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sabato 24 settembre 2016

VITA RUBATA

VITA RUBATA

Come crema di fiele spalmata
sul Non Sto Bene,
ho vissuto una vita non mia.
Di chi fosse, purtroppo, non so.
Lì dietro un muro grigio dell'anima,
una sera d'autunno,
mentre scendeva il buio
l'ho udita singhiozzare disperata:
"Su un tempo non mio ho lasciato parole,
che ne incontrano altre, 
senza un vero autore.
Ho rubato anche il tempo
al fuggire del tempo,
e pensieri e sorrisi e carezze,
persino un amore".
"Da dove sei entrata in me?"
chiedo allora angosciata,
"Molte porte tu hai,
come Gerusalemme,
-mi risponde turbata-,
era aperta quel giorno
la Porta della Speranza.
Era parata a festa.
E la Porta della Gioia si vedeva in lontananza.
Ma si chiusero tutte non appena io vi entrai.
Non si riaprirono, tu lo sai".
Chinai il capo annuendo e le presi le mani:
avevano il colore,
delle mie catene.