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lunedì 31 ottobre 2016

Il berretto a sonagli

IL BERRETTO A SONAGLI

Oggi ho incontrato qualcuno
con un berretto a sonagli in testa.
L' aveva indossato, mi disse, 
per dare conto di se',
della sua presenza.
Voleva che tutti sapessero
che stava arrivando
con tutti quei buffi campanellini
festosi.
E tutti dorati.
Scuoteva la testa
per frastornare gli altri
con la sua presenza.
Per invocare la sua assenza:
che tutti lo evitassero,
era lebbroso!
Lo guardai.
Io ero il suo clone.

L'ATTESA

L' ATTESA


Come sospeso è il tempo
e la mia ora
nell'attesa.
Ma solo dentro me:
attimo che non fugge
io sono,
attimo che attende.
Cosa attendo non so
come non lo sa
il mare, quando bagna
la riva
Eppure attende il mare.
Che sorga il sole?
Che la luna appaia?
Forse conta solo le nuvole
o le stelle.



sabato 29 ottobre 2016

INFELICITA'

INFELICITA'

Era infelicità?
La scoprii d'un tratto
tra le cose sepolte
che non si riesce 
a far morire.
Giaceva insudiciata
tra i cambiamenti
di umore.
Era un'assenza, 
era una presenza
e cento e cento vite
aveva consumate
del mio rosario.
Era come un esame non superato,
il "non va bene"
della spina dorsale,
che se ti chini
viene fuori
a tua insaputa.
Era la mia confusione adulta,
era rossore.

venerdì 28 ottobre 2016

LEZIONE DI EPISTEMOLOGIA 2

LEZIONE DI EPISTEMOLOGIA

Inforco gli occhiali
e chiamo l'appello.
Assente: "Interesse".
Imperturbabile
inizio la lezione:
ragazzi, il principio della soluzione
è nel problema stesso.
Basta prenderlo
per il verso giusto,
cioè tener presente
che
ogni conoscenza è dall'amore
ed è l'amore che percorre il corpo
e il desiderio.
Bussa "Interesse",
è in forte ritardo,
ma... è arrivato!









giovedì 27 ottobre 2016

ILLUMINAZIONI

ILLUMINAZIONI



a) Lezione di epistemologia

Il principio della soluzione
è nel problema stesso.
Basta prenderlo
per il verso giusto,
che ogni conoscenza
è dall'amore
e l'amore attraversa il corpo
e il desiderio.




b) Il sole e la montagna

E quel giorno
la montagna tramontò
dietro il sole.
Come tante
incrollabili decisioni
dietro la pioggia scrosciante
di un bacio.




c) Questioni di verità

Non è di me
che hai bisogno
Morte
e non sei vera.
Se fossi vera tu
sarei vera anch'io.

mercoledì 26 ottobre 2016

AVVENTURE DEL DESIDERIO

AVVENTURE DEL DESIDERIO

Il mio Desiderio era forte
imperioso, ardente.
Non poteva più attendere
Aveva indossato
gli stivali delle Sette Leghe
per camminare
veloce,
ed il vestito
color dell'alba,
perché lo si vedesse
anche in trasparenza.
Aveva paura di arrivare in ritardo.
Per questo aveva imboccato correndo
Via dell' Amore,
lì, dopo Piazza Impazienza
e ora era tutto trafelato.
Solo non sapeva bene
dove andare,
forse aveva scritto male
l' indirizzo
e non c'era nessuno
che lo venisse a prendere.
Aveva il trolley
pieno di "mi manchi tanto"
che ormai stavano quasi
andando a  male
e solo un nome
nella tasca: il tuo
Ma l'ufficio Anagrafe
non pote' aiutarlo
in nessun modo
perché quel destinatario,
nei loro registri,
risultava ancora
"Non-nato".

i GUANTONI ROSSI

I GUANTONI ROSSI

Ora infilerò
i miei guantoni rosso fuoco
per tirare di box con te.

A Mosca, sulla piazza Rossa
attenderò
il momento
del nostro incontro.

Forse non verrai,
o forse sì, verrai
ma fingerai di non vedermi,
mi eviterai,
come si evita
ciò che si desidera
quando si sa che è
più forte di noi.

Ma non fateci caso,
io sono soltanto
un calabrone
che sbatte
contro la luce.

Un calabrone
con i guantoni rossi
che vorrebbe
schiantarsi contro di te
ma ha paura
di rompere
la lunga storia
che è appena iniziata
tra noi.

ALIENAZIONE D'AMORE

ALIENAZIONE D'AMORE 

La vita senza te
è sopportabile
solo se non mi guardo dentro,
né fuori, 
né da nessun'altra parte.
Ho indossato il collo lungo 
di una giraffa
e una testa piccola come la sua.
Ma non per essere più vicina 
al cielo,
al contrario è solo 
perchè le nubi possano 
nasconderla più facilmente.
Lascio che ora
siano gli altri a parlare.
Fino a quando
sarà possibile così?
Si, la vita senza te è sopportabile.
Ma solo perché sono senza me.

martedì 25 ottobre 2016

QUESTIONI SPAZIALI

QUESTIONI SPAZIALI 

Lo spazio non ammetterebbe mai
di essere problema
per chi vuol starmi
accanto.
Non ne farebbe certo 
una questione
di ritardi o di scioperi
dei mezzi di trasporto
e s'infurierebbe con chi
parlasse di problemi
meteorologici.
Non concepirebbe mai
orizzonti lontani.
Se il tuo sorriso
non mi arriva
direbbe
che per te la questione 
vera è di tipo ... mentale:
non me lo vuoi mandare!


lunedì 24 ottobre 2016

DIRE ALTRO

DIRE  ALTRO

Ciò che sentivo adesso
era un' altra voce.
Non sapevo di chi.
Volevo acchiapparla
e legarla con una corda
al lobo dell'orecchio
per non farla
fuggire
nell'ombra del giorno,
dove tutti dicono la stessa cosa.
E ascoltai:
"Tu dici altro,
per questo dici la verità".
Ebbi paura,
paura della verità.
Ma non fuggii.
Rimasi lì
nel luogo in cui Socrate
rifiuta la facile fuga
e continua a bere
anche per me la cicuta.
Nonostante tutto
rimasi a dire di altro.

SCHIZOFRENIA

SCHIZOFRENIA 

Quale distanza 
tra la mia bocca e il naso,
tra il mio occhio e l'orecchio!
La bocca non può odorare,
né il naso gustare.
L'occhio non può udire
né  l'orecchio vedere.
Questa schisi mi dilania,
vive della mia vita.
Ogni giorno 
è distante dall'altro,
ogni anno Gennaio
mendica a Dicembre
la pietà del passaggio.
Di questo ho riempito
la mia sporta
e la dono a te
in cambio di uno sguardo.
Non è mia la colpa
se t'ho amato,
pur con tutta la distanza 
che c'è in me.
Perché io t'ho amato
senza distanza.

domenica 23 ottobre 2016

la tazzina del caffè

LA TAZZINA DI CAFFE'

Le mani mi servono
lungo la notte,
per spostarmi
da un posto all' altro della mente,
ad acchiappare sogni
e parole disgregate
che vorrebbero fuggire.
Per non dimenticare.

Coi piedi invece
prendo a calci
tutte le cianfrusaglie
che il mio vento ha lasciate
sulla strada del tempo.
Per non ricordare.
Tanta strada hanno fatto
e sono loro grata.

Così mi ritrovo
al mattino,
sullo scaffale del giorno
in un' urna di cristallo
appannata solo
da una tazzina
di caffè fumante.


l'acconciatura di IO

ACCONCIATURA DI IO

Come nella favola,
tingerò i capelli
del colore del tempo
e indosserò il vestito
che un ragno ha intessuto.

Prenderò la borsa
del mendicante sotto casa.
È sdrucita, bucata e vuota
adatta proprio
alla mia rabbia boia:
ogni tanto parlano insieme.

Indosserò una calza 
strappata a chi, 
con l'arma in mano,
nasconde il proprio viso
agli occhi di chi ha ucciso.

Quella della befana
non mi sta affatto bene,
c'è carbone o ricchezza,
ma ben poca franchezza.

Restano le scarpe,
salvezza di chi fugge dallo schifo.
Devono aver le ali
della bricconeria,
che ogni giorno,
dalle sei del mattino,
è sempre a casa mia.

Cari signori,
é pronta adesso
di IO l'acconciatura
per il fatidico
Nobel della letteratura.

MANIDICOLTELLO

MANIDICOLTELLO 

Chi si affaccia al balcone
della mia pazzia?
Ch'io lo veda!
Che la bestia si mostri!
La sua notte è senza stelle.
Iniettati ha gli occhi di miele
e manidicoltello profumate.
e colpisce e bacia
a sangue.
Mi stringe e mi butta giù,
dove l'ombra s'intenebra.
In un unico sorriso,
spettri bugiardi
attorno a me
con premura
si affannano,
portano fiori avvelenati
tra le mani mozze.
Fatemi giustizia!
Giustizia voglio,
non sacrificio.
L'ultima parola non appartenga a loro.
Chi è morta per Manidicoltello
ha il sangue avvelenato!

sabato 22 ottobre 2016

DISTANZE

DISTANZE

Quale distanza 
tra la mia bocca e il naso,
tra il mio occhio e l'orecchio!
La bocca non può odorare,
né il naso gustare,
come il sorriso
non può piangere
né la lacrima
sorridere,
né l'occhio udire
o l'orecchio vedere.
Questa distanza è in me,
vive della mia vita
e un giorno 
è distante dall'altro
e mi porta via
e, ogni anno, Gennaio
mendica a Dicembre
la pietà del passaggio.
Di questa schizofrenia
ho riempito
la mia sporta
e la dono a te
chiedendo solo uno sguardo.
Non è mia la colpa
se t'ho amato,
pur con tutta la distanza 
che c'è in me.
Perché io t'ho amato
senza distanza.







venerdì 21 ottobre 2016

PASSIONI




PASSIONI

Chi bussa alla porta delle mie passioni?
Chi vuole entrarvi dentro?
E come,
e quando,
e perché?
Non ascoltano nulla.
Non parlano con i miei amici,
né col mio passato.
Non vogliono sentir ragione.
Onde in tempesta,
annegano il mare.
Io stringo i denti,
mordo le labbra
e grido: "aiuto".
Inutilmente.
Chiusa a chiave è la porta
e la chiave rubata.
Io canto.






SCENA D'AMORE




SCENA D'AMORE
Vorrei vederti,
vorrei parlarti,
vorrei toccarti.
Forse, non so,
vorrei baciarti.
Il tuo alito mi sfiora.
Il bacio si avvicina col tuo viso,
lo sento a me dappresso
profumato.
Mi viene incontro.
Un attimo...
Ecco...
Dopo molti secondi
mi riprendo
stordita per l'incanto.
La tua pressione
sulle mie labbra è ancora.
Sul mio corpo
la paura audace
del tuo tocco
penetrante.
Da selvatiche provenienze
io giungo a te tremante

















NO

No.
Non tutto in me è vivo
Parte è già morto.
-Quel passato che mi ha ucciso
sguazza ancora nell'anima
vigliacco, 
ride e tace-.
Ma parte è vivo.
e s'erge come una forza
incrollabile
innanzi a me.
E viene, gira la testa,
guardando intorno
incuriosito,
mentre attendo mi fa il solletico. 

LA TENDA


LA TENDA

Dietro la tenda
cosa ci sia non so.
Alzo la tenda,
nulla dentro il mio sguardo appare.
E la tenda si sposta
E anch’io mi sposto
E la rialzo.
Ecco ci sono io,
i miei alberi verdi,
coi rami secchi ed intrecciati.
Calore umano
cerco,
nel mio gelo.
E speranza di altro
E desiderio di oltre.
Poi d' un tratto
dietro la tenda
il sole!
Come sia lì
non so!

IL BACIO DEL POETA E' SULLA FRONTE



IL BACIO DEL POETA E' SULLA FRONTE

Il bacio del poeta 
profondamente 
è sulla fronte.
Io non so chi tu sia.
Rapido vola il verso
e su di te si posa.
E' una stretta di mano,
un dirti: amico, vieni,
non importa chi sei,
importa che ci sei.
Guarda dentro di me
con ciò che hai dentro te.
Le dita dell'anima
si intrecciano:
profondità insondabili,
suoni incomunicabili,
vocalità indicibili.
Tutto di me va a te,
senza lasciare me.
Ecco, raggiunge un punto
oltre il quale non osa.
Urge nella parola
un'ignota premura,
una voce dai molti silenzi
incandescenti
e il verso infine scava
le tenebre di argilla
per raccontare a te
quell'azzardo divino
del bacio che sfiora
imprigionandola
la fronte-

giovedì 20 ottobre 2016

UNA PAROLA

UNA PAROLA

Cerco una parola di cui fidarmi,
che non trattenga nulla per sè,
che s'offra tutta a me,
vogliosa d' essere
scritta, pronunciata, comunicata,
gridata, ricordata
amata.

Cerco una parola cui affidarmi,
che mi comprenda
e che mi rappresenti.
Da sguainare
nel giorno della lotta,
e nel riposo invece
da sognare.

Cerco una parola con cui confidarmi,
cui non nascondere nulla,
innocentemente,
scanzonatamente
senza esagerare, certo,
ma anche senza lesinare.

Cerco una parola
che abbia una vita sua,
dolce è terribile
come sempre è la vita
e nasca e muoia dopo essere vissuta.
Dentro quella parola vorrei tenere te!

LA POESIA

LA POESIA

La poesia è una direzione
dello sguardo.
Un pensare al contrario
mentre dormi.
Un avvolgerti di nulla
e profumar di tutto.
Un tenere sospeso
un battito d' ali
e poi attendere,
infinitamente attendere.
Che qualcosa giunga
o che qualcosa sfugga,
che qualcosa nasca
o che qualcosa muoia
che qualcosa
abbia sete e sapore
d'infinito
azzurro

mercoledì 19 ottobre 2016

E' FATTA. GLI HO TORTO IL COLLO

È FATTA, GLI HO TORTO IL COLLO

Ho torto il collo
al mio successo.
Era lì: fresco, estroverso, ficcanaso, invadente,
magni...loquente.
Ma in realtà
non ne voleva saper nulla
di me.
Come un ladro,
mi derubava della mia realtà,
quale che fosse.
Era un successo che voleva solo sè.
Forse ci eravamo incontrati
così, quasi per caso:
per qualche buffa rima
da giullare un po' faceto.
Ora però basta!
Ero diventata un pollo
tra le sue mani.
Ma l' ho capito presto,
come si capiscono le cose serie.
Allora ho approfittato di un momento
che era solo.
Così gli ho torto il collo.
Il Tribunale Supremo della Vita
ha assolto il ladro
e ha condannato il pollo.

lunedì 17 ottobre 2016

LA VIA DEL RITORNO

LA VIA DEL RITORNO


Vorrei imboccare la via del ritorno.
È l'ora.
Troppe parole ho percorso
e troppi venti
hanno percorso me.
La luna non ascolta più
i ricordi.
Sono nati lontano
l'uno dall'altro!
Nemmeno loro si ascoltano.
E si cercano invano.
Tutte le loro immagini
li hanno abbandonati.
Sono ricordi vuoti.
Vagano per la brughiera
in terre di confine
e come lupi affamati
fiutano la mia pelle.

















domenica 16 ottobre 2016

ANTICA E' LA NOTTE


ANTICA E' LA NOTTE


Antica è la notte
della nostra conoscenza
martoriata e infelice.
Del nulla ti nutristi.
Nella mano
anche a me lo porgesti
ed era amaro.
Io però l'accarezzai
esitante.
Ancora attorno a me ti muovi,
cammini, parli, taci,
dormi, sospiri, ridi.
Tu vivi.
Io invece tremo:
sei la paurosa
visione di come
si possa non amarmi!

In cieli non miei
qualcosa accade ancora 


HO GUARDATO DIO

HO GUARDATO DIO

Ho guardato Dio
mentre ti accoglieva,
aveva i miei occhi
e non riusciva a smettere di guardarti.

Ho guardato Dio
mentre ti parlava,
aveva la mia voce
e la teneva sempre bassa, 
quasi un bisbiglio appena percettibile.

Ho guardato Dio
mentre ti ascoltava,
aveva la mia anima per sentire
il tuo lamento
come gli alberi sentono il vento.

Ho guardato Dio
mentre ti porgeva la mano.
Aveva il mio cuore
ma, per tua fortuna,
era diventato un po' più grande.

Poi ho guardato Dio
mentre improvvisamente guardava me,
ci teneva dentro lo stesso sguardo:
era diventato strabico.

sabato 15 ottobre 2016

L'AMANTE IGNOTO

AMORE

Dove sei, dove sei?
Con chi sei?
Come sei?
Mi manchi tanto,
da sempre.
Ma non so
chi sei!

giovedì 13 ottobre 2016

SOLITUDINE

SOLITUDINE 

SOLITUDINE 

Mi sento sola,
chiedo allora al vento
se ha incontrato il re.
Mi ribatte: chiii?
Quello con la corona,
rispondo.
Stupida, che discorsi al vento:
lui le corone non le incontra,
le fa volar via!

Mi sento sola,
chiedo allora alla pioggia
se ha incontrato il presidente e i suoi ministri.
Mi grida scrosciando: certo che no!
Quelli camminano
in macchine blindate
anche per fare un passo. 
E chi li sfiora!

Mi sento sola,
chiedo allora a mio marito
se può tenermi compagnia.
Ha in mano delle carte e
il cellulare.
Mi guarda senza vedermi,
poi telefona al collega
e gli manda i miei saluti.

Resto sola,
e col malditesta
Però ho in tasca un'aspirina

IL FUTURO DEL TEMPO


IL FUTURO DEL TEMPO


Ho visto il tempo che cercava
di riposarsi
su una folgore.
Era solo, era stanco,
gli mancava il respiro.
Aveva anche sonno.
Una nuvola gli faceva da cuscino
e il vento gli cantava la ninna nanna.
Ma non poteva chiudere
nessuno dei suoi mille occhi:
non aveva palpebre.
Il tempo non dorme mai
Il disegnatore della vita
non lo aveva previsto
e l'esperienza lo sa bene.
Allora pose degli interiori di animali
in un'urna di vetro
e andò da un'indovina
a farsi predire il futuro.

LA SCOPERTA DELLA LUNA

LA SCOPERTA DELLA LUNA

Lui è un genio,
anche se non ha i baffoni alla Einstein.
Basta andare nel suo studio
per capirlo: una stanza vasta,
mille piccoli punti di appoggio
sparsi qua e là.
Un' unica grande scrivania:
il pavimento.
È lì che si concentrano
le sue scoperte.
Ci inciampa quotidianamente
più e più volte.
Le calpesta
ma solo
per metterle alla prova,
sotto le ciabatte,
talvolta anche sotto un ciabatta sola,
oppure a piedi nudi o con i calzini.
E così non sono scoperte fresche.
Anzi sono sudate, calpestate
collaudate.
Ecco, ha trovato!
Elettrizzato, invia la
mail circolare.
Tutti devono sapere:
"Seduta sopra un cavolo
una rana
sbirciava tra le nuvole la luna".
E per la luna, grida, è bene che si sappia,
oggi inizia la storia!


martedì 11 ottobre 2016

al posto tuo 2

AL POSTO TUO

Non permisi mai
che alcuno entrasse al posto tuo.
E' vero: tu non c'eri più
ma anche una sola lettera del tuo nome
riempiva ogni secondo in fuga,
ogni invisibile interstizio.
Poi non ci fu più tempo,
non ci fu più spazio.

IN UN ATTIMO .

IN UN ATTIMO

Fu un istante così tragico
che nessuno lo intese come istante.
Lui stesso si staccò subito da sé:
non ci fu senso, né parola.
Nessuno lo vide,
semplicemente ci fu.
Può una folgore durare un attimo,
bruciare
e abbandonare così presto il tempo?
L' attimo si perse ignaro di sè
ma dissolse una storia:
neanche di essa
si ritrovò più nulla.

Il fiume

IL FIUME

Cammino lenta
lungo il fiume.
Anche il fiume scorre lento.
D'un tratto mi fermo.
Anche l'acqua si ferma,
si raccoglie in un punto.
Mi raccolgo in un punto.
Un ricordo a lungo trattenuto
si separa finalmente
da se stesso,
e da me.
Io non gli servo più
e lui non mi riconosce.
È un nome,
il fiume
ha smesso di scriverlo
sull'acqua.









domenica 9 ottobre 2016

CERCO

CERCO

Come fa un giorno
a raggiungerne
un altro?
Come fa una parola
a catturare un significato
e una frase
a stringere le sue parole?
"Io cerco te,
i tuoi occhi, la bocca
i sorrisi, i sospiri"
e non so più da quando
e non so più per quanto.
Ormai, forse,
non significa più nulla.

martedì 4 ottobre 2016

Da me...ad Aleppo

Da me...

Incomprensibile è questo giorno
e quest'ora tragicamente tace.
Incomprensibile è il mistero
del tempo che continua, continua
e scompare.
Non voglio canzoni per me,
non voglio canzoni.
Voce che nessuno ascolta,
io sono,
che il vento trascolora.
Ora la mia tenda è vuota.
Qualcuno l'ha strappata
ed è fuggito...
L'ha lasciata vuota.
E anch'essa adesso tace.
Infinito
è il suo silenzio.

ad Aleppo:
oggi, 4/10/2016
sono state interrotte le trattative di tregua tra Stati Uniti e  Russia per
I bombardamenti su Aleppo.

Incomprensibile è questo giorno
e quest'ora tragicamente tace.
Ancora per poco
e poi più nulla.
Ma altrove tutto è
indifferentemente uguale.
Incomprensibile è il mistero
del tempo che continua
dentro il tuo fumo nero
mentre ogni traccia di te,
Aleppo, scompare.
Non voglio canzoni per te,
non voglio canzoni.
Io sono voce che nessuno ascolta,
che il vento trascolora.
Ora la tua tenda è vuota.
Qualcuno l'ha strappata
ed è fuggito.
L'ha lasciata deserta.
E anch'essa tace.
Il crepitio del fuoco,
ultima speranza,
inutilmente brucia,
in quel silenzio del mondo
che solo un raid aereo
sa abitare.

domenica 2 ottobre 2016

il sole e la montagna

IL SOLE E LA MONTAGNA

E quel giorno
la montagna tramontò
dietro il sole,
Come tante
incrollabili decisioni
dietro la pioggia scrosciante
di un bacio.