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martedì 19 aprile 2016

L' ALBATRO

Libero,
spezzava il vento
giocando immenso
nel culmine del giorno,
raggiante d'altezza,
assorto nella luce.
Quasi sovrumana creatura
tutto in quel suo candore
s'affisse il sereno
e ne rifulse
e l'universo
parve straboccare
in un punto.
Allora spararono...
Rimase un istante
inchiodato:
un buffo brivido d'ebbrezza
nelle cose
contro il cielo
vuoto
come una smorfia
di vita
in un cadavere