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sabato 30 luglio 2016

VITTIMA DI MAFIA (dedicata a Graziella Campagna)

VITTIMA DI MAFIA 
(dedicata a Graziella Campagna)

Io non dovevo sapere
E non sapevo.
Noi non dovevamo sapere
E non sapevamo.
Tu,
nemmeno tu dovevi sapere
...ma tu sapevi:
poco, solo un nome.
Moltissimo quel nome:
Morte.

E non rimasero
tra i riccioli scuri
Che due occhioni
bruni
spalancati nella notte
a guardarti
sorpresi
e
agghiacciati 
morte ladra.





lucia triolo


                            LUCIA TRIOLO



IL DEBITO POETICO*








*M’ hai prestato le tue rime
  ed io le ho accolte.
  Perché mai rifiutare?
  Un debito
  che resta da onorare:
  solo questo é poesia.
  Oh l’orma desueta, la magia 
  del dattilo straniero! 
  A volo ho attraversato
  prati che il mio piede
  non osa calpestare.

venerdì 29 luglio 2016

TACITO TUONO


TACITO TUONO:
"rosa di Nulla, rosa di Nessuno" (P. Celan)

Vecchio Nessuno tace,
Vecchio Nessuno dice:
sboccia la rosa,.
solo una parola
lieve mi sfiora

Ecco tu sei
come tacito tuono.
Il tuo silenzio
esulta già nella mia parola
che libera si espande
nell'aere,
di messaggio densa
e di armonia.

Dalla tua parola
muove il mio silenzio,
recondite intimità crea
incrociando altra parola
e figlio si riconosce
d'altro suono.

Non oltre te va la poesia:
luogo di incontro sei,
tacito tuono,
di silenzio e parola,
della loro
poetica magia

mercoledì 27 luglio 2016

IL CENTRO DELLA NOTTE


IL CENTRO DELLA NOTTE
(dedicato alle vittime della migrazione)

E non sopporto più  
il mio grido
lacerarmi le orecchie
dinnanzi a te fratello,
morto solo perché 
eri vivo.
Ed eri vivo tragicamente, 
senza una ragione d'esser vivo,
solo perché eri nato.
E figli strappati a madri
solo 
perché erano figli,
solo 
perché erano madri.
E gambe a percorrere 
stanche la terra,
che più la calchi più appare lontana.
A trascinarsi
sull'abisso
della mia coscienza.
E la mia coscienza
venir fuori da tutti 
i pori della pelle,
a prendermi a schiaffi
e a gridare:
perdono
al centro della notte.
E il centro della notte
era il tuo corpo
fratello, amico.
E ora quel tuo corpo tace per sempre!
E se a risuscitare
non fosse il corpo
ma il suo dolore?

LUCIA TRIOLO



martedì 26 luglio 2016

IL PUBE DEGLI GNOMI

IL PUBE DEGLI GNOMI

E della vita e della morte
E di Dio e di me.
E di ciò che è
lieve come una piuma
e non si può sollevare,
tanto pesa.
Discorsi strani,
lasciamoli agli gnomi
Il loro pube è glabro
e non odora
nè di vita, nè di morte,
nè di Dio, nè di me.
Ci si può scrivere sopra
con la punta
di una roccia fiorita di spine.
Le ninfe del bosco
andranno a leggere lì
di queste storie
e rideranno o
piangeranno.
O rideranno e piangeranno
insieme.
Io odoro di vita e di morte
e di Dio e di ciò che è lieve
come piuma e
non si può sollevare.
Forse odoro un po'
anche di me.
Ed il mio pube non è glabro.
Non ci si può scrivere sopra.

L’INVIDIA DEL PAPAVERO

L’INVIDIA DEL PAPAVERO 

Mangio ciliegie
adesso
che è estate.
Sanguino il loro succo
dalla bocca,
come finalmente 
stessi stritolando 
carne d'inverno
e ghiaccio.
Noccioli vanno a conficcarsi
tra fredde ferite, quasi 
li attendessero
a suturarne i lembi.
Una seconda volta
mi è data
per fiorire.
Un papavero tardivo
mi invidia laggiù 
nel prato.
Non avrà mai lui,
ciliegie e
una seconda volta.
Mangio ciliegie
adesso
che è estate.

lunedì 25 luglio 2016

L'IMPRONTA



L'IMPRONTA

Parlare di te,
parlare con te,
sentire te.
Da mille provenienze,
da mille rimembranze:
tu.
L' impronta
del tuo cammino
sulla mia ombra
ogni volta che andavo in cerca
del profumo degli angeli.
La mia parola, caparbia,
non voleva lasciarti
e ancora e sempre
col sangue,
a colpi su colpi
mi martellava in gola.
Ma io avevo altro da fare:
dovevo raccattare
con mani di farfalla
le briciole sparse
della mia felicità
e buttarle veloce
oltre quei suoni
senza che tu te ne accorgessi,
Era tutto ciò che mi restava!

sabato 23 luglio 2016

NEI TUOI OCCHI



NEI TUOI OCCHI

Come una finestra spalancata
sul mio pensiero
i tuoi occhi
accompagnano
brillanti
la mia nostalgia
e la mia anima
si tende oltre se stessa
a ritrovarsi ancora.
Lì incontra la fatica
del mio giorno.
Lì scioglie
i lacci
che accalappiano
i respiri
e fanno male all'anima.
Lì la paura della morte
è messa a nudo
e vinta
Nei tuoi occhi riaffiora ancora
come promessa la mia vita

mercoledì 20 luglio 2016

COSI' TU






COSI' TU

Questa stanza,
così piena, così vuota.
Questo letto,
così accanito, così ghiacciato.
Questa tenda,
così coprente, così svelante
Questa porta
così aperta, così chiusa.
E tu
così presente, così assente
così lento, così veloce,
così geniale, così sciocco
così sazio, così affamato,
Così stravolto d'amore.
Così tu

martedì 19 luglio 2016

LA TUA SERA




LA TUA SERA

Quando
scende la tua sera
trafugo
ai pezzi di sole
addormentato
i tuoi ricordi amari:
che non li mostri
mai!
Non li hai firmati,
nessuno ancora sa
che sono tuoi.
Li taglio
alle radici.
Non cresceranno,
non faranno la storia.
Non invecchieranno
il tempo,
né le lacrime.
E io, fingendo,
mostrerò a te un sorriso.







AL POSTO TUO

AL POSTO TUO

Non permisi mai
che alcuno entrasse al posto tuo.
E' vero: tu non c'eri più
ma anche una sola lettera del tuo nome
riempiva ogni secondo in fuga,
ogni invisibile interstizio.
Traboccava di te
il mio ovunque.
Traboccava di te 
il mio qui.
il mio sempre.
E il mio adesso.
Poi 
non ci fu più spazio,
non ci fu più tempo.



VENGO DA ME STESSA


VENGO DA ME STESSA 

Vengo da me stessa,
lontana provincia di spiriti
sconosciuti,
parlanti lingue d'occasione e aliene.
Vengo da me stessa,
un tempo disancorato da ogni
ora
e agganciato sempre all' onda
ignota di un  futuro.
Vengo da me stessa,
sonorità stonate,
atavici disagi
che ascolto
sull'erba stridente di una risata
in gola.
Vengo da me stessa
e graffio
con unghie ancora perdutamente
innamorate
il desiderio e la paura
che avevo degli angeli

LO SGUARDO DEL VILLAGGIO



LO SGUARDO DEL VILLAGGIO

Nel villaggio
dei miei sguardi
i sassi si ricoprono ancora
di carta.
E la carta di foglie,
e le foglie
di polvere.
Su quella carta
sono scritti 
i miei folli nomi
e il tuo
E noi siamo tutti..
Poi viene il vento, 
spazza via ogni cosa,
anche il mio sguardo
e le foglie
e la polvere
e i nomi.
ed il villaggio.
Restano solo
sassi
senza nome 
che più nessuno vede.
E non c'è più nessuno.

IL NOSTRO DESIDERIO

IL NOSTRO DESIDERIO

E al nostro desiderio
chiedemmo di noi
Fu lui
a insegnarci
chi fossimo:
io ero te,
e tu eri me,

L' ABITO DEL TEMPO INUTILE

L' ABITO DEL TEMPO INUTILE

Non così
doveva essere,
non così.
Conta il tempo
che non mi hai dato,
forse ti parlerà di me:
conta gli anni e poi le ore.
Un abito sdrucito
tessono su te
di non-amore,
inutili ore!

Svolazzano
nella tua stanza
polverosa,
fogli bianchi, senza nome
né volto.
Fogli pensati invano
sudano le ore inabitate
e agghiacciano di gelo amaro,
sbattendo su un dolore
completamente
estraneo al tuo sentire.
E tu sorvoli a nuoto,
anche il tuo sguardo
crudamente distratto
e indifferente
al mio pianto.

sabato 16 luglio 2016

GLI OCCHI DEL VENTO

GLI OCCHI DEL VENTO

Tra le crepe
del mio tempo,
che non
gridano
più,
il vento passa ancora.
I suoi
occhi scrutano
angoli accesi
di brace
che lentamente
si spegne.
Tra le mie
mani
ceneri di pietà
bruciate
nell'acceso dolore
e frammenti
d'amore.

giovedì 14 luglio 2016

VOLLI TE




VOLLI TE

Volli te
come si vuole
il mal di testa
per un ospite molesto.
Volli te
come si vuole
il veleno per i topi.
Volli te
come si vuole
la buccia di banana
per lo scippatore.
Volli te
come in graduatoria
si vuol che si ritiri
chi ci sta davanti.
E poi volli te
come si vuole,
dopo la battaglia,
la bandiera garrire
sulla punta
della lancia
Ma tu,
tu volevi solo
essere baciato.
E io
non avrei fatto male
ad una mosca

FUORI DAL TEMPO originale

FUORI DAL TEMPO
Sarà ieri o forse fu domani?
Chissà!
Accompagnami fuori dal tempo,
la mia nella tua mano.
Una danza ci attende
di musiche senza note!
Di respiri è la danza,
mentre nella tua mano
raccogli la mia e la tua speranza.
Polvere d’ore attinge
la mia nella tua mano,
mai trascorse eppure nell’attesa
già dissolte.
Dammi un volto ed un nome,
fuori dal tempo attenderemo insieme,
desiderando noi

L' Anima in bicicletta.

In bicicletta
ho visto correre
l'anima veloce.
Pioveva,
aveva fretta.
Per dove?
Mi ha lasciata sola
a trascinare sulla nube
pensieri liquefatti,
gocciolanti dentro
un' urna di vetro
rotta.
Lì su quella nube
poggia incerta e sconsolata
la mia vita.
Ma, vivaddio,
la mia anima
è fuggita!


IO SO DI TE

IO SO DI TE

Intrecciai i miei discorsi
come tessessi un drappo
nella notte.
Vi danzai dentro
la tua storia
e tu tacevi.
Ti leggevo:
aperta a libro
la tua ferita amara
e gocciolante
nel fuoco.
Ora io so di te:
tu percorrevi
in lungo e in largo
l'anima mia.


mercoledì 13 luglio 2016

FASCINO

FASCINO

Il fascino sublime
dei tuoi occhi:
accarezzi con l'uno
sogni fanciulli e freschi,
a sgretolare
realtà indurite che
solo l'altro
vede.








martedì 12 luglio 2016

L'OCCHIO

L'OCCHIO

Dipinsi
come chi arde dal desiderio
di immagine vivente.
Dipinsi
con i colori
che volevo rubare
alla notte e alle sue frasi.
Ti dipinsi parlante,
in un sonetto
di infuocata rugiada.
Dipinsi un occhio
e, con una lacrima,
da lì mi guardasti
scavare
tra i sassi
della mia anima
in rovina


L' ORO DEI CAPELLI

L' ORO DEI CAPELLI

Nella morte mi specchiai.
Nella  morte.
I capelli tinsi
di un oro rosso porporino
perché lei li vedesse,
e le dita inanellai
col fango della terra
asciutto
per mostrarle
la mano che brandiva
il cuore vivo
e glielo lanciava
contro
urlando
perché si atterrisse.
Ma lei ruppe
lo specchio
in mille pezzi
e di me non rimase
che una ciocca rosso oro
e un dito di fango
accusatore

sabato 9 luglio 2016

DESIDERIO AL PASSATO

DESIDERIO AL PASSATO 

Vorrei!
Vorrei te, vorrei me,
vorrei noi
e qualcos'altro ancora.
Il mio desiderio,
quello infisso nel cuore,
a quale tempo s'è dato?
Lo vedo sempre
sfumare in lontananza
e albeggiare.
Mi fa ciao con la mano
e si congeda,
il suo respiro affogato
tra un sorriso e una lacrima.
Il suo tempo:
futuro passato

ILLUSIONE





ILLUSIONE

Tu che pascoli
i sogni nella notte,
che fai, eterna
illusione?

Andavano
come pecore
a brucare
immagini assetate
e desideri
e tu li governavi:
davi loro da bere
vaghezza profumata.

Ora ghermisci sagome vuote,
rovi bruciacchiati.

Brinda la realtà
con mosto insanguinato;
pilucca l'uva
vendemmiata
nella vigna maledetta
di oscure tentazioni
e infilza sogni,
arrotolati ormai sui riccioli
di una vecchia parrucca
scolorita.

È l'ora questa di me?











ultimi giorni

ULTIMI GIORNI

"Ultimi giorni,
ultimi giorni"
grida forte la voce.
E quel grido
ti fissa.
Poi
piglia a calci
con rabbia e tenerezza
ciò che resta di te
e piange
ultime lacrime.
Non c'è un dopo.

speranza









SPERANZA

E tu arrivasti.
Non mi sorpresi
come chi si sorprende,
Ma mi sorpresi
come chi
non si sorprende:
nulla era cambiato!
Eri piccola, nuda
e allargasti le braccia
per ghermire la volta
dell'universo
che io avevo dissolta.
Ma io d'un balzo
oltrepassai, con un salto,
l'universo e ti acciuffai
speranza.



DUE PAROLE

DUE PAROLE

Ormai non ne avevo quasi più
di parole.
Soltanto una. Forse due.
Non volevo
lasciarmele scappare.
Volevo dedicarle a te
tenere, affettuose,
buone.
E le conservai,
nascondendole
dentro l'armadio
degli sprechi.
Ma tu correvi immobile,
in direzione opposta.
Drammaticamente ancora
tirato, attirato, atterrato
da quella luce
che a me sembrava quasi spenta
dentro il tuo occhio.
Gridai a gran voce
"Ti amooo"
per fermarti,
per riportarti a me,
regalandoti
anche
una carezza.
Nemmeno te ne accorgesti:
parole sprecate!




Ormai non ne avevo quasi più
di parole.
Soltanto una. Forse due.
Non volevo
lasciarmele scappare.
Volevo dedicarle a te
tenere, affettuose,
lente.
E le conservai,
nascondendole
dentro l'armadio
degli sprechi.
Ma tu correvi immobile,
in direzione opposta.
Drammaticamente ancora
tirato, attirato, atterrato
da quella luce
che a me sembrava quasi spenta
dentro il tuo occhio.
Gridai a gran voce
"Ti amooo"
per fermarti,
per riportarti a me,
regalandoti
anche
una carezza.
Nemmeno te ne accorgesti:
parole sprecate!


venerdì 8 luglio 2016

PARLIAMO D'ALTRO

PARLIAMO D'ALTRO

Di fianco a me
c'era un muro alto
di silenzi
ed io
avevo paura
ad attraversarlo.
Non gli chiesi mai
se avrebbe gradito
essere infranto.
Un giorno,
timidamente,
gli proposi:
"parliamo d'altro?"
ma lui non rispose.
Così lo lasciai lì
senza sfiorarlo.
Poi mi cadde
addosso.
La mia stessa voce
adesso
è tra le macerie.

Non c'è un dopo

NON C'E' UN DOPO

"Non c'è un dopo"
lo sa
per questo ha fretta.
Galoppa, galoppa sulla tua pelle,
arruffa i tuoi capelli,
ingarbuglia i tuoi momenti.
L'anima tua lo guarda,
"Non c'è un dopo"
non vorrebbe sorprendere
nessuno.
Per questo avverte.
Ma tu ti giri
e continui
intensa, distratta  e calma
a scavare nell'aria
i tuoi sogni






lunedì 4 luglio 2016

NUDA PER TE


NUDA PER TE

Nuda per te.
Dolce notte.
Cercano le mie parole 
l'anima
conca d'ascolto
e tu 
sempre
l' attiri.

Nuda per te
una volta 
ancora 
al tornar dell'attesa,
aperte le sue finestre
sulla mia pelle calda:
dove sei?

Nuda per te:

è lì che attinsi
il volto
di una ignota 
capacità d'amare
strappando a me stessa
il velo che nascondeva
il cuore.

Nuda per te.

Dolce notte,
sempre
se a spogliarmi 
é amore 


domenica 3 luglio 2016

LA PIUMA D'ORO

LA PIUMA DORO

La piuma d'oro
protesa
oltre sé stessa
mi accarezzava
il cuore
e polvere limacciosa
sollevava.
Lento scorreva
il sangue e calmo
in cerca di ragione
al suo ed al mio vagare.
Prestami leggerezza
per volare
tra le fibre intime
di ogni nostalgia.
Lì dove s'apre il varco
alle mie lacrime
e non si chiude.
Aspetta
non fermarti
e non andare
Cogli il sorriso
della nostalgia,
regalale in pulviscolo il tuo oro
prima che passi il giorno
e venga notte
e le dita della pioggia
attonita
la fissino amara
sul selciato del mio cuore

venerdì 1 luglio 2016

FRONTIERE



FRONTIERE

Sorvegliate quella porta,
la ferita del futuro
sorvegliate!

Sorvegliate
chi entra,
chi esce.

Chi l'attraversa
ci appartiene?
Che vuole da noi?
Da me?

Potrebbe entrare
il dolore,
la paura,
ingombranti ricordi,
il futuro fuggire.

E tu sfogli
un calendario
vuoto,
senza appuntamenti,
bevendo
a sorsate il presente
cha da lì si è affacciato
e mi ha
attraversato,
lasciando
la mia porta
incustodita.

Benvenuto,
sì benvenuto
chi da lì
è passato!



IL MIO TEMPO



IL MIO TEMPO

Il mio tempo mi gironzolava intorno
come al solito.
Un po' annoiato, un po' nevrotico.
Un po' nevrotico per essere sempre annoiato.
Mi cercava,
chiedeva di me
e io, come al solito,
non mi facevo trovare.
Figurarsi, avevo altro da fare
che perdere tempo con lui!




L' OMBRA








L'OMBRA

Mi girai.
La mia ombra
mi seguiva silenziosa,
come sempre
le ombre.
Ma non era intera.
Ne mancava un pezzo.
Cercai quel pezzo,
seguiva te.
Per questo tu correvi
e correvi e correvi.
Eri inseguito
dall'ombra.
Dal pezzo d'ombra di un altro.
Non volevi
farti raggiungere
dal mio pezzo d'ombra.
Avevi paura di essere
l'uomo
di un' ombra
che
non gli apparteneva.