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domenica 30 agosto 2015

L'essenza del tempo

Vado sempre in cerca
dell'essenza del tempo....
Voglio ancora giocarci a palla prigioniera....

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Quando le tue giornate erano mie
Le mie giornate erano diverse
Quando il tuo tempo apparteneva a me
Anche il mio tempo apparteneva a te

C'era un che d' infinito, di immortale
Nello scorrere continuo di quelle ore
Era un percorso interno, dentro il cuore
A contarne i minuti era l'amore

Non si trattava di una bagatella
Era la storia tutta che era bella
Prendevi il tempo dentro le tue mani
Lo guardavi negli occhi, gli parlavi:

Va da lei ora, gli sussurravi piano
Dille: "mi guardo dentro, vedo che la amo".
Di te faccio una palla, ti lancio oltre barriera
Da lei devi arrivare, farla mia prigioniera

La palla obbediente mi veniva incontro.
Forte e veloce a razzo mi centrava
Per evitare che toccasse terra
Le braccia aprivo mentre lei arrivava

La sollevavo sopra la mia testa
La guardavo sorridente farmi festa
Anche lei mi guardava, mentre mi diceva
Che era lì per me, mandatami da te

E quello sguardo da te proveniente
Il tuo sguardo interno, dolce ed attraente
Mi arrivava tutto sulla pelle,
mi accarezzava, mi diceva: stella.

"Stella di vita dovunque tu sia
Fermati dentro il tempo. Non andare via!"
Io la stritolavo contro il petto mio,
poi la rimandavo a te, godevo a quel rinvio

...prigioniero tu, prigioniera io.....

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L'essenza del tempo
È soltanto il mio tempo
L'essenza del tempo è
Soltanto il tuo tempo
Il "nostro" tempo, quello con cui giocavamo...
Giocavamo sempre a palla prigioniera


sabato 29 agosto 2015

......e seduzione


Si diceva già prima:
dal mattino attenzione.
Della trappola/vita non sei certo padrone!
Stai guardingo, rifletti sulle cose da fare
Per evitar che dopo tu ti debba pentire

E alla fine, alla sera quando rientri a casa
Stanco morto a cercare
solo di sonnecchiare
Ti sovviene il pensiero di qualcosa che hai fatto,
Ti batti i pugni in testa,
ti daresti del matto.

Ma per quanto tu pianga
sopra il latte versato
Il problema rimane: sai infatti che indietro
non puoi più ritornare

Questo in genere accade a chi vive nel mondo
Ma in fondo c' è un senso che va più nel profondo:
Se la vita è una trappola per chi vi sta dentro
Basta che appaia d' improvviso
come un soffio di vento
Per cambiare sapore alla trappola amara:

Un amore, un affetto che ancora ti guidi
Fa intravedere la luce e questa ti conduce
Oltre il buio della notte, in un altro orizzonte
Dove l' acqua che scorre è fresca, è di fonte:

Per un animo amante, la vita non è
Che ... seduzione incessante!

Vedi : la trappola







venerdì 28 agosto 2015

trappola ....

Una trappola serve per prendere uccelli
Non quelli metaforici, quelli veri, quelli belli
Una trappola metti per acchiappare ratti
Quando non basta più tenere in casa gatti

Una trappola adoperi per acciuffare la gente
Promettendo qualcosa per non darle poi niente
La rivesti in tal modo da fare entrare chi vuoi
Poi si chiude di scatto e ... i problemi sono suoi!

La ragione è una trappola per catturare Dio
La parola una trappola per piacere al mio Io
La bellezza è un gioco che svia e che cattura
Ma per molti non è poi una grande iattura

Ma perché sto a parlare qui di trappole amare?
Perché penso ad esse e mi lascio angosciare?
Forse perché la vita oggigiorno ti appare
La più grande trappola che tu debba sventare.
......

Vedi anche:
....e seduzione






giovedì 27 agosto 2015

Gli strati

Che l' uomo sia fatto a strati
Questo lo sapevamo
Ma quanti strati siano
Questo non lo sappiamo

Il primo, a tutti noto,
È il più superficiale
È quello del tuo viso
Quello solo umorale

Su di esso leggi spesso
quello che ti è accaduto
Se hai vinto un terno a lotto
Oppure se sei fottuto

Chi giudica all'esterno
Ti guarda e poi commenta
Quel tipo è un...indiscreto
Basta guardarlo in faccia
Per carpirne il segreto


Vi è poi un secondo strato
Tutto da rivelare
Si tratta dei tuoi sogni
Oppure del tuo parlare

Lì si condensa spesso
Tutto quanto è accaduto
Quando eri molto piccolo
E tu non lo hai voluto.

Qualcosa là si è rotto
E Freud ne va ghiotto:
il padre, poi la madre..
tutti quei personaggi
Cui addossare la colpa
Di quel disagio strano
Che con noi ci portiamo


Un terzo strato? Forse!
La sfera del sentire profondo innamorato
Che come un sogno appare
Anche se non sei addormentato

Per quella tu ti batti
con tutte le tue forze
Nell' arena del mondo
Ti spendi a tutto tondo.
Niente ti può fermare
Se la vuoi realizzare

Sogni ma ad occhi aperti:
Sogni così ridenti
Che questa volta Freud si romperebbe i denti


Vi sono degli altri strati?
Ormai ne ho perso il conto
Spesso ce li inventiamo
Per proteggere dagli altri
Il nostro io profondo.
Ma ... c'è quest'io profondo?



Da ultimo a dar conto del piano orizzontale
C'è uno strato ulteriore, diremo, verticale
Questo attraversa tutti, tenendoli in contatto,
Legandoli l'un l'altro quasi come in un patto

A questo tu ti affidi se l' uomo vuoi capire
Se il suo io, quello proprio cerchi di riscoprire
Se tenti piano piano di far venire a galla
Tutto quanto di vero non lo rende una balla

Lì solo puoi afferrarne l' intima condizione
Senza che sia il momento della sua estrema unzione
Gustare la bellezza di quella ciliegina
Che è posta sulla torta fino dalla mattina

Se cogli quello strato in modo non banale
Comprendi che l'Eterno possa farsi mortale

Che il gioco sia in tal guisa
Vale certo per il maschile.
Ma vale, mi domando, anche per il femminile?
Oppure per noi donne il meccanismo è il cuore
E può vederlo solo la lente dell'amore?

mercoledì 26 agosto 2015

Noi


NOI

Sono sola
La notte è addormentata ora,
forse,
ma io non sono sola
la notte sta parlando col mio corpo
ma il mio corpo non è con la notte.
Il mio corpo
sta cercando...
il tuo corpo

E io penso...
Cosa? Perché?
Sto pensando a te,
al tuo corpo,
che è con me,
su di me,
in me
Per sempre nella notte,
nella nostra notte.
Mi aggrappo tutta a te
E il mio fuoco è un sogno
con te,
un dolce sogno.
E il mio sogno
è il tuo sogno,  
il nostro sogno.
Io spero per sempre,

io e te siamo "Noi"







Vedi anche: "We"

lunedì 24 agosto 2015

We



> > I'm alone
> > The night is sleeping now, perhaps
> > But I'm not alone
> > The night is talking with my body.
> > But my body isn't with the night 
> > My body is looking for...
> > It is looking for your body 
> > And I'm thinking....
> > What? Why? 
> > I'm thinking of you, your body
> > That is by me, over me, in to me 
> > For ever in the night, in our night.
> > I'm draped all over you 
> > And my fire is a dream with you, a sweet dream
> > And my dream is your dream, is our dream, 
> > I hope, for ever, you and me are "we"


Vedi anche: "Noi"

domenica 23 agosto 2015

L'attesa carezza

Quanto dura un incontro?
Un'ora, un giorno, un anno, una vita?
Quanto dura un guardarsi negli occhi?
Una carezza accennata
Sollevando una mano
E poi rimandata?

Quanto dura un incontro non so
La carezza non data,
La voglia di averla,
La voglia di darla
In fondo misura
La lunghezza della sua durata

Il passare dei giorni, dei mesi, degli anni
La gioia o il dolore di tutte le ore
Ci sfiora soltanto se guardi la mano
In atto di amare e poi rimandare
A data diversa l'attesa carezza

La fine ci colga nell' attimo in cui,
Anziani oramai
La mano si chini in atto d'amore
Con quella carezza ancora non data
A chiudere gli occhi al mortale vedere

Facendo da ponte
Sicuro, aspettato, a ben altro incontro
Per nulla scontato
Ma ancora una volta già pronto per dare
L' attesa carezza in un' eterna ebbrezza.

Vedi anche: L'incontro



sabato 22 agosto 2015

L'incontro


Ti ho cercato, ti sei lasciato cercare
Ti ho trovato, ti sei lasciato trovare

Verro' stasera a guardare nei tuoi occhi
Ad intercettare la tua anima, a sentire i suoi rintocchi
Non voltarti, non scappare, non sottrarti al mio sguardo
Non vuole indagare, vuol soltanto carezzare.

Lievemente con pudore fare emergere e  lenire
quelle rughe che da tempo son scavate sul tuo cuore

Io non so se posso osare di penetrarti l'anima.
Ti conosco troppo poco per forzare le sue parole.
Quelle vere, quelle forti, quelle che danno gioia
quelle che gridano  dolore.

Ma un'attesa nel tuo sguardo mi interpella nel profondo
e mi invita con chiarezza: non temere, vai piu' a fondo


Mi hai cercata, mi sono lasciata cercare
Mi hai trovata, mi sono lasciata trovare.

Verrai stasera a guardare nei miei occhi
Ad intercettare la mia anima a sentire i suoi rintocchi
per cogliervi il non detto sempre ricacciato dentro
Per capir fino a che punto dei suoi segreti puoi esser degno

Mi conosci troppo poco per saper se nel mio viso,
nonostante l'apparenza, c'è davvero un bel sorriso
Ma all' affetto del tuo sguardo certamente porgero'
La mia bramosia di vivere, con la gioia che piu' non ho

Tieni stretta la mia mano tra le tue calde e vibranti
Questa stretta, tu lo sai parlerà a me, mi dirà di te
Parlerà a te, ti dirà di me

Vengo stasera per incontrare te
Vieni stasera per incontrare me

Vedi anche: L'attesa carezza









In

giovedì 20 agosto 2015

Anima amante



Voglio fare qualcosa di bello, di grande
Da quando lo voglio?
Da sempre?
No. Da quando sei entrato in me, nella mia vita!

Voglio fare qualcosa di bello, di grande.
Per chi? Per gli altri?
No. Solo per me, forse anche per te.
No. solo per te, forse anche per me

Voglio fare qualcosa di bello, di grande
Apparirti in sogno ogni notte
Oppure soltanto talvolta
Che tu te ne accorga o che invece ti sfugga che importa?

Voglio fare qualcosa di bello, di grande
Che non lasci traccia.Oppure che tutti conoscano!
Ma cosa? Non so! Oppure lo so!
Forse soltanto una cosa: amarti!

Si amare te: sempre, dovunque. Nell'inferno e in paradiso,
Nel deserto e tra la folla, in tutti e in nessuno,
In te e negli altri, in me ed in qualcuno
Non avrei dovuto? O invece si?

Si amare...te!
Ecco la cosa bella, la cosa grande!
Ma non l'ho fatta io, l'hai fatta tu!
Si, sei stato tu!
Hai fatto di me uno spirito amante
Un' anima amante







II Sognatore

Ho piantato le mie tende ai confini del tempo
Dove la storia si sfilaccia
e svanisce anche il senso

Dove la Tua eterna Memoria
tutti i ricordi umani custodisce.
Dove ancora sorprende quella strana avventura
che, da nostra soltanto, hai voluto per Te

Le ho piantate in piena notte
senza fare alcun rumore.
E' da qui che d'ora in poi
guarderò pulsare il Tuo ardore

Le ho piantate saldamente,
con fatica, con sudore
per guardare oltre i confini
per gustare il Tuo sapore.

Da qui posso vederTi silenziosa,
inavvertita,
cogliere i Tuoi sospiri,
vivere la Tua vita
Cercare di capire
tutto quanto sta accadendo
Del Tuo darTi sempre agli altri
anche a chi non sembra degno.

Amar tutti, Tu comandi,
rimanere nel Tuo Amore, non però
col metro nostro ma
con quello del Tuo Cuore

Proprio lì, se guardo bene,
Tu mi appari un Sognatore,
cerchi sempre di appagare
la Tua bramosia, il Tuo ardore.

Ladri, adulteri, assassini,
poveracci senza nome,
Tu raccatti per la strada
della Tua avventura umana
ogni sorta derelitta
ogni storia che sia grama.

Non Ti stanchi di forzare
ogni nostra resistenza
col Tuo Sangue ancora caldo
sulla nostra indifferenza.

E così, senza saperlo,
dai confini di ogni tempo
della storia sfilacciata,
io mi trovo proiettata,
come per la forza impetuosa
di un Vento
dentro un centro popolato
da chi attiri con passione,
col Tuo sguardo innamorato.

La Tua mano ora mi tendi,
col Tuo gesto di accoglienza
perché faccia del Tuo sogno
il fulcro della mia esistenza.

Mi fai uscire dalla tenda
che ho piantato silenziosa,
speranzosa di sfuggire
al Tuo sogno così pazzo

e mi dici dolcemente:
vieni fuori amica mia,
nella tenda non fai un ....






mercoledì 19 agosto 2015

Amore e Psiche

AMORE E PSICHE

Psiche cercava Amore 
Nei campi, su per le montagne, 
nei dirupi, nelle onde del mare.
Nell' aria fredda e pungente 
della solitudine del suo mattino.
Trovava solo se stessa 
nell'atto di cercarlo. 
E non si piaceva...,
ma non smise di cercare. 

Di te non so più nulla. 
Ti cerco, non ti trovo. 
Ti chiamo, non rispondi. 
So solo dei tuoi silenzi. 
Profondi. 
Mi ci butti dentro inesorabilmente 
ed io affondo, 
mi perdo e mi sperdo in essi.  
Non mi ritrovo più. 
Non ti ritrovo più. 
Dove sei? Che fai? Con chi sei? 
Mi pensi ancora? Mi desideri?

Tutto sembra già attraversato, 
dissolto come non fosse mai stato! 
Sembra appartenere ad un passato da dimenticare.
Già forse dimenticato.
Se non fosse... 
per i tuoi silenzi...
parlanti. 
Per l'urlo drammatico, accorato dei tuoi silenzi: 
non sono libero, appartengo ad un'altra!

Psiche non si piaceva,
ma non smise di cercare. 
Non poteva rinunciare a lui. 
Non si rinuncia ad Amore








La felicità


Cosa pensa la gente non mi è chiaro
Credevo volesse essere felice
Cercasse insieme il bene proprio e altrui

Coglievo indicazioni per capire
Da quale parte lo volesse avere:
Il sesso, il portafoglio, la salute
Un lavoro importante,
una coscienza un poco più allertante

Ma poi un bel giorno ho smesso di indagare
Forse non c' era niente da cercare:
Senza meta andavano tutti a zonzo
Allungando le mani ad afferrare ciò che era accanto
Senza badare a chi c'era d'intorno

Cosa pensano gli amici a me più cari per essere felici
Questo credevo di saperlo appieno:
Un'anima pura, una risata bella
Da condividere magari, con l' anima gemella.

Vivido l' occhio e trasparente il cuore
Senza pensare troppo a quel futuro
di cui per quanto sai, mai sei sicuro.

Robin Hood della vita, lievi e dolci
Che vanno in giro, pronti a una carezza
Che mitighi un poco ogni altrui tristezza.

Ma poi un bel giorno ho perso quell'idea
Nei loro occhi la luce era scomparsa
Per lasciar posto a quello sguardo opaco
Proprio di chi va avanti con fatica,
Nel tran tran quotidiano di ogni annata
Avvertendo ogni vera gioia come bandita.

Andiamo adesso a me: io cosa voglio?
Mi è chiaro fino in fondo il mio momento?
Spirito di meraviglia avevo chiesto
A quel mio Dio cui spesso mi rivolgo
In una muta ma rorida preghiera come
Rugiada all' alba e ad ogni sera

Spirito di meraviglia!
Tra di me pensavo: certo, è chiaro,
Per guardare con occhi sempre nuovi
Ciò che ci accade giorno dopo giorno
Ed essere felice di ogni cosa
perché nuova mi appaia, e non penosa

Ma Egli mi ha risposto: che scemenza
Ancora di felicità tu vai cianciando?
Rassegnati con serena coscienza,
La felicità l'ha inventata quel fango di Aristotele
in cerca di docenza!

martedì 18 agosto 2015

Il tuo pensiero





IL TUO PENSIERO

ll tuo pensiero mi perseguita
inquietante.
Si insinua furtivo nella mente,
nel cuore,
nella pelle.
Si guarda attorno gioioso,
amante
talvolta anche doloroso.

Ricorda: un tocco, una carezza,
un bacio, uno sguardo
Quali? Quelli del desiderio.
Quelli che non ci siamo ancora dati.
Quelli che mai forse ci daremo.
Ma che ci appartengono,
che già ci sono appartenuti. 
Che abbiamo tanto 
e ancora tanto amati!

L'immagine, prepotente,

avvinghiante, di te eretto per me:
"Farò in modo di star dentro di te
per sempre"
ripete eternamente
in un bisbiglio,
nella sua silenziosa, 
eloquente, parola.

Mi cerca, ti cerca.
Lo caccio, lo schiaccio.
Non mi abbandona,
ritorna perseverante,
testardo, assurdo,
cocciuto, ignorante.
Non vuol saperne di lasciarmi.
Non vuol saperne di lasciarti.

Mi fa trasalire d' improvviso.
Quando meno me lo aspetto.
Impavido mi affronta!
Mi riporta a te.
Mi costringe a sé!
Come un ladro che ruba i sospiri,
battiti del cuore, 
che ruba l'anima.
E così mi lascia ogni giorno, 
ogni volta di sasso: 
sono io a pensare a te 
o tu a pensare a me?






A mio padre

                                                             



Una volta ti amavo.
Cosa amavo di te?
Non so: le tue prese di distanza,
i tuoi silenzi,
il tuo gettare indietro la testa
in una risata ironica.
Il tuo guardarmi
come se fossi nulla.
Il tuo trapassarmi
con lo sguardo
Tutto ciò che mi faceva male.
Tutto ciò che odiavo,
ciò che mi feriva a sangue,
che mi faceva piangere
di amarezza.
Rimpiangere
una tenerezza.
Oggi non ha più importanza.
Sei passato anche tu,
come tutte le cose.
È passato il mio odio.
E passato il furore.
È rimasto un ricordo?
No!
Qualcosa in più!
È rimasto il tuo amore





IL GIOCO


IL GIOCO
In quel bel gioco
lei non ha nulla
che non siano rime.
Chiedeva la sua voce, 
la implorava.
Anzi la pretendeva,
passionale,
irrompente
come un torrente

Lui non la molla
e rilancia nel gioco:
"Dimmi la cosa piu romantica
che hai fatto nella vita
e quella più estrema e sexy
che ti sia riuscita.

Subito lei risponde:

"muovo dalla seconda.
Ho adottato la mail della mia nonna:
"desideriodidonna@libera.com".
Salgo adesso alla prima:
un viaggio in quel desiderio,
nel mio cuore assai serio.

Lui che ancora chiede

senza dare,
come un giudice,
resta ad ascoltare lei 
che tutto il suo sangue fa vibrare.

In attesa che ceda oltre collina,

superando conformismi di maniera.
Senza veli mostrandosi la sera

Come in un circo girano felici

con quel gioco
vanno in giro in bici.
È la bici del desiderio,
già inventata,
e anche da loro adesso
collaudata.







L' amante

                   


Forse sono stata il tuo errore
Non è bello, sai, sentirsi l'errore di qualcuno

Forse sono stata il tuo peccato
Non è bello sai sentirsi il peccato di qualcuno

Forse sono stata il tuo veleno
Non è bello sai sentirsi il veleno di qualcuno

Io sono stata il tuo Amore
E' bello sai sentirsi l'Amore di qualcuno





S

lunedì 17 agosto 2015

Rêve d'amour

REVE D'AMOUR
Il sonno mi invadeva,
dolce, deciso.
Un torpore infinito,
senza nome,
L'attesa era finita,
era arrivato.
Ma sul più bello
se ne era anche andato.

Avrei voluto graffiarne
l'ombra,
fermarne la presenza,
afferrarne la forma.
Lasciar che mi dicesse:
"sto aspettando.
Son venuto per te,
ti manco tanto.


Piccina non volevi che venissi?
Che fermassi sul tuo seno
il mio vagare?
Ora sono qui,
fermo ad aspettare
che tu mi appaia.
Lasciati trovare!
Che ti accarezzi,
che colga il tuo sapore.
Trasformati per me in audace fiore

La tua veste cadrà
tra le mie mani.
Il mio desiderio
non attende domani.
Imperioso viola il tuo segreto
per farti mia adesso
sul sagrato di quella chiesa
che si intravede in fondo
e fa pensare anche
ad un altro mondo".

Questo attendevo
dalla sua presenza.
Ed invece fuggiva come un ladro
Lasciando dietro sè
la mia speranza
i miei seni scoperti
senza riluttanza.

Era andato già via.
Era scomparso.
Oltre quella collina
s' era nascosto.
A nulla il mio desiderio
era valso.
Traccia di lui
era solo nel mio sogno.

Il sonno mi invadeva
dolce deciso,
un torpore infinito,
senza nome
Baci rubati senza una presenza,
lasciati all' ombra
di un'evanescenza.

Ancora una volta
stavo li a guardare,
ad attendere il reale suo arrivare,
la sua presenza al mio fianco,
per dirgli: resta!
Del tuo sapore non mi stanco!












Ai Margini

AI MARGINI
                    
Ai margini del mio corpo
io ti trovavo amante,
vibrante di emozione,
di bramosia accecante.
Con le labbra incidevi
la mia carne assetata
di qualcosa che ancora
non mi avevi mai data

Guardavo le tue dita
passarmi sulla pelle,
dissolventi distanze,
ascoltanti silenzi.

Quella musica in fondo
arrivava lontana,
ma quando ci colpiva
il momento segnava
di un ardore così intenso
da non farci capire
che alla fine del brano
era dolce dormire

Ai margini del mio corpo
trovavo il tuo ricordo:
le passate vicende,
le richieste più urgenti,
le mie paure assurde,
le mie fughe angosciate.
E alla fine,
la resa alla tua pressione interna,
la vittoria segnata
dalle mie cedevolezze,
la messa al bando di residue amarezze

Ai margini del mio corpo
c'era il tuo sguardo chiaro,
mi riflettevo in esso,
bruciavo di sorpresa.
Se tu abbassavi gli occhi
pieni di ardore intenso,
su un abisso di amore
ero come sospesa.
Dondolavi il mio corpo,
dondolavi il mio cuore,
le mie forme procaci
sommergeva il tuo amore

Ai margini del mio corpo
c'era il tuo desiderio.
Un brivido passava
dissolto nell'unione.
Ai margini del mio corpo
c'era la tua passione.

Ai margini del tuo corpo
adesso ci sono io,
sdraiata accanto a te a viver la tua vita,
a parlarti di me.
L'anima mi hai scolpita!






COME È FATTO UN UOMO

COME E' FATTO UN UOMO


Vuoi sapere quante volte ho pianto dietro una porta
Vuoi sapere quante volte mi son sentito in mezzo al mondo "solo"?
Quante volte ho sorriso a qualcuno
e il mio sorriso non é arrivato a segno?

Vuoi sapere quante volte ho invidiato il...nulla?
Quante volte i crampi mi hanno preso allo stomaco per la paura?
Vuoi sapere quante volte ho messo in moto e ...
non sapevo dove andare

Vuoi sapere quante volte sono lì a scrivere, a capire,
ad attendere che qualcosa mi raggiunga.
Voglioso di momenti senza pensare, momenti passionali,
dove ad esporsi è l' anima e il resto sta a guardare?

Vuoi sapere quante volte ho invocato Dio
con forti grida e lacrime e Lui non ha risposto?
Vuoi sapere quante volte il mio cervello si tormentava nell'attesa

il mio sangue fremeva di desiderio,
I miei muscoli ridevano nella speranza, 
Il mio Lui si ergeva nella presenza?

Vuoi sapere com'è fatto un uomo?
Perché é così certo che avrà quel che ha chiesto all'universo?
Ecco...io non lo so!!!
Ma se avessi il tuo numero, ti telefonerei







IN RIVA AL PASSIRIO






Spazzano i miei ricordi
le fragoreggianti schiume
delle candide rapide
e io appaiono nuova
nel nulla della mia memoria.

Stroncano le mie parole
i brulicanti versi del fiume
E mi restituiscono muta
all' eterno silenzio

Smetto finalmente di giocare
col mio assurdo passato,
il suo vuoto appannato appena
dalla mia ombra vagante.

Né mi è di conforto il trastullarmi idiota
con un futuro troppo in fretta inventato

Cerco il mio presente
che sfugge infastidito la mia mente
e non trovo ancora  nulla
che non sia evanescente

Vorrei urlare forte
il mio esserci qui e ora
Ma il fiume scorre forte
e mi dice:" non ancora!"

"Allora quando?" Chiedo infine assai turbata
Ma l' acqua mi risponde: "datti infine una calmata!"


BALLATA DEL VENTO E DI NICARELLA



Non avevo volto.
non avevo voce.
non avevo nome,
in quel giardino.
Nemmeno altrove.
Nessuno mi trovava. 
Senza volto, senza voce, senza nome io non c'ero.  
Attendevo qualcuno? 
Non so. 
Ma non aveva importanza: non c’ero!

Venne vento impetuoso. Mi intercettò. 
Mi bloccò sulla soglia di quei “non".
Un turbinio di raffiche scompigliò i capelli, 
tirò con violenza, 
li attorcigliò tra i rami spogli degli alberi, 
li avvinse alla loro nudità, 
al loro eterno invernale tormento.

Le mani si alzarono per afferrare i rami, 
e far del loro dolore i miei capelli. 
Li strinsi per catturare il vento. 
Per star con lui in ogni momento. 
Per sentire folate accarezzarmi il volto, 
rubarmi l'anima, sfiorarmi tutto il corpo, 
coprirmi di pena e insieme godimento.

Il turbinio mi avvolse, gradiva quello scambio, 
ne era affascinato: “Chi sei che sfidi il Vento, 
e vuoi afferrarne il soffio per farne un ornamento? 
Non sai che non mi fermo, afferro e passo oltre. 
Travolgo, uccido, abbatto. Fuggo in ogni momento. 
Contro ogni mio volere urlo e distruggo tutto. 
Contemplo sempre un lutto”.

“No, no! Tu mi proteggi, mi avvolgi, mi ricopri. 
Mi dai il tuo desiderio, il bisogno che hai di me. 
Nulla potrà colpirmi finché mi cullerò nel Vento. 
Ti porgo le mie mani. Prendile per favore, 
tienile strette strette. 
Chi potrà mai obbligarmi a scioglierle da te?”

Il Vento si calmò ma non scomparve. 
Le mani mi afferrò con dolcezza, 
le baciò con tenerezza. 
“Lasciale non riprenderle, -mi domandò implorante-. 
Dove le hai poste le lascerò ogni istante, 
per far di me il tuo amante”

Intanto a sua insaputa, 
in una piega ignota del mio essere donna 
stava nascendo un fiore, un bocciolo d'amore. 
Qual seme era caduto sul mio seno fecondo 
trascinato da un soffio sfuggitogli dal grembo?

D'un tratto ebbi paura. 
Tutta ora in me fremeva la mia impetuosa offerta.
Timore e desiderio, angoscia e voluttà 
m'eran compagne insieme, nell'atto di donar. 

La fretta sua cresceva, voleva e poi temeva, 
temeva e poi voleva
Un dubbio lo stremava: 
“Se scivolo con te, che ne sarà di me?”

Tentai di scomparire, di dissolvermi nel nulla, 
ma il fiore profumato svelò la mia presenza, 
facendo di me il centro di ogni sua esigenza. 
Si ero lì con lui. 
L' attesa era finita. 
In qualche arcano modo il fior m' aveva tradita. 
M’ aveva dato un luogo, un volto trepidante. 
Sola aspettavo e attonita che mi accettasse amante. 
Un nome ora attendevo più che l'aurora il sole: 
che il Vento desse nome a chi aveva in cuore.

E il Vento mi trovò accucciata 
tra l' erba del giardino. 
Assaporò il profumo del fior 
che intanto era cresciuto. 
Intercettò il mio battito, lo avvolse nel mantello. 
"Che temi cucciolina, dolcezza tutta bella -mi sussurro tra i palpiti-: 
sei la mia Nicarella… 
Ti invito ad un banchetto di cibi succulenti. 
Li mangeremo insieme. 
Poi diverremo amanti”.

Così tutto d'un tratto cercò il mio corpo: 
le sue forme avvinse. 
S'insinuò tra di esse ardito, provocando…
Voleva me, mi disse, sopra ogni cosa al mondo. 
“Ti lancio la mia sfida, coglila se hai coraggio”, 
il sole si spegneva nel suo ultimo raggio. 
"Se io t' affascinassi", continuò lui testardo, 
"saresti tu disposta a farti amare amando?"

Proposi trepidante: "Parliamo insieme a lungo, 
sveliamoci l'un l'altro, mentre ceniamo uniti, 
da amici e confidenti, evitando ogni sguardo. 
Non aver fretta -aggiunsi- non volermi già amante. 
Nicarella io sono solo da qualche istante. 
La sfida che mi lanci io la conosco bene: 
il fascino tuo mi mostri per entrarmi nelle vene. 
Vuoi rubarmi sospiri, sequestrarmi sorrisi, 
prendermi vuota anche dei miei pensieri”.

“Lasciami fare -disse-, guardami non scappare, 
in quei tuoi occhiuzzi intensi io voglio sprofondare. 
Non credo (non lo spero) che vorremo parlare. 
Addirittura penso, non vorremo cenare.  
Lascia che io sogni un attimo di essere un bell'uomo; 
allora si, ti lasceresti amare”.

Quando una donna avverte il suo essere donna, 
un brivido l'assale di fronte a questo evento. 
Specie se a carezzarla è il soffiare del Vento. 
Sentivo sulla pelle il suo sfiorarmi ovunque 
con tocco lieve, fresco pieno di sentimento. 
E là dove toccava, andava sempre a fondo. 
Io giubilavo in estasi avvolta in quel mantello. 
Tutta mi ricopriva, tutto con lui era bello.

Ma d'improvviso apparve un altro personaggio. 
Tempesta si annunciava anche se era di Maggio. 
Un turbinio di raffiche mi scompiglio i capelli. 
Ne fece nodi assurdi, li rese dei brandelli. 
E quel terrore sordo che avevo dall'inizio 
riprese ad incalzare. 

Cercavo di riprendere quel che mi aveva tolto 
ma più forte di me lui mi oscurava il volto. 
Soffriva, lo vedevo, soffiava e non voleva. 
Ed io testarda e amante mi avvinsi a lui tremante: 
“non voglio, non ti lascio. 
Ora che stai soffrendo, con te voglio restare 
per asciugare lacrime amare”.

Mi sciolse dal suo abbraccio. 
Mi gettò in un angolo all'addiaccio. 
“Non posso -gridò forte-. Ormai debbo fuggire. 
Sai bene che se attendo, ti travolgo perché io sono il Vento!! 
E' tardi dolce amica. Non c’è pace per me. 
Addio mia Nicarella. 
E quando ripassando tu mi intercetterai 
se guardi nei miei occhi i tuoi vi scorgerai!”

“No Vento, sbagli -cocciutamente aggiunsi-. 
Nei tuoi occhi vedrò, quando guarderò, 
tutta la sofferenza che trascini, 
tutte le ferite che con la voce gridi. 
Tutto quel gran dolore che ti soffoca e uccide. 
Una ghirlanda ne farò profumata e bella, 
per farne offerta in cielo ad una stella. 
La più brillante per il tuo cuore amante. 
E a quella stella che parla al tuo furore, 
semplicemente dirò:
sono io, Nicarella




































Io non avevo volto.
Io non avevo voce.
Io non avevo nome.
In quel giardino.
Nemmeno altrove.
Nessuno mi trovava. Senza volto, senza voce, senza nome io non c'ero.  Attendevo qualcuno? Non so. Ma non aveva importanza: io non c’ero!

Venne un vento impetuoso. Mi intercettò imperioso. Mi bloccò sulla soglia dei miei “non".
Un turbinio di raffiche mi scompigliò i capelli, li tirò con violenza, li attorcigliò tra i rami spogli degli alberi, li avvinse alla loro nudità, al loro eterno invernale tormento.
Le mie mani si alzarono per afferrare quei rami, per far del loro dolore i miei capelli. Mi strinsi ad essi: ai rami, ai miei capelli, per catturare il vento. Per star con lui in ogni momento. Per sentire le sue folate accarezzarmi il volto, rubarmi l'anima, sfiorarmi il seno e il corpo, coprirmi della sua pena e godimento.

Il turbinio mi avvolse, gradiva quello scambio, ne era affascinato: “Chi sei tu che sfidi il Vento, che vuoi afferrarne il soffio per farne un tuo ornamento? Non sai che non mi fermo che afferro e passo oltre. Travolgo, uccido, e abbatto. Che fuggo ogni momento? Contro ogni mio volere urlo e distruggo tutto. Contemplo sempre un lutto”.

“No, no! Tu mi proteggi, mi avvolgi, mi ricopri. Mi dai il tuo desiderio, il bisogno che hai di me. Nulla potrà colpirmi finché sono nel Vento, finché io sono in te. Ti porgo le mie mani. Prendile per favore, tienile strette strette. Chi potrà mai obbligarmi a scioglierle da te?”

Il Vento si calmò ma non scomparve. Le mani mi afferrò, le tenne con dolcezza, le baciò con tenerezza. “Lasciale non riprenderle, -mi domandò implorante-. Là dove tu le hai poste le lascerò ogni istante: sul cuore le terrò, per far di me il tuo amante: Ti amo con ardore perché tu sei l' Amore!”

D'un tratto ebbi paura. Tutta ora in me fremeva la mia impetuosa offerta.Timore e desiderio, angoscia e voluttà m'eran compagne insieme, nell'atto di donar. La fretta sua cresceva, voleva e poi temeva, temeva e poi voleva...Fatica denunciava, l' attesa lo stremava. Non posso, mi spiegò. Se scivolo con te, che cosa ne sarà di me?”

Ma intanto a sua insaputa, in una piega ignota del mio essere donna stava nascendo un fiore, un bocciolo d'amore. Un seme era caduto sul mio seno fecondo trascinato da un soffio sfuggito dal suo grembo.

Tentai di scomparire, di dissolvermi nel nulla, ma il fiore profumato svelò la mia presenza, facendo di me il centro di ogni sua esigenza. Si ero lì con lui. L' attesa era finita. In qualche arcano modo il fior m' aveva tradita. M' aveva dato un luogo, un volto trepidante. Sola aspettavo e attonita che mi trovasse amante. Un nome ora attendevo più che l'aurora il sole. Che il Vento desse un nome a me che aveva in cuore.

E il Vento mi trovò accucciata tra l' erba del giardino. Assaporò il profumo del fior che nel mio ventre intanto era cresciuto. Intercettò il mio battito, lo avvolse nel mantello. "Che temi cucciolina, dolcezza tutta bella -mi sussurro tra i palpiti-: sei la mia Nicarella… Ti invito ad un banchetto di cibi succulenti. Li mangeremo insieme. Poi diverremo amanti”.

Così tutto d'un tratto cercò il mio corpo: le sue forme avvinse, S'insinuò tra di esse ardito, provocando...Voleva me, mi disse, sopra ogni cosa al mondo. “Ti lancio la mia sfida, coglila se hai coraggio”, il sole si spegneva nel suo ultimo raggio. "Se io t' affascinassi", continuò lui testardo, "saresti tu disposta a farti amare amando?"

Proposi trepidante: "Parliamo insieme a lungo, sveliamoci l'un l'altro, mentre ceniamo uniti, da amici e confidenti, evitando ogni sguardo. Non aver fretta -aggiunsi- non volermi già amante.. Nicarella io sono solo da qualche istante. La sfida che mi lanci io la conosco bene: il fascino tuo mi mostri per entrarmi nelle vene. Vuoi rubarmi i sospiri, sequestrarmi i sorrisi, lasciarmi sola e vuota anche dei miei pensieri”.

“Lasciami fare -disse-. Guardami non scappare in quei tuoi occhiuzzi intensi io voglio sprofondare. Non credo (non lo spero) che vorremo parlare. Addirittura penso, non vorremo cenare  Lascia che io sogni un attimo di essere un bell'uomo; allora si, ti lasceresti amare”.

Quando una donna avverte il suo essere donna, un brivido l'assale di fronte a questo evento. Specie se a carezzarla è il soffiare del Vento. Sentivo sulla pelle il suo sfiorarmi ovunque col tocco lieve, fresco pieno di sentimento. E là dove toccava, andava sempre a fondo. Io giubilavo in estasi avvolta in quel mantello. Tutta mi ricopriva, tutto con lui era bello.

Ma d'improvviso apparve un altro personaggio. Tempesta si annunciava anche se era di Maggio Un turbinio di raffiche mi scompiglio i capelli. Ne fece nodi assurdi, li rese dei brandelli. E quel terrore sordo che avevo dall'inizio riprese con furore ad oscurarmi il cuore. Cercavo di riprendere quel che mi aveva tolto ma più forte di me lui mi oscurava il volto. Soffriva, lo vedevo, soffiava e non voleva. Ed io testarda e amante mi avvinsi a lui tremante: “non voglio, non ti lascio. Ora che stai soffrendo, con te voglio restare per asciugare lacrime per quanto siano amare”.

Mi sciolse dal suo abbraccio. Mi gettò in un angolo all'addiaccio. “Non posso -gridò forte-. Ormai debbo fuggire. Sai bene che se attendo, io ti travolgo subito perché io sono il Vento!! E' tardi dolce amica. Non c’è pace per me. Addio mia Nicarella. E quando ripassando tu mi intercetterai se guardi nei miei occhi i tuoi vi scorgerai!”

“No Vento, tu ti sbagli -cocciutamente aggiunsi-. Nei tuoi occhi vedrò, quando ti guarderò, tutta la sofferenza che ti trascini dentro, tutte quelle ferite che la tua Voce grida. Tutto quel gran dolore che ti soffoca e uccide. Una ghirlanda ne farò profumata e bella, per farne offerta in cielo ad una stella. La più brillante per il tuo cuore amante. E a quella stella strappata dal tuo cuore, semplicemente dirò:
sono io, Nicarella