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mercoledì 19 agosto 2015

La felicità


Cosa pensa la gente non mi è chiaro
Credevo volesse essere felice
Cercasse insieme il bene proprio e altrui

Coglievo indicazioni per capire
Da quale parte lo volesse avere:
Il sesso, il portafoglio, la salute
Un lavoro importante,
una coscienza un poco più allertante

Ma poi un bel giorno ho smesso di indagare
Forse non c' era niente da cercare:
Senza meta andavano tutti a zonzo
Allungando le mani ad afferrare ciò che era accanto
Senza badare a chi c'era d'intorno

Cosa pensano gli amici a me più cari per essere felici
Questo credevo di saperlo appieno:
Un'anima pura, una risata bella
Da condividere magari, con l' anima gemella.

Vivido l' occhio e trasparente il cuore
Senza pensare troppo a quel futuro
di cui per quanto sai, mai sei sicuro.

Robin Hood della vita, lievi e dolci
Che vanno in giro, pronti a una carezza
Che mitighi un poco ogni altrui tristezza.

Ma poi un bel giorno ho perso quell'idea
Nei loro occhi la luce era scomparsa
Per lasciar posto a quello sguardo opaco
Proprio di chi va avanti con fatica,
Nel tran tran quotidiano di ogni annata
Avvertendo ogni vera gioia come bandita.

Andiamo adesso a me: io cosa voglio?
Mi è chiaro fino in fondo il mio momento?
Spirito di meraviglia avevo chiesto
A quel mio Dio cui spesso mi rivolgo
In una muta ma rorida preghiera come
Rugiada all' alba e ad ogni sera

Spirito di meraviglia!
Tra di me pensavo: certo, è chiaro,
Per guardare con occhi sempre nuovi
Ciò che ci accade giorno dopo giorno
Ed essere felice di ogni cosa
perché nuova mi appaia, e non penosa

Ma Egli mi ha risposto: che scemenza
Ancora di felicità tu vai cianciando?
Rassegnati con serena coscienza,
La felicità l'ha inventata quel fango di Aristotele
in cerca di docenza!