visita ai sogni degli amici
hai frugato la linea di ogni mano
Vieni a vederla, ora
affrettati
Basta un attimo a percorrerla,
una palmo ad acciuffarla.
questi avanzi di stupore 
nei miei panieri notturni 
pieni d’acqua basteranno
a saziare la fame dell’ eroe.
Pende dal viso uno sguardo
che lascia il corpo
e corre lungo il mare

Lui nuota, conosce l’inchiostro

sabato 5 agosto 2017

recitare i ricordi


RECITARE I RICORDI 
-Forse erano ricordi,
quel mattino,
uscivano con me
dalla vasca da bagno,
tempie brucianti di rugiada invecchiata
in attesa di un ritorno al futuro
tempie ingioiellate di goccioline d'ombre mascherate
momenti mendicanti ore che già c'erano state
e bocche concitate
a ricrear respiri d'anima e sapori di occhi.
Ah, la prepotenza dei ricordi!
-Forse erano ricordi
nell' asciugar la pelle bagnata,
quei semi di limone
galleggianti nella vasca,
sperduti come
in una tempesta di schiuma saponata.
Ho fatto un cartoccio
per spilluccicarli lungo il percorso
li avevo confusi con il fondo della strada
era buio tutto intorno
Ah, come si dribblano i ricordi!
-Dite cosa vedete
col vostro sguardo spento
voi che penetrate oltre
ogni irridente visione.
Di me quei ricordi non sapevano nulla
noi non siamo (che) i nostri ricordi

Ricordiamo assai più di loro




venerdì 4 agosto 2017

INVETTIVA BUFFA: la bocca del poeta


INVETTIVA BUFFA


Non ho ancora chiuso la bocca
quale delle mie tante non so ma poco importa
ne ho tante da fare invidia a intere piazze di pettegole sfacciate e 
non rinuncio a nessuna, 
lancio letali bordate. 
Quando ne apro una devo cercare quale, 
quando le mostro tutte, interi battaglioni di/versi finiscono sull'attenti Generale. 
Spezzo parole ignote alla tempesta e al fuoco ma già inzuppate e bruciate, 
mastico sempre a destra. 
In fondo c'è Baldanza che mi aspetta. (a braccetto con lei che trastullanza)
Attendo alle mie gesta e rido e rido
guardandomi le spalle con occhi intelligenti
quelli dietro la testa e sguardi incensurati
Sui vostri calli gengivali getterò il morso
del mio cavallo e grande sarà baldoria 
Non ho ancora chiuso la bocca,
quale delle mie tante non so, ma poco importa
non bastano alla mia fame nemmeno se le riempio tutte,
allora ho imparato a moltiplicarle come fa un giocoliere con le carte.
Esagerata? No!!! Al limite della sopravvivenza.
Parole incestuose inneggiano a parentali amplessi e
godono a entrar dentro e venir fuori.
Voi siete pusillanimi ombre di pulci morte, cavilli insensati e inoperosi,
piagnistei sillabati e candeggiati eppure ancora e sempre più incrostati,
invettive alla vita e alla poesia
impudenti nel continuare
a vivere e incapaci di morire.
Vi lascio a brodeggiare sulla vostra mancanza di coraggio e fantasia
























mercoledì 2 agosto 2017

Compieanno

Vorrei, 
vorrei abitare 
nei luoghi che ho amati.
Li ho messi tutti insieme
nel pullman che va al mio
compleanno

Non è mai per caso
che una suola si logora
nel camminare l'amore:
tu vedi che la scarpa rimane sempre nuova.
Dove sono stata e non ci sono più,
lì tutto è fermo e provvisorio insieme 
lì sono e 
mi sono lasciata per ritrovarmi ancora


Conosco i bar con il caffè fumante
i panifici col pane fragrante
i giardini fangosi dopo la pioggia,
la persiana che non chiude bene,
i modi del mio vento
il metrò su cui viaggia 
ora lenta ora veloce la memoria
e ti dice insieme
"io scendo qui" e "possiamo andare".

E' una strana sensazione 
di pienezza e di insoddisfazione.
vivere nel ritorno e continuare ad andare,
perché
ogni volta è la prima e l'unica
all'amore.

















lunedì 31 luglio 2017

ASSENZA

Se dovessi dire chi mi ha amata
di chi oggi parlerei?
Ecco non so!
Ma chi sa davvero che cos'è l'amore
io stessa, credo, tremerei.

Eri per me geniale

È inutile tergiversare
la tua assenza mi naviga,
mi nutre e mi divora,
schiaffeggia anche le ossa,
le conta ad una ad una
quasi compendiasse in sè
tutto il venir meno di una vita vuota
Vivere nell'assenza, vivere l'assenza,
lasciarsene assomigliare
e modellare
come una maschera sbilenca da indossare.
E soffocare
nel caldo, nel fredddo, nel tepore
dei giorni inventariati da
una vanitosa immortalità del cuore.
Mangiarla, berla, sorseggiarla a tratti,
tossirla a volte, digerirla mai.

Eri per me geniale

Ho sperato nel tempo
che asciugasse la lacrima e il ricordo
precipitoso.
Ma era inospitale:
il tempo non sa nulla di certe ore,
incapace com' è dei nomi del dolore.
Si, mi assomiglia ora la tua assenza.
Inutilmente il giorno brandirà il suo inizio
Anche cambiare discorso
e' come prendere a pugni l'aria 
Sempre leverà il suo canto perverso
questo me ritratto in un ignoto altrove

Eri per me geniale

Ciò di cui ho bisogno
adesso è solo
un bagno impudico
d'innocenza.



mercoledì 26 luglio 2017

questioni di metafisica strapazzata



QUESTIONI DI METAFISICA STRAPAZZATA

Ho rinunciato alla mia terra, a te, a tutto
non sapevo se ero come gli altri
oppure diversa. Un po', almeno,
o tanto.
Seminavo segnali cantando alla luna come i lupi mannari
e poi li cercavo nelle autostrade della solitudine.
Mi si è messa sotto la lingua "ogni" differenza
voleva che l'assaporassi, che la sciogliessi
in bocca.
Voleva anche che la digerissi?
Non so, non ne abbiamo parlato.
Sono andata in un' isola deserta
tanto deserta che non c'ero nemmeno io
anzi tanto deserta che non c'era nemmeno lei
E adesso che si fa?
All' alba di ogni domanda non so più dove sono
al tramonto di ogni risposta non so più se ci sono,
il mio ritratto m' ingoia

ma ciò che importa è il resto.
Che la verità non s'infuri
per carità!
Non è di lei che parlo

martedì 25 luglio 2017

e anche il ricordo mente

Ciò che ti piace ha chiuso oggi la sua casa,
un po' di luce filtra ancora,
non acceca e non illumina,
filtra e giace lì sul fondo delle coltri,
dove il lenzuolo ora si fa tardo ricordo
e anche il ricordo mente
Dove vanno a finire i momenti felici?
Hai scordato
chicche di melograno rosso fuoco
sparse tra inaccessibili granai.
Non c'è più nulla ormai
e il vuoto rabbrividisce
dove è stato amore
Li rivedo ancora quei momenti attraversare
il cielo del tuo inguine,
balzare nelle strofe del tuo corpo.
Non sempre chiacchieravano tra loro.
Talvolta beatamente chiusi in sé stessi,
soli con i tuoi occhi sui trampoli
a imbastire sogni 
quasi a non voler essere disturbati,
talaltra invece, chiassosi, ciucciavano tra loro
in cerca di compagnia
carezzandoti le guance 
come vento di vampa e di piacere. 
Tutti si rifiutavano al tempo 
eppure era lì che erano nati,
ma chi lo seppe mai?
E sul mio selciato caddero le ombre 
-ero io la salute mentale della tua felicità-
preda dei bracconieri di passaggio:
l'orizzonte fratto fu quello il loro esilio

Ma ora non ho voglia di andare via né di restare,
non ci ho mai pensato,
non ho voglia di pensare
non è per loro che rischio la pazzia






domenica 23 luglio 2017

Silenzio

SILENZIO

C'è una strana immobilità oggi nello spazio
non la capisco e un po' la temo
come se volesse cadermi 
improvvisamente addosso.
Ricorda quella della belva
pronta a spiccare il salto sulla preda

Se qualcosa m'accarezza
oggi o ancora 
non è il giunco che si piega al mio passaggio
né l'uscio di una porta aperta
su invisibili occhi che sai che ci sono
ma non sai se son dolci o indagatori
né il tuo ricordo 
sempre coronato di spine e
sanguinante

C'è una strana immobilità oggi sul foglio dell'anima
come se fosse cresciuto poco e
niente ci si potesse scrivere sopra
Ricorda la profonda stanchezza
di ciò che deve sempre cominciare e mai ha inizio 

Se qualcosa m' accarezza 
oggi o ancora
è il silenzio,
io non sono che una sua voce.

sabato 22 luglio 2017

il respiro della stanza


                                                      a Elisa

mi è piombato addosso il respiro della stanza
vi era entrato col gelo di cancelli chiusi 
in notti abbracciate e perdute
non nutriva certezze, cercava emozioni
e ha trovato me, sprazzo di umanità allusiva
desiderante 
sempre a caccia di mura disilluse tra cui nascondere
peccati e vergogna, 
e la speranza dove alberga sempre un cane
che cerca a mani nude
di affogare il buio nelle lacrime
per essere diversamente uomo

giovedì 20 luglio 2017

il tempo allo specchio

C' è stato un tempo,
una brusca emozione nella vita allo specchio che ho sempre vissuta.
Come su un trapezio volante
balzavo da una cima all'altra dei miei desideri:
due balzi nel poco, il doppio nell'eccesso, 
l'infingardaggine negli uni, la sfrontatezza negli altri
e io, nel vuoto, a guardare lo specchio piegarsi, strizzarsi, distendersi, allargarsi, sorridere alle mie mani con le unghie dipinte, aggiustarmi il cappello sul volto, offrire una rosa alla ruga dei miei compleanni, lì, sotto l'occhio sinistro.
C'è stato un tempo che lo specchio m'interrogava: 
"tu, dei miei desideri che sai,
sei ancora una memoria elegante e slanciata?"
E' passata insieme una vita come fosse un attimo,
uno sguardo profondo e insieme di sfuggita 
dentro noi
nella contrazione dei giorni, delle ore, dei minuti
in un attimo insomma che, come una bella, si guarda allo specchio 
ed è invece una vita.  
E lì sa tutto di sé.
"Sapessi cosa riflettono gli attimi -diceva lo specchio-
Una vita? Ah, come è poco una vita!"

C'è stato un tempo, 
un singhiozzo del tempo
e c'è ancora, quel tempo
ieri, domani 
o forse non c'è mai più.


martedì 18 luglio 2017

non amarti

No, no, non ti amavo, non ti amavo affatto
guai a me!
Ma ooh! in non amarti
quanto ti amavo.

E' questo essere nuovi? 
Un grido che non si stanca e non finisce.

lunedì 17 luglio 2017

il tempo dell'attesa

Amici,
ecco “Il tempo dell’attesa”, la mia seconda raccolta di poesie edita da “il Fiorino” quale premio per la IX edizione del Concorso “Parole e Poesia”. Sono grata particolarmente alla giuria e all’organizzazione del premio in quanto hanno decretato la vittoria della mia prima raccolta “L’oltre me” edita da G.A. Ed. Quindi non di un testo particolare ma del modo di scrivere nel suo complesso. E questo, ovviamente ha un suo peso.
Dedico a tutti voi “briciole di Roccia” una delle poesie inserite nella nuova raccolta

Briciole di roccia,
il mio lascito di felicità:
nel mio specchio non vidi
che il fiore del Nulla.
Mi accecò il sole
senza illuminarmi.
Che sia ora il vento
a giudicarmi,
lui cambia direzione
ed ho speranza.

La mia vita
è stata solo
il rossetto lucido
sulle labbra della luna
quella sera che tu eri con me
e lei per noi si fece bella.