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giovedì 16 giugno 2016

STRANO INCONTRO




STRANO INCONTRO

Era uguale e diversa la strada
per noi due
Per me tracciava cerchi e per te rette,
taceva il senso
dove eravamo ancora
già non eravamo più
Come per caso,
incespicasti in me.
E ti mettesti di traverso.
Non so se fu sgambetto,
ti finii addosso.
Perché?

Avrò nel mio futuro il tuo mistero
le tue mani vuote, il tuo girovagare
affaccendato e un po' retrò?
Ma in fondo,
cosa ne so di noi,
di quel che ci accadrà?

Non occorre risposta,
non importa.
Non sempre l'anima
si dà,
non sempre è pronta.
Se la tua anima non si fa la barba
lasciala pure incolta e un po' beffarda.
Che importa a me?
Che me ne faccio
di un'anima in abito da sera,
attenta a non sgualcirsi
il farfallino?

La mia intimità riguarda
adesso
il tuo sguardo.
E' solo una direzione del pensiero:
dove si volge e dove posa,
trafiggendo silenzi
e squarciando veli ignoti.
E' sapere che ci sei
in una qualunque
profondità di me.